Concetti Chiave

  • I successori di Maometto, i califfi, governarono un vasto impero, marginalizzando l'Arabia ma mantenendo la Mecca e Medina come centri sacri dell'islam.
  • Durante il VII secolo, gli Arabi, uniti e motivati religiosamente, iniziarono ad attaccare gli imperi bizantino e sasanide, infliggendo loro gravi sconfitte.
  • La conquista araba della Siria e dell'Egitto fu facilitata dall'atteggiamento favorevole delle popolazioni locali, stanche del dominio bizantino.
  • La battaglia del fiume Yarmuk nel 636 segnò una sconfitta decisiva per l'impero bizantino, accelerando la perdita di province vitali.
  • L'impero sasanide crollò completamente entro il 651, con l'ultimo imperatore assassinato, e il mondo persiano venne assorbito nell'impero arabo-islamico.

L'espansione dell'impero arabo

I successori di Maometto non erano più soltanto i capi di un turbolento insieme di clan arabi convertiti alla nuova religione. Il califfo governava un immenso impero, nato da grandi conquiste. Al suo interno l’Arabia vera e propria divenne marginale, anche se le città sante della Mecca e di Medina – dove si trova la tomba di Maometto – rimasero i centri più sacri dell’islam. Sotto i primi califfi fu completata la sottomissione di tutte le tribù dell’Arabia, fino ai lontani Yemen e Oman, costringendo anche le più recalcitranti ad abbandonare il politeismo e pagare il tributo al califfo. A questo punto gli Arabi del deserto, riuniti in un unico popolo, ricchi per i floridi commerci di cui avevano il controllo, bellicosi per tradizione e ora anche infiammati di entusiasmo religioso, cominciarono ad attaccare le grandi potenze confinanti. Erano due, da secoli rivali fra loro: a nord-ovest l’impero bizantino, erede dell’impero romano d’Oriente; a nord-est l’impero persiano dei Sasanidi, che dominava gli attuali Iraq, Iran e Afghanistan. Fra i due una terza potenza, il regno cristiano d’Armenia, controllava vasti territori fra l’Anatolia e il Caucaso, ma era quasi sempre assoggettata all’influenza bizantina o sasanide.

Conflitti con l'impero bizantino

All’inizio del VII secolo l’imperatore sasanide Cosroe aveva assestato un colpo terribile all’impero bizantino, conquistando la Siria, la Palestina e l’Egitto; ma la controffensiva bizantina, organizzata dal grande imperatore Eraclio (610-641), aveva riconquistato tutti quei territori, riportando la frontiera fino alla Mesopotamia e indebolendo in modo decisivo le forze dei Sasanidi. Le truppe bizantine conquistarono addirittura la capitale sasanide, Ctesifonte. Pareva dunque che gli eredi dell’impero romano d’Oriente fossero sul punto di trionfare sull’antico nemico persiano, quando la situazione cambiò drammaticamente. Nei vent’anni di comando dei primi tre califfi, dal 632 al 656, entrambi gli imperi vennero aggrediti dagli Arabi e subirono devastanti sconfitte.

La caduta dell'impero sasanide

Sul fronte bizantino, il primo obiettivo fu l’invasione della Siria, cui si accompagnò la liquidazione dei piccoli regni arabi cristiani che sorgevano fra questa provincia e la penisola arabica. Grazie anche alla loro superiore mobilità nel deserto, e alla capacità di sopravvivere a lungo con poca acqua e cibo, le forze arabe, benché spesso inferiori di numero, sorpresero e sconfissero una dopo l’altra le guarnigioni bizantine. L’imperatore Eraclio radunò un grande esercito e tentò la riconquista dei territori siriani, ma gli Arabi gli inflissero una sconfitta decisiva nel 636 alla battaglia del fiume Yarmuk. Dopo questo disastro, paragonabile a quello di Adrianopoli del 378, l’impero non riuscì più a reagire e gli eserciti arabi dilagarono verso occidente, conquistando non solo la Siria e la Palestina, ma entro il 646 anche l’Egitto e poco dopo l’isola di Cipro. L’impero bizantino perse così in pochi anni province che per sette secoli erano state fra le più ricche dell’impero romano; tre fra le più importanti sedi patriarcali cristiane, Antiochia, Gerusalemme e Alessandria, caddero sotto il dominio arabo. La rapidità della conquista si spiega anche con l’atteggiamento delle popolazioni e delle Chiese locali, che odiavano il dominio bizantino per la sua opprimente fiscalità, e che in maggioranza seguivano una variante del cristianesimo, il monofisismo, disapprovata e perseguitata dal governo imperiale: perciò si adattarono senza resistenza alla nuova dominazione. Molte città negoziarono con gli invasori e aprirono loro le porte, dopo aver ottenuto garanzie di un trattamento di favore; in Egitto la Chiesa copta collaborò attivamente con i conquistatori e pregò per il loro successo. L’amministrazione bizantina di quei vastissimi territori, col suo personale greco, continuò a lavorare per conto dei nuovi dominatori. La disfatta dell’impero sasanide, già messo in ginocchio dalle vittorie di Eraclio, fu ancora più completa. Già nel 637 gli Arabi sconfissero disastrosamente gli eserciti persiani e occuparono l’attuale Iraq, abitato da popolazioni in parte arabe, di religione cristiano-nestoriana o ebraica, che non si opposero all’invasione; i nestoriani, anzi, spesso perseguitati dai Sasanidi, l’accolsero con entusiasmo. L’offensiva proseguì poi in direzione del Mar Caspio e dell’Iran, cuore dello Stato persiano, finché nel 651 l’ultimo imperatore sasanide fu assassinato in Asia Centrale, mettendo fine alla dinastia e all’impero. L’intera Mesopotamia e il mondo persiano, con la sua ricchissima tradizione culturale, vennero assorbiti nell’impero arabo-islamico, anche se l’Iran mantenne, e ha mantenuto fino a oggi, la sua lingua del tutto diversa dall’arabo, e una propria cultura nazionale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della sottomissione delle tribù arabe sotto i primi califfi?
  2. La sottomissione delle tribù arabe portò alla formazione di un unico popolo arabo, ricco grazie ai commerci e motivato da fervore religioso, che iniziò ad attaccare le potenze confinanti, come l'impero bizantino e quello sasanide.

  3. Come si sviluppò il conflitto tra gli Arabi e l'impero bizantino?
  4. Dopo una serie di conquiste iniziali da parte dei bizantini, gli Arabi inflissero devastanti sconfitte all'impero bizantino, culminando nella battaglia del fiume Yarmuk nel 636, che segnò l'inizio della rapida conquista di territori come Siria, Palestina ed Egitto.

  5. Quali fattori contribuirono alla rapida conquista araba dei territori bizantini?
  6. La superiorità della mobilità araba nel deserto, la capacità di sopravvivere con poche risorse e l'atteggiamento favorevole delle popolazioni locali, stanche del dominio bizantino, facilitarono la conquista araba.

  7. In che modo la Chiesa copta influenzò la conquista araba in Egitto?
  8. La Chiesa copta collaborò attivamente con i conquistatori arabi, pregando per il loro successo e negoziando un trattamento di favore, contribuendo così alla rapida integrazione del territorio nell'impero arabo.

  9. Qual è stata la sorte dell'impero sasanide a seguito delle conquiste arabe?
  10. L'impero sasanide subì una completa disfatta, culminando con la sconfitta degli eserciti persiani nel 637 e l'assassinio dell'ultimo imperatore sasanide nel 651, portando alla fine della dinastia e all'assorbimento della Mesopotamia nell'impero arabo-islamico.

Domande e risposte

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