Concetti Chiave

  • Eugenio Montale, nato a Genova nel 1896, interruppe gli studi per combattere nella Prima guerra mondiale e si oppose al regime fascista, portandolo a lasciare il suo lavoro a Firenze.
  • La sua poesia affronta temi di angoscia esistenziale e del "male di vivere", riflettendo una crisi di senso dell'esistenza umana.
  • Nel titolo "Satura", Montale gioca con due significati: una satira della società moderna e una mescolanza di temi e stili, evidenziando la varietà della sua poetica.
  • Nella sezione "Xenia", Montale dedica 28 componimenti alla moglie Drusilla Tanzi, esprimendo affetto e un dialogo intimo con la sua assenza.
  • La poesia "Ho sceso, dandoti il braccio" trasmette il senso di vuoto che Montale prova dopo la morte della moglie, usando la metafora delle scale per rappresentare il loro viaggio insieme, ora interrotto.

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Montale, Eugenio - Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale articolo

Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896 da una famiglia di commercianti; nel 1917 fu obbligato a interrompere gli studi tecnici per andare a combattere al fronte nel corso della Prima guerra mondiale. Dal 1927 si stabilì a Firenze,
dove prima lavorò presso la casa editrice Bemporad, poi nel Gabinetto letterario - scientifico- filosofico Vieusseux, che diresse per dieci anni. Contrario al regime fascista , fu infatti costretto a lasciare il suo incarico quando espresse apertamente il suo dissenso firmando il Manifesto degli intelletuali antifascisti promosso da Benedetto Croce. Nel 1948 fu assunto come redattore al Corriere della sera e si trasferì a Milano. Nel 1967 fu nominato senatore a vita e nel 1975 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura . Morì a Milano. La sua opera poetica è incentrata , sin dalle prime raccolte , sui temi fondamentali dell'angoscia esistenziale e del "male di vivere" che attanaglia l'uomo , negandoli un qualunque "senso" dell'esistenza . Benchè sensibile all'influenza di vari autori e movimenti politici del Novecento, Montale rimase
sostanzialmente estraneo agli sperimentalismi delle Avanguardie, elaborando una poetica e uno stile del tutto personali. Tra le sue raccolte di poesie ricordiamo Ossi di seppia (1925), Le occasioni , La bufera e altro (1956), Satura, Diario del '71 e del '72, Quaderno di quattro anni. Tra le opere in prosa ricordiamo la Farfalla di Dinard (1956) e numerosi saggi di critica letteraria.
Tra le ultime raccolte di Montale compare Satura (1971). Nel titolo è possibile scorgere un doppio significato: quello di "satira" , cioè di polemica acuta e corrosiva rivolta alle aberrazioni della società moderna priva di valori e disumanizzata dal conformismo e quello di "mescolanza di cose svariate" (dal latino satura), data la molteplicità di temi e di metri. L'atteggiamento del poeta nel confronti della realtà è freddo e distaccato , le sue riflessioni vanno dall'ironia sottile al sarcasmo impietoso. Parallelamente lo stile poetico si fa più arido e prosastico, per testimoniare una realtà degradata. Si distingue le sezione Xenia (in greco "doni votivi"), dedicata alla moglie, Drusilla Tanzi , scomparsa nel 1963. A lei , affettuosamente soprannominata "Mosca" ( un po' per la petulanza e un po' per le spesse lenti
da miope che le ingrandivano buffamente gli occhi) , il poeta dedica 28 componimenti , nei quali il colloquio con la donna assente si dipana con commossa immediatezza.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale da Satura (1971)

Questa lirica è scaturita dalla dolorosa solitudine dell'autore: egli solo ora comprende che proprio "Mosca", nonostante la miopia, sapeva scrutare ben più a fondo di lui il mistero delle cose e dell'esistenza , dal momento che la realtà
autentica è quella che si vede. Nonostante le apparenze, dunque, non era lui, con il suo porgerle il braccio nello scendere le scale , a evitarle di incespicare : era "Mosca" a guidare il viaggio di entrambi nella vita.

Ho sceso , dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Questo componimento esprime , in tono commosso , il senso di vuoto e di inutilità che il poeta avverte dopo la morte della moglie, alla quale dedica il suo toccante omaggio poetico. Nella poesia, il periodo trascorso insieme alla donna è espresso metaforicamente da una scale dagli innumerevoli gradini, discesi nel corso di un cammino comune che, troncato dalla morte di lei, appare tuttavia drammaticamente breve a chi è rimasto solo e vede soltanto il vuoto davanti a sè. La metafora si propone nell'immagine dell'inutile viaggio solitario del poeta , al quale le incombenze della quotidianità (le coincidenze , le prenotazioni) denunciano tutta la loro vacuità , e la vana apparenza viene
spesso confusa con la realtà.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto biografico di Eugenio Montale?
  2. Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896 e, dopo aver interrotto gli studi per combattere nella Prima guerra mondiale, si stabilì a Firenze nel 1927, dove lavorò in ambito letterario e si oppose al regime fascista, portandolo a lasciare il suo incarico.

  3. Quali sono i temi principali dell'opera poetica di Montale?
  4. L'opera poetica di Montale si concentra sull'angoscia esistenziale e sul "male di vivere", riflettendo una profonda crisi di senso dell'esistenza umana.

  5. Che significato ha il titolo "Satura" nella raccolta di Montale?
  6. Il titolo "Satura" ha un doppio significato: indica sia una satira contro le aberrazioni della società moderna, sia una mescolanza di temi e stili, riflettendo la varietà della sua poetica.

  7. Come si esprime il rapporto di Montale con la moglie Drusilla Tanzi nella sua poesia?
  8. Nella sezione "Xenia" di "Satura", Montale dedica 28 componimenti alla moglie, esprimendo un colloquio affettuoso e immediato con la sua assenza, evidenziando il vuoto che la sua morte ha lasciato.

  9. Qual è il messaggio centrale della poesia "Ho sceso, dandoti il braccio"?
  10. La poesia esprime il senso di vuoto e inutilità che Montale avverte dopo la morte della moglie, utilizzando la metafora delle scale per rappresentare il loro viaggio insieme, ora interrotto e percepito come drammaticamente breve.

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