Concetti Chiave
- Il monologo di Amleto esplora il dilemma esistenziale tra sopportare le sofferenze della vita o combatterle, affrontando il rischio della morte.
- La paura dell'ignoto dopo la morte frena la volontà di agire, spingendo a preferire i mali conosciuti a quelli incerti.
- La coscienza gioca un ruolo centrale nel rendere gli individui vigliacchi, distorcendo il loro coraggio e influenzando le loro azioni.
- La trama si sviluppa attorno alla vendetta di Amleto nei confronti dello zio Claudio, responsabile della morte del padre e della sua ascesa al trono.
- La tragedia culmina in una serie di morti, portando alla fine della vita di Amleto e al passaggio del potere a Fortebraccio, principe di Norvegia.
Essere o non essere
Essere o non essere, questo è il problema.
Se sia più nobile sopportare
le percosse e le ingiurie di una sorte atroce,
oppure prendere le armi contro un mare di guai
e, combattendo, annientarli.
Morire, dormire.
Niente altro.
E dire che col sonno mettiamo fine
al dolore del cuore e ai mille colpi
che la natura della carne ha ereditato
È un epilogo da desiderarsi devotamente.
Morire, dormire.
La paura dell'ignoto
Dormire, forse sognare: ah, c'é l'ostacolo,
perchè in quel sogno di morte
il pensiero dei sogni che possano venire,
quando ci saremo staccati dal tumulto della vita,
ci rende esistanti.
Altrimenti chi sopporterebbe le frustate e lo scherno del tempo
le ingiurie degli oppressori, le insolenze dei superbi,
le ferite dell'amore disprezzato,
le lungaggini della legge, l'arroganza dei burocrati
e i calci che i giusti e i mansueti
ricevono dagli indegni.
Qualora si potesse far stornare il conto con un semplice pugnale,
chi vorrebbe portare dei pesi
per gemere e sudare
sotto il carico di una vita logorante
se la paura di qualche cosa dopo la morte,
il paese inesplorato dal quale nessun viandante ritorna,
non frenasse la nostra volontà,
facendoci preferire i mali che sopportiamo
ad altri che non conosciamo?
Il peso della coscienza
Così la coscienza ci fa tutti vili
e così il colore innato della risolutezza,
lo si rovina con una squallida gettata di pensiero
e le imprese d'alto grado e il momento,
proprio per questo, cambiano il loro corso
e perdono persino il loro nome di azioni
Il principe Amleto è erede al trono di Danimarca, una notte, vede apparire sugli spalti del suo castello il fantasma del padre. Questi gli rivela, di essere stato ucciso dal fratello Claudio,che ha poi sposato la regina Gertrude, rimasta vedova. Amleto giura vendetta al padre e comincia a simulare la follia per meglio scoprire tutti i complici dell'assasinio. In una drammatica sequenza di intrighi e duelli, muoiono, in successione, tutti i personaggi principali: Ofelia, la fidanzata di Amleto da questi abbandonata; il fratricida Claudio, ucciso da Amleto; la regina Gertrude, che beve il veleno destinato al figlio; Laerte, fratello di Ofelia, deciso di vendicare la morte della sorella, ma ucciso da Amleto in duello; e, infine, lo stesso Amleto, a seguito delle mortali ferite riportate nel corso del duello con Laerte. Il governo del Regno passa, cosi, a Fortebraccio, principe di Norvegia.
Domande da interrogazione
- Qual è il dilemma principale affrontato da Amleto?
- Qual è la paura che frena l'azione di Amleto?
- Come influisce la coscienza sulle azioni di Amleto?
Amleto si interroga se sia più nobile sopportare le ingiurie della vita o combattere contro di esse, riflettendo sulla morte come una possibile liberazione dal dolore (testo).
La paura dell'ignoto dopo la morte, un "paese inesplorato" dal quale nessun viandante ritorna, lo spinge a preferire i mali conosciuti a quelli sconosciuti (testo).
La coscienza rende Amleto vili, distorcendo la sua risolutezza e portando a una perdita di determinazione nelle sue azioni, che si trasformano in pensieri squallidi (testo).