Concetti Chiave
- Eugenio Montale, nato nel 1896 a Genova, è un poeta influente che ha affrontato esperienze significative come la Prima Guerra Mondiale e ha vissuto a Firenze durante il fascismo.
- La sua prima raccolta di poesie, "Ossi di seppia", pubblicata nel 1925, esplora il disagio esistenziale e la difficoltà di interagire con il mondo circostante.
- Montale si distingue per la poetica dell'oggetto, utilizzando oggetti quotidiani per esprimere significati profondi e la condizione dell'esistenza umana.
- I temi delle sue opere si evolvono, passando da un pessimismo esistenziale nelle prime raccolte a toni ironici e sarcastici nelle ultime, riflettendo la sua critica alla società di massa.
- Nel 1975, Montale riceve il Premio Nobel per la letteratura, riconoscendo il suo contributo unico alla poesia e alla cultura italiana.
Indice
La Vita di Eugenio Montale
Eugenio Montale nasce a Genova il 12 dicembre del 1896, si diplomò come ragioniere nel 1915, dedicandosi anche alla musica e al canto. Nel 1917 si arruolò volontario e combatte il Trentino. Finita la guerra tornò a Genova e conobbe Anna degli Uberti che divenne una delle Muse ispiratrici della sua poesia.
Carriera e Influenze Letterarie
Nel 1925 uscì la sua prima raccolta di liriche: “ossi di seppia” e nello stesso anno firmò il “manifesto degli intellettuali antifascisti”. Svolse l'attività di critico letterario e fu uno dei primi ad apprezzare l'opera di Svevo. Si interessò sempre di più alla letteratura inglese, soprattutto dopo aver conosciuto Ezra Pound e Thomas Stearns Eliot. Nel 1927 si trasferì a Firenze, dove nel 1929 ottenne la direzione del Gabinetto Vieusseux e, influenzato soprattutto da Eliot e della giovane ebrea americana Irma Brandeis si avvicinò agli studi danteschi. Nel 1938 fu allontanato dal Gabinetto Vieusseux perché non era scritto al Partito fascista. Nel 1930 a vivere con Drusilla Tanzi, che sposerà nel 1962. Durante la Seconda guerra mondiale è rimasta a Firenze, dove si mantenne con traduzioni e collaborazioni giornalistiche. Dopo la liberazione di Firenze si iscrisse al Partito d'azione, ma questa esperienza durò poco, secondo lui la poesia e l'attività intellettuale, dovevano essere estranee alla politica. Nel 1948 si trasferì a Milano dove collaborò con il “Corriere della Sera” e nel 1956 uscì la sua terza raccolta di poesie “la bufera e altro”, e il libro di racconti “farfalla di Dinard”. Nel 1967 fu nominato senatore a vita e nel 1975 gli fu assegnato il Premio Nobel per la letteratura. Morì a Milano il 12 settembre del 1981.
La Poetica di Montale
La poesia di Montale è la testimonianza di un disagio esistenziale e vuole rispondere alle domande dell'uomo contemporaneo con la parola poiché lo ritiene uno strumento per confrontarsi con il “male di vivere”. Con la poetica dell'oggetto, Montale vuole esprimere la condizione dell'esistenza, come fa Eliot in un correlativo oggetto, quindi attraverso gli oggetti, Montale intende cogliere il significato profondo della realtà, di una continua ricerca di un “varco” per giungere l'essenza delle cose e della vita.
Temi e Stile delle Opere
Alla base delle prime due raccolte, c'è un pessimismo esistenziale, cioè una visione pessimistica della vita, infatti con “la bufera e altro”, arriva ad un pessimismo storico, perché la speranza di poter recuperare una dimensione spirituale e metafisica da contrapporre alla vita reale, crolla a causa della bufera della guerra e dell'altro, cioè il dopoguerra. Nelle ultime raccolte usa i toni ironici e sarcastici, la percezione di un mondo privo di senso è espressa in un linguaggio simile alla prosa, caratterizzato da suoni e rumori. Le figure femminili presenti nelle poesie di Montale sono trasfigurazioni poetiche di donne reali che assumono significati diversi:
• Arletta, la metafora della perdita della giovinezza,
• La donna angelo, l'incarnazione dei valori della cultura e della poesia,
• Il mondo reale concreto, rappresenta una concretezza e il buon senso.
Le influenze più importanti sono quelle di: D'Annunzio, per il lessico prezioso, e da Eliot per la poetica del correlativo oggettivo. Il lessico è nuovo, è essenziale e aspro, nelle prime raccolte il poeta ricerca una nuova musicalità del verso, mentre le poesie dell'ultimo periodo hanno un linguaggio vicino al parlato e presenta toni ironici.
