Concetti Chiave
- Montesquieu, con "L’esprit des lois", ha rivoluzionato il concetto di governo, teorizzando la separazione dei poteri per garantire la libertà individuale.
- La classificazione dei governi di Montesquieu include repubblica, monarchia e dispotismo, ognuno con un principio etico specifico per il suo funzionamento.
- Rousseau, in "Il contratto sociale", propone che la vera libertà si realizzi attraverso un accordo tra cittadini liberi, creando una "volontà generale".
- Il pensiero di Rousseau si oppone al sistema rappresentativo, criticando l'illusione di libertà del popolo inglese durante le elezioni.
- Le posizioni di Montesquieu e Rousseau differiscono nella visione del governo: il primo favorisce una monarchia temperata, mentre il secondo promuove la democrazia diretta.
Contributo di Montesquieu e Rousseau
In tutto il pensiero illuminista, ricco di implicazioni politiche, era presente l’obiettivo di comprendere e di trasformare la realtà, ma il maggior contributo al rinnovamento del concetto della società e dello Stato fu dato da due scrittori: 1) Montesquieu che nella sua opera L’esprit des lois, del 1748, si dimostrò come un teorico del liberalismo 2) Rousseau che con Le contrat social, del 1762, sostenne la validità della democrazia diretta.
Analisi del sistema di Montesquieu
L’esprit des lois si presenta come un trattato sistematico in cui i tipi di Stato sono messi in relazione con dei principi da cui traggono vita. Montesquieu, invece di cercare dei principi naturali metastorici in base ai quali esprimere un giudizio sui fatti concreti, caso per caso, esamina le leggi positive che regolano i rapporti degli uomini nei diversi paesi, per comprenderle come conseguenza delle differenti condizioni di vita, quali clima, qualità del terreno, genere di vita dei popoli, religione, grado di libertà previsto dalle rispettive Costituzioni). Dopo aver accettato la tradizionale tripartizione dei governi in repubblica (divisa a sua volta in democratica e aristocratica), monarchica e dispotismo, egli fa corrispondere a ognuna di essi un determinato principio etico, necessario al suo funzionamento. Tale principio etico corrisponde alla virtù, all’onore e al timore dei cittadini nei confronti del despota. Il rapporto fra il regime e il principio etico è rigido. Per esempio, la virtù non può essere correlata allo stato monarchico (affermazione che al tempo di Montesquieu suscitò molto scalpore); nello stesso modo, l’onore non può essere il principio della repubblica. Qualora i principi etici che caratterizzano i vari regimi si corrompano si ha la loro degenerazione. Per Montesquieu, il governo più adatto per l’Europa è la monarchia temperata, di tipo inglese perché i paesi europei sono troppo grandi per una repubblica e troppo piccoli per un governo dispotico. Così, analizzando la costituzione inglese, egli teorizza un sistema di governo basata sulla separazione dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e sul loro controllo reciproco. Solo in questo modo, potrà essere garantita la libertà del singolo, intesa come autonomia nei confronti dell’ingerenza statale.
La visione di Rousseau sul contratto sociale
Radicalmente opposta è la posizione espressa da Jean-Jacques Rousseau ne Il contratto sociale. Con il suo pensiero, egli non intende indicare ai cittadini come resistere alle ingerenze dello Stato, ma insegnare loro a essere Stato; egli non cerca la libertà dallo Stato, bensì la libertà nello Stato. Per raggiungere questo obiettivo è però necessario che sia sottoscritto un patto di unione (= il contratto sociale) e non un patto di sottomissione. Infatti, una società giusta non si costituisce per sottomissione dei deboli ai più forti, dei poveri ai ricchi, ma solo in funzione di un accordo tra uomini liberi. Da questa unione di volontà libere, nasce il popolo sovrano, che Rousseau chiama la “volontà generale”, in nome della quale ognuno, superando ogni egoismo, rinuncia alla soddisfazione dei propri bisogni per partecipare a un progetto di vita e di lavoro comune e vantaggioso per tutti. Da sottolineare che la volontà generale non è una somma delle singole volontà individuali. Perché, in questo caso, esse si annullerebbero una con l’altra a causa del contrasto tra gli interessi particolari. Come sostenitore della democrazia diretta, Rousseau non ha una particolare simpatia per la monarchia inglese e per il sistema rappresentativo su cui essa si basa. Egli afferma chiaramente che il popolo inglese si crede libero quando deve eleggere i membri del Parlamento, ma subito dopo ritorna a essere schiavo come prima.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale contributo di Montesquieu al pensiero politico illuminista?
- Come Montesquieu definisce i principi etici associati ai vari regimi di governo?
- Qual è la visione di Rousseau riguardo al contratto sociale?
- In che modo Rousseau critica il sistema rappresentativo e la monarchia inglese?
- Qual è il governo più adatto secondo Montesquieu e perché?
Montesquieu, nella sua opera "L’esprit des lois", ha teorizzato il liberalismo e ha analizzato i diversi tipi di Stato in relazione ai principi etici necessari al loro funzionamento, proponendo la separazione dei poteri come garanzia della libertà individuale.
Montesquieu associa a ciascun regime (repubblica, monarchia, dispotismo) un principio etico specifico: la virtù per la repubblica, l’onore per la monarchia e il timore per il dispotismo, sottolineando che la corruzione di questi principi porta alla degenerazione del regime.
Rousseau propone un contratto sociale che non implica sottomissione, ma unione tra uomini liberi, da cui nasce la "volontà generale", permettendo a ciascuno di rinunciare ai propri interessi per il bene comune.
Rousseau critica il sistema rappresentativo della monarchia inglese, sostenendo che il popolo si illude di essere libero durante le elezioni, ma in realtà ritorna a essere schiavo, poiché non partecipa attivamente alla formazione della volontà generale.
Montesquieu ritiene che la monarchia temperata, di tipo inglese, sia il governo più adatto per l'Europa, poiché i paesi europei sono troppo grandi per una repubblica e troppo piccoli per un governo dispotico, garantendo così la libertà individuale.