Concetti Chiave
- La carboneria, inizialmente attiva nell'Italia meridionale, si diffuse in tutta la penisola, gettando le basi del primo movimento risorgimentale e lottando per la liberazione dallo straniero.
- Il 1° luglio 1820, il regno delle Due Sicilie vide la prima insurrezione, guidata dal generale Guglielmo Pepe, che portò alla concessione della Costituzione da parte di Ferdinando I.
- La Santa Alleanza intervenne nel 1821, invitando Ferdinando I a un congresso a Lubiana, dove accettò aiuti militari contro gli insorti, ripristinando l'assolutismo e reprimendo i liberali.
- La condanna papale di Papa Pio VII nel 1821 accusò la carboneria di sovvertire il potere della Chiesa, alimentando il malcontento e la diffusione di società segrete nel Regno di Sardegna.
- Milano divenne un centro attivo per la diffusione delle idee carbonare, grazie a figure come il conte Federico Confalonieri e alla rivista "Il Conciliatore", che influenzò significativamente il pensiero risorgimentale.
Qual è la diffusione della carboneria?
Tra le società segrete la più famosa fu la carboneria. Inizialmente diffusa soprattutto nell'Italia meridionale all'epoca di Gioacchino Murat e impegnata per il raggiungimento della liberazione dallo straniero, si estese poi in tutta la penisola, gettando le basi del primo movimento risorgimentale.
Inizialmente le varie società segrete italiane non pensarono di poter realizzare l’unità politica ma lottarono per ottenere delle Costituzioni in zone limitate della penisola. Tutt'al più, come in Piemonte e in Lombardia mirarono a creare una ristretta Confederazione con un ordinamento di stampo liberale.
Le prime insurrezioni e la reazione
Il primo stato a insorgere fu il regno delle Due Sicilie. Il 1° luglio 1820, sotto la guida del generale Guglielmo Pepe , scoppiò la rivolta a Nola. Di fronte al precipitare degli eventi il re Ferdinando I concesse la Costituzione e giurò di mantenerla in vigore. Nel frattempo la Sicilia insorgeva e proclamava l’indipendenza dell’isola ma i costituzionali napoletani inviarono un esercito per far fronte al movimento separatista allo scopo di sottomettere l’isola (settembre 1820).
Intervento della Santa Alleanza
La Santa Alleanza intervenne e invitò con un pretesto il re di Napoli ad un congresso a Lubiana, in Slovenia.(1821) Ferdinando I partì promettendo che avrebbe difeso la Costituzione ma in realtà, giunto a Lubiana si presentò come vittima della rivoluzione e accettò aiuti militari contro gli insorti. L’esercito austriaco sconfisse le truppe costituzionaliste e Ferdinando I appena rientrato a Napoli (marzo 1821) abolì la Costituzione , ristabilì l’assolutismo e avviò una spietata repressione contro i liberali. L’esercito rimase fino al 1827.
Condanna papale e malcontento in Sardegna
Nel 1821 il Papa Pio VII promulgò una bolla contro la carboneria, accusata di voler sovvertire il potere della Chiesa ed uno dei principali elementi di condanna erano i rituali eseguiti dai carbonari (cerimonie di iniziazione) che si ispiravano a pratiche religiose e magiche ritenute eretiche.
Nel Regno di Sardegna vi era un diffuso malcontento perché Vittorio Emanuele I aveva restituito ai nobili le cariche amministrative e militari che ricoprivano nel 1796. Di conseguenza si diffusero la carboneria e la società dei federati che mirava alla creazione di una federazione tra gli stati dell’ Italia settentrionale, guidata dal Regno di Sardegna. L’erede al trono, Carlo Alberto, non approvava la politica conservatrice del re e quando una sommossa studentesca del gennaio 1821 fu soffocata dalla polizia, furono chieste immediate riforme che però non furono concesse. A questo punto i federati piemontesi si unirono ai carbonari condividendo il loro programma: rivoluzione armata e dichiarazione di guerra all'Austria.
Sommossa in Piemonte e reazione austriaca
Una nuova sommossa scoppiò il 10 marzo 1821. Il re abdicò in favore del fratello Carlo Felice che, essendo a Modena, fu sostituito da Carlo Alberto. Questi concesse la costituzione dichiarando che sarebbe entrata in vigore dopo l’approvazione del re ma Carlo Felice chiese aiuto all'Austria il cui esercito sconfisse gli insorti (8 aprile 1821). Anche in Piemonte i moti finivano con il ritorno del vecchio sovrano ,una lunga serie di processi e di condanne contro congiurati o sospetti, un periodo di occupazione austriaca (fino al 1823)
Attività segrete nel Lombardo-Veneto
Nel Lombardo-Veneto si formò un’organizzazione segreta di ispirazione carbonara facente capo al conte Federico Confalonieri che era in contatto con il conte Santorre di Santarosa, capo dei federati piemontesi. Milano rappresentò un attivo centro di diffusione di idee e di iniziative, soprattutto grazie alla rivista il “Conciliatore”, sospesa dopo un solo anno di vita (1818/19).Silvio Pellico, l’ex redattore fu arrestato e condannato a morte . Poi la sua pena fu commutata in carcere duro.Tornato dopo dieci anni scrisse in libro di memorie ”Le mie prigioni “ che,si disse, fece più danno all'Austria di una battaglia perduta.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine e la diffusione della carboneria in Italia?
- Quali furono le prime insurrezioni e le reazioni dei sovrani?
- Come intervenne la Santa Alleanza nella crisi italiana del 1821?
- Quali furono le conseguenze della condanna papale sulla carboneria?
- Quali attività segrete si svilupparono nel Lombardo-Veneto?
La carboneria, la società segreta più famosa, nacque nell'Italia meridionale durante l'epoca di Gioacchino Murat, lottando per la liberazione dallo straniero e successivamente si estese in tutta la penisola, ponendo le basi per il primo movimento risorgimentale.
La prima insurrezione avvenne nel regno delle Due Sicilie il 1° luglio 1820, guidata dal generale Guglielmo Pepe, che portò il re Ferdinando I a concedere la Costituzione, ma la situazione si complicò con la rivolta in Sicilia e l'intervento della Santa Alleanza.
La Santa Alleanza invitò Ferdinando I a un congresso a Lubiana, dove, sotto pretesto di essere una vittima della rivoluzione, accettò aiuti militari contro gli insorti, portando alla sconfitta delle truppe costituzionaliste e alla restaurazione dell'assolutismo.
Nel 1821, Papa Pio VII condannò la carboneria, accusandola di sovvertire il potere della Chiesa, e ciò contribuì a un diffuso malcontento in Sardegna, dove si cercava di ripristinare riforme liberali contro la politica conservatrice di Vittorio Emanuele I.
Nel Lombardo-Veneto, si formò un'organizzazione segreta carbonara guidata dal conte Federico Confalonieri, con Milano come centro di diffusione di idee, ma la repressione austriaca portò all'arresto di figure chiave come Silvio Pellico, il cui libro "Le mie prigioni" ebbe un forte impatto contro l'Austria.