Le Raccolte di Montale
La prima raccolta poetica di Montale, “ossi di seppia”, fu pubblicata nel 1925, alla base della poesia c’è l'amara presa di coscienza del “male di vivere”. L'io poetico tenta di entrare in contatto con le cose che lo circondano, ma restano inafferrabili, da qui l'isolamento e la solitudine. Nella raccolta “le occasioni” troviamo ricordi della vita del poeta, sul filo della rievocazione che svelano significati nascosti. “La bufera e altro” fu pubblicato nel 1956 e contiene poesie composte durante il secondo conflitto mondiale e l'immediato dopoguerra. L'autore sembra partecipare al dramma della società sconvolta dalla guerra, ma gli eventi sono soltanto occasioni per un'analisi dell'esistenza. L’opera segna una battuta d'arresto della produzione di Montale, il suo silenzio poetico durò fino al 1964. “Satura” è una delle ultime raccolte di Montale in cui il poeta ricorda la moglie scomparsa, col rimpianto, dolore e nostalgia. In questa raccolta è in “diario del ‘71 e del ‘72” emerge la critica verso la società di massa. Viene usato un linguaggio simile alla prosa e i temi sono spesso legati a eventi quotidiani o di attualità e il tono è satirico. L'opera più significativo è la “farfalla di Dinard”, brevi racconti sul tema dell'impossibilità della salvezza per l'uomo. Due sono le raccolte legate alla sua attività di giornalista, “auto da fè” nel 1966, un libro di riflessioni morali e culturali, e “fuori di casa” nel 1969, con i suoi reportage e brevi racconti nei quali affiora l'indifferenza verso la società borghese.
La raccolta ebbe tre edizioni: nel 1925, nel 1928, nel 1931. Il titolo si riferisce alle inutili macerie che le onde lasciano sulla sabbia che però sono, corrosi e levigati dall'acqua del mare, scabri ed essenziali, possono essere il correlativo oggettivo della poesia. Due sono i testi in cui Montale annuncia la sua concezione poetica:
• i limoni, Montale rifiuta la poesia aulica, a favore del linguaggio essenziale e antico, anche se con termini ricercati e precisi,
• non chiederci la parola, sono espresse la consapevolezza del vuoto che attornia l'esistenza e l'impossibilità di suggerire certezze, le parole sono aride e prive di enfasi retorica.
Temi Emotivi in "Ossi di Seppia"
In “ossi di seppia” prevalgono i seguenti temi emotivi:
• un senso di negatività esistenziale, la mancanza di certezze,
• una visione pessimistica dell'esistenza,
• lo stato di rottura dell'equilibrio tra l'io e la realtà,
• il mare, luogo di sofferenza,
• oggetti come emblema della sofferenza dell'uomo,
• il desiderio irrealizzabile di recuperare il passato.
Lo sfondo di molte liriche è il paesaggio ligure, brullo e assolato, metafora della negatività dell'esistenza. I Paesaggi “allegorici” di Montale sono stati paragonati a quelli “metafisici”. L'orizzonte non è aperto, ma delimitato da un muro. Scelse il linguaggio antiletterario e aspro e cercò una nuova musicalità. Montale non rifiuto il linguaggio e la metrica tradizionale: al registro aulico si affiancarono termini colloquiali e tecnici, e l'uso dei versi nobili si alternano al verso libero.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della poetica di Eugenio Montale?
- Quali sono i temi principali delle opere di Montale?
- Come si evolve lo stile di Montale nel corso delle sue raccolte?
- Qual è il significato del titolo "Ossi di seppia"?
- Quali influenze letterarie hanno segnato la scrittura di Montale?
La poetica di Montale esprime un disagio esistenziale e cerca di rispondere alle domande dell'uomo contemporaneo attraverso la parola, considerata uno strumento per confrontarsi con il "male di vivere".
I temi principali delle opere di Montale includono il pessimismo esistenziale, la ricerca di un significato profondo della realtà, e la rappresentazione di figure femminili come trasfigurazioni poetiche di donne reali.
Lo stile di Montale evolve da un linguaggio essenziale e aspro nelle prime raccolte a toni ironici e sarcastici nelle ultime, con un linguaggio più vicino al parlato e caratterizzato da suoni e rumori.
Il titolo "Ossi di seppia" si riferisce alle macerie inutili lasciate dalle onde sulla sabbia, simbolo della poesia di Montale, che cerca di cogliere l'essenza della vita attraverso oggetti inafferrabili.
Le influenze letterarie più significative per Montale provengono da D'Annunzio, per il lessico prezioso, e da Eliot, per la poetica del correlativo oggettivo, che hanno contribuito a formare il suo stile unico.