Concetti Chiave
- Il Duomo di Milano è descritto come un'ottava meraviglia e un punto di riferimento per Renzo, fondamentale per orientarsi nella città.
- Le porte di accesso a Milano, come Porta Giovia e Porta Nuova, sono cruciali nella narrazione, legate a eventi storici e personali di Renzo.
- I Navigli sono descritti come un'area silenziosa e desolata per via della peste, mantenendo una topografia simile nella Milano moderna.
- Il lazzaretto rappresenta un luogo di sofferenza e redenzione, dove Renzo perdona don Rodrigo, caratterizzato da sovraffollamento e malattie.
- Le porte di Milano simboleggiano i confini fisici e narrativi che Renzo attraversa, rappresentando momenti di tumulto, fuga e ritorno.
Il Duomo
Nel capitolo XI, Renzo, si ferma su due piedi a contemplare anche da lontano quell’ottava meraviglia del modo di cui aveva sentito tanto parlare fin da bambino. Più avanti, nel capitolo XII, di nuovo Renzo è come estasiato nel trovarsi davanti alla grande mole del Duomo. Il giovanotto sta osservando quanto sta succedendo nella città a seguito della mancanza di pane e si trova dal lato nord della chiesa dove a quel tempo erano presenti dei gradini. Si sofferma ad ammirare la facciata non ancora portata a termine (siamo nel Seicento è sarà portata a compimento soltanto nel 1813, al tempo di Napoleone. Alla fine del capitolo XXXIII, dopo tante peripezie, Renzo torna a Milano in cerca di Lucia. Dopo una sosta notturna in un fienile a Greco si avvia verso la città e prende come punto di riferimento (= stella polare) il Duomo, dato che, come detto in precedenza la “gran macchina del duomo” sorgeva “sola sul piano, ossia si slanciava nel bel mezzo della pianura.
Le porte di accesso a Milano
Sono cinque le porte citate nel romanzo: Porta Giovia, Porta Nuova, Porta Orientale, Porta Ticinese e porta Tosa.• Porta Giovia è legata al tumulto di S. Martino e nelle sue vicinanze. Renzo si trova coinvolto nella sommossa, mettendo in evidenza la sua incapacità di sapersi comportare con saggezza in un momento così particolare. Essa era situata nelle vicinanze del Castello Sforzesco ed era chiamata cosi perché, nella Milano medioevale si trovava nei pressi della Porta Iovis (= Porta dedicata a Giove).
• Tramite Porta Nuova, Renzo entra per la seconda volta a Milano quando la città è in preda alla peste. La porta è nascosta da un baluardo per cui all’inizio egli non può accorgersi della triste e orrenda realtà che lo aspetta. Più avanti, si accenna al “carrobbio” di Porta Nuova che attualmente corrisponde all’incrocio fra le vie Manzoni, via Croce Rossa e via Montenapoleone.
• Porta Orientale, oggi è porta Venezia, nelle cui vicinanze si trova il convento dei Cappuccini con padre Bonaventura a cui Renzo, su consiglio di padre Cristoforo, deve rivolgersi. La porta viene citata da un passante, molto educato che fornisce a Renzo tutte le informazioni necessarie per raggiungere il convento. Attraverso Porta Orientale Renzo passa anche quando Renzo fugge da Milano per riparare a Bergamo. Una persona che gli ispira fiducia gli indica la strada per Bergamo, ma il giovanotto ormai conosce Milano e una volta arrivato al Duomo può proseguire con sicurezza. Ritrova la Porta Orientale quando, ritornato nella città lombarda e scambiato per un untore per la seconda volta, si salva saltando su di un carro funebre e ad un tratto riconosce di ritrovarsi nel quartiere di Porta Orientale, proprio dove sorge il lazzaretto.
• Attraverso Porta Ticinese, don Gonzalo entra in città, visto l’insuccesso della guerra del Monferrato e viene accolto da un gruppo di ragazzi che lo fischiano poiché lo ritengono responsabile della carestia.
