Concetti Chiave
- "Gli indifferenti" è il romanzo d'esordio di Alberto Moravia, pubblicato nel 1929 da una piccola casa editrice milanese quando lo scrittore aveva solo vent'anni.
- I protagonisti Michele e Carla Ardengo rappresentano due giovani della borghesia che si sentono prigionieri di una vita ipocrita e soffocante, incapaci di liberarsi dalle convenzioni sociali.
- Carla vive un profondo senso di insoddisfazione, frustrata dalla monotonia e dai discorsi futili della sua vita domestica, sognando una realtà differente.
- Michele incarna l'ipocrisia della borghesia, mostrando come la mancanza di autenticità e spontaneità possa rovinare i rapporti interpersonali e il rapporto con se stessi.
- L'indifferenza emerge come un'arma letale per i protagonisti, manifestandosi nella loro incapacità di agire contro le ingiustizie e nei compromessi dolorosi di Carla con Leo Meruci.
Il debutto di Moravia
“Gli indifferenti” è uno dei capolavori del grandissimo autore italiano Alberto Moravia, fu il suo romanzo d’esordio, pubblicato infatti per la prima volta nel 1929, quando il giovane scrittore aveva appena vent’anni e ovviamente non era ancora conosciuto, infatti la pubblicazione venne presa in carico da una piccola casa editrice, nota a Milano come la Alpes.
I protagonisti e la loro prigionia
I protagonisti sono Michele e Carla Ardengo, due giovani della grande borghesia che si sentono intrappolato nelle loro vite, costruite artificialmente su presupposti ipocriti e costrutti sociali che dai quali i due appaiono troppo deboli per scappare e liberarsi da questa esistenza costruita che li soffoca.
Carla e la sua insoddisfazione
Carla in particolare si presenta come una ragazza irritata e stanca per l’incessante ripetitività che deve affrontare nella sua casa, per i discorsi falsi che è costretta ad ascoltare e quindi non le rimane semplicemente che sognare di essere in un’altra realtà completamente diversa dalla sua.
Michele e l'ipocrisia borghese
Michele invece mostra un altro aspetto della borghesia del tempo particolarmente fastidioso, ovvero la messa in scena di uomini e donne che fingono di essere persone che non sono, perdendo quindi qualsiasi tipo di spontaneità e genuinità sia nei rapporti umani con le altre persone, sia nel rapporto con se stessi.
L'indifferenza come arma letale
Come spesso accade però nei romanzi di Moravia, i protagonisti non riescono a sfuggire dalla situazione che li fa stare così male e quindi agiscono con un’arma letale, quella dell’indifferenza, aspetto particolarmente evidente nel rapporto che Michele e Carla intrattengono con un altro personaggio, Leo Meruci, un uomo becero opportunista che era prima diventato amante della madre e ora provava ad avvicinarsi a Carla, probabilmente per trovarsi sempre più vicino alla ricca villa Ardengo, di storica proprietà della famiglia. L’indifferenza nel caso di Michele si palesa nei tanti bocconi amari mandati giù, nelle tante parole non dette: si nota ad esempio la volontà di attaccare Leo, sia verbalmente che fisicamente, arrivando addirittura a pensare di ucciderlo ma ovviamente tutte questa azioni vengono bloccate dalla sua mancanza di coraggio sia nel farsi valere che nell’opporsi a ciò che era stato imposto a lui per anni dal contesto sociale in cui era nato. L’indifferenza Carla invece commette forse quello che può considerarsi l’atto più basso, ovvero quello ci concedersi a Leo, nonostante lei stessa lo ripudi, ma questo atto si traduce semplicemente nella volontà di cambiare vita anche se man mano diventerà sempre di più la copia esatta della madre.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del romanzo "Gli indifferenti" di Alberto Moravia?
- Come si manifesta l'insoddisfazione di Carla nel romanzo?
- Qual è la rappresentazione dell'ipocrisia borghese attraverso il personaggio di Michele?
- In che modo l'indifferenza diventa un'arma letale per i protagonisti?
Il tema centrale del romanzo è l'indifferenza dei protagonisti, Michele e Carla, verso la loro vita borghese, che li intrappola in una realtà costruita su ipocrisie e convenzioni sociali, rendendoli incapaci di liberarsi da essa.
Carla si sente irritata e stanca dalla ripetitività della sua vita e dai discorsi falsi che la circondano, sognando di evadere in una realtà completamente diversa dalla sua, evidenziando la sua profonda insoddisfazione.
Michele incarna l'ipocrisia della borghesia, mostrando come gli individui fingano di essere ciò che non sono, perdendo spontaneità e genuinità nei rapporti umani e con se stessi, rimanendo intrappolati in un'esistenza che li opprime.
L'indifferenza si manifesta come un'arma letale per Michele e Carla, che, incapaci di affrontare le loro emozioni e la realtà, agiscono in modo passivo, come nel caso di Michele che sogna di aggredire Leo, ma si ferma per paura, e Carla che si concede a lui per cercare un cambiamento, ma finisce per diventare simile alla madre.