Concetti Chiave
- La mobilità sociale rappresenta il passaggio di un individuo o gruppo da una posizione sociale a un'altra, con forme orizzontali e verticali.
- La mobilità orizzontale implica un cambio di posizione senza variazioni di status, mentre quella verticale comporta miglioramenti o peggioramenti economici, politici o professionali.
- Gli studiosi sono particolarmente interessati alla mobilità verticale, poiché indica il grado di apertura di una società e l'uguaglianza delle opportunità.
- Una società aperta offre le stesse probabilità di ascesa sociale a individui di diverse condizioni sociali di partenza, riducendo tensioni e conflitti.
- Tuttavia, una mobilità eccessiva può causare disorientamento e individualismo, portando a disadattamento, ansia o frustrazione a seconda della direzione della mobilità.
Definizione di mobilità sociale
Per mobilità sociale si intende il passaggio di un individuo o di un gruppo da una posizione sociale a un'altra.
La mobilità è "orizzontale" se lo spostamento non comporta modificazione di "status" (es. cambio del
posto di lavoro mantenendo lo stesso livello professionale). Più importante è la mobilità "verticale", verso
l'alto o verso il basso della gerarchia sociale. In questo caso si ha un miglioramento o un
peggioramento della propria posizione economica (in termini di reddito, proprietà, ecc.) e/o politica
(in termini di potere, di accesso a fonti di informazione, ecc.), e/o professionale (tipo di lavoro,
prestigio sociale connesso, ecc.), o di tutte variamente combinate.
Interesse degli studiosi e società aperta
L'interesse degli studiosi è andato soprattutto alla mobilità verticale, perché essa consente di verificare il
grado di "apertura" di una società; una società si dice "aperta" quando le probabilità di raggiungere
una qualunque posizione nel sistema sociale sono le stesse per persone con condizioni sociali di
partenza diverse. Ne discende una valutazione generalmente positiva della mobilità verticale; essa
è segno di eguaglianza delle opportunità. Inoltre le chances di ascesa allentano le tensioni e
riducono le occasioni di conflitto (conflitto sociale).
Critiche alla mobilità eccessiva
Tuttavia non manca chi sostiene, anche da punti
di vista diversi, che una mobilità eccessiva impedisce la formazione di una
(proletariato), crea disorientamento,eleva il tasso di individualismo, causa, se ascendente,
disadattamento, ansia e conservatorismo, se discendente, frustrazione e ribellismo.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra mobilità sociale orizzontale e verticale?
- Perché gli studiosi si concentrano sulla mobilità verticale?
- Quali sono le critiche alla mobilità sociale eccessiva?
La mobilità sociale è "orizzontale" quando non comporta modifiche di "status", come un cambio di lavoro mantenendo lo stesso livello professionale. La mobilità "verticale", invece, implica un cambiamento nella gerarchia sociale, con un miglioramento o un peggioramento della posizione economica, politica o professionale.
Gli studiosi si interessano principalmente alla mobilità verticale perché essa permette di valutare il grado di "apertura" di una società, indicando che le opportunità di raggiungere diverse posizioni sociali sono uguali per persone con diverse condizioni di partenza, segno di eguaglianza delle opportunità.
Le critiche alla mobilità eccessiva sostengono che essa può impedire la formazione di un proletariato, creare disorientamento, aumentare l'individualismo e causare disadattamento, ansia, frustrazione e ribellismo, a seconda che la mobilità sia ascendente o discendente.