Concetti Chiave
- La poesia, scritta nel 1937, è ispirata da un pomeriggio d'estate a Modena, durante il quale Montale riflette sull'amata assente.
- Mirco, il protagonista, incontra un vecchio con due cani, che si rivelano essere sciacalli, simbolizzando il dolore e l'assenza della donna amata.
- Il "miracolo del ritorno" rappresenta la speranza di un ritorno dell'amata, non fisicamente, ma nell'immaginazione e nei sentimenti del poeta.
- La poesia affronta il tema della realtà come apparenza e soggettività, suggerendo che i segnali percepiti possono essere interpretati in modi diversi.
- Si conclude con l'immagine dei due sciacalli, evocando un ricordo intimo e nostalgico legato alla figura della donna amata.
L'ispirazione autobiografica di Montale
La poesia è composta nel 1937. Lo stesso Montale chiarisce l’occasione autobiografica che ha ispirato questa poesia. Utilizzando lo pseudonimo di Mirco per parlare si sé, Montale racconta di un pomeriggio d’estate in cui si trovava a Modena e passeggiava assorto nel pensiero dell’ amata lontana e assente.
L'incontro con il vecchio e i cani
Mirco vide un vecchio trascinare due cani che non riusciva ad identificare, pertanto, si avvicinò e chiese al vecchio che cani fossero. Questi, con tono secco e orgoglioso, rispose che non erano cani, ma sciacalli.
Qual è il significato simbolico degli sciacalli?
Mirco pensò che Clizia (pseudonimo utilizzato per la donna amata) amava gli animali buffi, e che la vista di quei due sciacalli al guinzaglio l’avrebbe divertita. Quindi, insinuò che i due animali fossero stati inviati da lei, come per confortarlo, ma considerò anche l’idea che essi fossero invece un segnale del fatto che la presenza della donna si stava dileguando per sempre. Da quel giorno Mirco non poté evitare di associare la città di Modena all’idea di Clizia e dei due sciacalli. Ogni volta che si verificavano simili episodi, la sua ferita ne traeva beneficio. Una sera, Mirco scrisse i primi sette versi del mottetto su un biglietto del tranvai; in seguito sostituì il punto che chiudeva l’ultimo verso con due punti, perché sentiva la necessità di aggiungere un esempio che fosse anche una conclusione.
Il miracolo del ritorno immaginario
Il miracolo è costituito dalla possibilità di un ritorno della donna amata, non nella vita reale, ma nell’immaginazione e nei sentimenti.
La realtà come apparenza e dubbio
Il tema è la possibilità che in un presente di assenza, in cui il poeta soffre per il distacco dall’amata, quest’ultima possa farsi di nuovo viva attraverso un avvenimento insolito. E inoltre presente l’idea della realtà come apparenza e rappresentazione soggettiva (tratta dalla filosofia di Schopenhauer) in cui è possibile che si insinui un “barbaglio”, cioè un segnale che voglia comunicare un messaggio. Però, c’è anche il dubbio che questo miracolo non sia vero.
I versi sono endecasillabi e settenari e il lessico è piuttosto semplice e essenziale.
Il poeta contempla due idee opposte: infatti, lo “schermo d’immagini” che costituisce la realtà potrebbe rivelare al poeta che la donna amata sta svanendo per sempre, oppure inviargli dei segnali che però non sono chiari, ma devono essere interpretati.
La chiusura con i due sciacalli
La poesia si chiude con l’episodio dei due sciacalli al guinzaglio, un ricordo intimo e lontano.
Domande da interrogazione
- Qual è l'ispirazione autobiografica che ha portato Montale a scrivere questa poesia?
- Qual è il significato simbolico degli sciacalli nell'opera di Montale?
- Come si manifesta il "miracolo del ritorno" nella poesia?
- Qual è il tema centrale riguardo alla realtà e al dubbio nella poesia?
Montale, utilizzando lo pseudonimo di Mirco, racconta di un pomeriggio d'estate a Modena, mentre riflette sull'amata Clizia, lontana e assente, che ispira la sua poesia.
Gli sciacalli rappresentano un legame tra Mirco e Clizia; sebbene inizialmente pensi che possano confortarlo, essi simboleggiano anche la possibile perdita della donna amata, creando un contrasto tra speranza e rassegnazione.
Il miracolo è la possibilità di un ritorno della donna amata, non nella realtà, ma nell'immaginazione e nei sentimenti di Mirco, che spera in un segnale che possa riaccendere la sua presenza.
La poesia esplora la realtà come apparenza e rappresentazione soggettiva, in cui Mirco si interroga se i segnali che percepisce siano veri messaggi dalla sua amata o semplici illusioni, alimentando il suo dubbio e la sua sofferenza.