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Concetti Chiave

  • La monarchia costituzionale era instabile a causa della necessità di accordo tra il re e la Camera dei deputati, con il rischio di conflitti decisivi.
  • Il governo regio si è trasformato da organo del re a governo parlamentare, con ministri scelti in base alla fiducia della Camera dei deputati.
  • La sfiducia della Camera portava alle dimissioni dei ministri, evidenziando la crescente influenza dell'organo parlamentare sulla politica.
  • Il potere di veto del re sulle leggi venne meno, poiché cercava di evitare conflitti con la borghesia e assecondava la maggioranza parlamentare.
  • Questi cambiamenti hanno portato a una trasformazione della monarchia costituzionale in un sistema parlamentare, con preminenza del Parlamento e dipendenza del Governo dalla fiducia parlamentare.

Instabilità della monarchia costituzionale

La monarchia costituzionale era un regime intrinsecamente instabile. Basandosi su due organi tra loro indipendenti, il re e la Camera dei deputati, poteva funzionare solo in base al loro accordo. In caso di contrasto, uno dei due doveva necessariamente prendere il sopravvento. È quanto accadde già nelle prime applicazioni dello Statuto. La Camera dei deputati divenne il vero centro della vita politica e il re in generale si piegò alla volontà della Camera.

Evoluzione del governo regio

I fattori decisivi di questa evoluzione furono due: la trasformazione del Governo da organo del re a organo della maggioranza parlamentare e l’estromissione del re dall’attività legislativa. Quanto al primo punto, il potere esecutivo era attribuito dallo Statuto al re, il quale per esercitarlo, si avvaleva di propri Ministri, che poteva nominare e revocare. Alla metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento, si era però avviata la consuetudine secondo la quale il re nominava alla carica di Ministro persone che godessero della fiducia della Camera dei deputati, cioè persone gradite alla maggioranza di quest’organo. La sfiducia della Camera, al contrario, portava alle dimissioni di queste persone. Il Governo regio, in questo modo, si era trasformato in Governo parlamentare.

Trasformazione in sistema parlamentare

Quanto al secondo punto, lo Statuto prevedeva che la volontà del Parlamento non poteva diventare legge se non col consenso del re. Il potere di rifiutare il consenso cadde però in disuso poiché il re, per ragioni politiche, tendeva ad evitare conflitti con la borghesia e ad assecondare la politica della maggioranza parlamentare. Su entrambi i punti ora esaminati, senza che fosse cambiata la lettera dello Statuto, si verificò quindi una trasformazione della monarchia costituzionale in sistema monarchico parlamentare. Il sistema parlamentare è infatti quello incentrato sulla prevalenza politica del Parlamento e, in particolare, sulla dipendenza del Governo dalla fiducia parlamentare e sull’esercizio esclusivo da parte del Parlamento della potestà legislativa.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale causa di instabilità della monarchia costituzionale?
  2. La monarchia costituzionale era intrinsecamente instabile poiché si basava sull'accordo tra il re e la Camera dei deputati; in caso di contrasto, uno dei due doveva prevalere, portando a conflitti di potere.

  3. Come si è evoluto il governo regio nel contesto della monarchia costituzionale?
  4. Il governo regio si è trasformato in un governo parlamentare, poiché il re iniziò a nominare Ministri che godevano della fiducia della Camera dei deputati, rendendo il potere esecutivo sempre più dipendente dalla maggioranza parlamentare.

  5. In che modo la monarchia costituzionale si è trasformata in un sistema parlamentare?
  6. La trasformazione avvenne quando il re, per evitare conflitti, smise di esercitare il potere di rifiutare il consenso alle leggi, portando a una prevalenza del Parlamento e a un esercizio esclusivo della potestà legislativa da parte di quest'ultimo.

Domande e risposte

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