• La porta Tosa, dopo le Cinque Giornate del 1848, chiamata Porta Vittoria, è citata brevemente verso la fine del capitolo XI, quando Renzo si incammina verso il convento dei cappuccini.
I Navigli
Questo elemento di Milano è citato nel capitolo XXXIV quando Renzo, per seconda volta entra in Milano, ma ora non è interessata dal tumulto, ma da un silenzio sepolcrale dovuto alla peste. Questa parte del canale Naviglio oggi non esiste più perché è stata coperta. La strada che conduce al Naviglio è fiancheggiata da siepi o da muri che proteggono gli orti, oppure da conventi e da chiese per cui le case sono poco numerose. In fondo, si erge una colonna sormontata da una croce, detta croce di Sant’Eusebio. Sostanzialmente la topografia di questo quartiere è rimasta pressoché identica nella Milano odierna. L’incrocio con lo stradone di Santa Teresa esiste ancora ed è quello formato dal corso di Porta Nuova con via Moscova.
Il lazzaretto
Nel Seicento, il lazzaretto costituiva una parte ordinaria di una città per isolare gli ammalati di un morbo contagioso. Nel romanzo, per la prima volta si sente parlare del lazzaretto indirettamente nel capitolo XI quando Renzo arrivato a Milano chiede ad passante indicazioni per arrivare al convento dei Cappuccini. La strada da prendere costeggia i lazzaretto e quest’ultimo si presenta come un edificio lungo e basso. Oggi, questa costruzione non esiste più perché demolita verso la fine del XIX secolo. L’area è limitata dalle attuali vie San Gregorio, Lazzaretto, Vittorio Veneto e corso Buenos Aires. Nel romanzo, esso fa da sfondo alle vicende che intrecciandosi determinano la rimozione di tutto ciò che si opposto al matrimonio. Si tratta di un luogo di sofferenza collettiva e di desolazione, caratterizzato dal sovraffollamento, ingombrato da capanne di legno e di paglia e da un via vai continuo che vede mescolati moribondi, cadaveri, persone che stanno guarendo, monatti e i cappuccini che vi prestano la loro opera assistenziale. Esso è anche un luogo di redenzione poiché in esso, spinto da padre Cristoforo, Renzo perdona don Rodrigo, ormai morente. Il centro del complesso edilizio è costituito da una cappella dove vengono celebrate le varie funzioni religiose. La separazione fra appestati e guariti non è netta: la promiscuità rende il luogo un focolare di contagio.Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del Duomo di Milano nel romanzo?
- Quali sono le porte di accesso a Milano menzionate nel romanzo e quale significato hanno?
- Come sono descritti i Navigli nel romanzo e quale importanza hanno?
- Qual era la funzione del lazzaretto nel Seicento e come viene rappresentato nel romanzo?
- Qual è il significato simbolico delle porte di Milano nel contesto del romanzo?
Il Duomo di Milano è un punto di riferimento centrale per Renzo, che lo ammira come un'ottava meraviglia e lo utilizza per orientarsi nella città. La sua costruzione non era ancora completata nel Seicento, ma la sua imponenza lo rende un simbolo di Milano.
Le porte citate sono Porta Giovia, Porta Nuova, Porta Orientale, Porta Ticinese e Porta Tosa. Ognuna ha un ruolo specifico nella narrazione, come Porta Giovia legata al tumulto di S. Martino e Porta Nuova che Renzo attraversa durante la peste.
I Navigli sono descritti come un'area silenziosa e desolata a causa della peste. La loro topografia è rimasta simile nella Milano odierna, e rappresentano un passaggio importante per Renzo nel suo ritorno in città.
Il lazzaretto serviva per isolare gli ammalati di malattie contagiose. Nel romanzo, è un luogo di sofferenza e redenzione, dove Renzo perdona don Rodrigo. È descritto come sovraffollato e promiscuità, con una cappella al centro per le funzioni religiose.
Le porte di Milano simboleggiano i diversi ingressi e uscite dalla città, ognuna con un significato narrativo specifico, come il tumulto, la peste e la fuga. Rappresentano i confini fisici e simbolici che Renzo attraversa nel suo viaggio.