Concetti Chiave
- L'idea centrale della lirica è l'illusorietà del mondo, concepito come un inganno, influenzato dal pensiero di Schopenhauer.
- Il poeta percepisce il nulla come un evento straordinario e inquietante, simile alla sensazione di smarrimento di chi ha perso ogni riferimento.
- La scoperta della realtà come inganno porta il poeta a vivere in solitudine, in quanto non può comunicare la sua consapevolezza agli uomini comuni.
- L'atmosfera della lirica è limpida e cristallina, creando un contrasto con l'illusorietà del mondo, paragonato a uno schermo cinematografico.
- Il poeta si sente diverso dagli altri, condannato all'incomprensione a causa della superficialità degli uomini che credono nelle apparenze.
L'idea del mondo come inganno
Nella lirica, che fa parte della raccolta Ossi di seppia, si ritrova l’idea del mondo come “inganno” che caratterizza il pensiero filosofico di Schopenhauer. Secondo il filosofo tedesco, il mondo che ci circonda non è reale, ma esiste solo sotto forma di rappresentazione.
Montale pensa che probabilmente tutto ciò che si trova intorno a noi è solo apparenza e può crollare da un momento all’altro. Gli uomini comuni, però, non hanno questa consapevolezza e solo il poeta ha il privilegio di vedere ciò di cui gli altri non possono accorgersi.
La percezione del nulla
Forse una mattina camminando, circondato da un’aria limpida come il cristallo voltandomi indietro, vedrò realizzarsi l’evento straordinario (= straordinario perché infrange ogni legge naturale), cioè dietro di me, avrò la percezione del nulla e sarò preso dal terrore come succede agli ubriachi che avendo perso ogni punto di riferimento, temono di cadere da un momento all’altro.
Il poeta e la solitudine
Poi, come se fosse proiettato su di uno schermo improvvisamente (di gitto) vedrò proiettate le case, gli alberi e le colline, cioè la realtà come ci appare abitualmente, ma che invece è il solito inganno di sempre (inganno consueto)
Ma ormai sarà troppo tardi (perché io possa credere alle apparenze dato che ho visto il nulla) e me ne andrò in silenzio, con il mio segreto, in mezzo agli altri uomini che continuano a credere nella realtà apparente per questo motivo il poeta sarà obbligato alla solitudine e al silenzio.
L'illusorietà del mondo
Il tema fondamentale è quello dell’illusorietà del mondo che circonda a cui, però, se ne aggiunge un altro: il concetto del poeta diverso dagli altri, che l’uomo comune, ingannato dai sensi, non può capire e da ciò deriva l’incomprensione e l’incomunicabilità.
L’uomo comune viva la sua vita con superficialità perché resta chiuso nelle proprie certezze che sono soltanto illusorie.
Atmosfera e consapevolezza poetica
L’atmosfera presente nella lirica è data dall’aria limpida e cristallina (figura retorica della sinestesia), cioè senza foschia e asciutta. Paragonandola al vetro, si potrebbe dire che essa sia solida, come si trattasse di un incubo. Esso è ben diverso da quello arido e assolato che troviamo in molti componimenti della raccolta Ossi di Seppia. Voltandosi di scatto, il poeta ha una folgorazione: le cose consuete – cioè alberi, case e colli) sono proiettate su di uno schermo cinematografico. Qui abbiamo la metafora dell’ mondo dell’uomo moderno che è paragonato ad uno schermo. La lirica termina con la consapevolezza del poeta di essere diverso dagli altri uomini.
In conclusione, si può dire che la lirica si articola nei seguenti passaggi:
1) Il poeta scopre improvvisamente che la realtà è nulla
2) Il poeta è consapevole di non poter comunicare tale scoperta agi altri perché nella loro superficialità questi ultimi continuano a credere nell’inganno
3) Il poeta, rassegnato, continua a vivere nella solitudine e nell’incomprensione
Domande da interrogazione
- Qual è l'idea centrale del mondo secondo Montale?
- Come si manifesta la percezione del nulla nel poema?
- Qual è il destino del poeta rispetto agli uomini comuni?
- Qual è l'atmosfera descritta nella lirica e come influisce sulla consapevolezza del poeta?
Montale riflette sull'idea schopenhaueriana del mondo come inganno, sostenendo che ciò che ci circonda è solo apparenza e può crollare in qualsiasi momento, mentre solo il poeta ha la capacità di percepire questa verità.
La percezione del nulla si manifesta quando il poeta, voltandosi, avverte un terrore simile a quello degli ubriachi, rendendosi conto che la realtà apparente è solo un inganno consueto.
Il poeta, avendo compreso l'illusorietà della realtà, è costretto alla solitudine e al silenzio, poiché gli uomini comuni, chiusi nelle loro certezze illusorie, non possono comprendere la sua scoperta.
L'atmosfera è caratterizzata da un'aria limpida e cristallina, che porta il poeta a una folgorazione, facendogli comprendere che la realtà è proiettata come su uno schermo, evidenziando la sua differenza rispetto agli altri uomini.