Concetti Chiave
- Michelangelo iniziò a dipingere la Volta della Cappella Sistina nel 1508, trasformando un cielo blu trapuntato di stelle in un capolavoro dell'affresco rinascimentale.
- Affidato da papa Giulio II, Michelangelo realizzò circa cinquecento metri quadrati di affreschi, raccontando la creazione del mondo e gli antenati di Cristo, con oltre 300 figure.
- La struttura della volta è caratterizzata da arcate marmoree dipinte, che creano un ordine visivo coerente e un collegamento tematico tra le scene bibliche della Genesi.
- Michelangelo lavorò quasi da solo per quattro anni, utilizzando una speciale impalcatura, rifiutando aiuti esterni e affrontando la sfida di integrare il suo lavoro con affreschi preesistenti.
- Il Mosè, fulcro del sepolcro di papa Giulio II, rappresenta una figura potente e severa, simbolo del progetto monumentale iniziale, nonostante le modifiche e la collocazione meno prestigiosa della tomba.
Michelangelo e la volta stellata
Una grande volta stellata, così apparve a Michelangelo la Volta della Cappella Sistina quando, nel 1508, iniziò a dipingerla. Un intenso cielo blu trapuntato di stelle di diverse dimensioni per dare l’illusione del firmamento celeste . L’aveva dipinta così Piermatteo d’Amelia pochi anni prima, mentre altri abili artisti, tra cui Botticelli e Perugino, avevano lavorato per abbellirne le pareti . Ma le precarie condizioni conservative (si era aperta improvvisamente una vistosa crepa proprio nel bel mezzo della volta) costrinsero papa Giulio II a procedere con dei lavori di consolidamento. Poi, una volta ultimati, si convinse a intraprendere un ambizioso progetto di rinnovamento di tutta la volta e ne affidò l’incarico a Michelangelo, l’artista migliore di cui disponeva. Michelangelo che si sentiva uno scultore, accettò l’incarico controvoglia. Non si era mai cimentato con la tecnica dell’affresco e su una superficie così ampia. Inoltre, il suo intervento avrebbe dovuto convivere con gli affreschi già eseguiti sulle pareti da altri maestri. Michelangelo trovò la soluzione suddividendo la struttura della volta con delle arcate marmoree dipinte, pensate come il prolungamento della decorazione a piccoli pilastri delle pareti. Una soluzione che darà un ordine coerente al racconto biblico della Genesi e unità visiva a tutto il ciclo pittorico .
Il progetto della Cappella Sistina
La Cappella Sistina prende il nome da papa Sisto IV che la fece edificare tra il 1475 e il 1480. Nel 1508 papa Giulio II (nipote di Sisto IV) affidò a Michelangelo il compito di affrescarla. Fu un’impresa colossale: circa cinquecento metri quadrati di affreschi, popolati da oltre 300 figure, per raccontare la creazione del mondo e del genere umano fino agli antenati di Cristo. Michelangelo organizzò la volta in grandi archi e cornici, come si può vedere nello schema in alto. La superficie centrale comprende nove riquadri, che raffigurano scene tratte dalla Genesi. Nelle vele e nelle lunette sono raffigurati gli antenati di Cristo, nei pennacchi angolari quattro famosi episodi della Bibbia. Negli spazi tra le vele e i riquadri centrali compaiono le colossali figure dei Profeti e delle Sibille, coloro che annunciarono la venuta di Cristo, realizzati con un risalto plastico eccezionale. Rifiutando gli aiuti giunti appositamente da Firenze, Michelangelo lavorò praticamente da solo per circa quattro anni, semi sdraiato su una speciale impalcatura sospesa. Alla fine di ottobre del 1512 il terribile sforzo fisico poteva dirsi concluso: la Volta della Sistina, forse il più celebre capolavoro della pittura rinascimentale, era terminata
Il sepolcro di papa Giulio II
Nel 1505 papa Giulio II commissionò a Michelangelo il proprio sepolcro da collocare nella nuova basilica di San Pietro. Dopo otto mesi a Carrara, per la scelta dei marmi, tornò a Roma ed entrò in contrasto con il papa, quindi abbandonò i lavori per ritornarsene a Firenze. La tomba per il papa fu completata solo molti anni dopo, ridimensionata rispetto all’ambizioso progetto iniziale, non più inserita nella basilica vaticana, ma nella chiesa di San Pietro in Vincoli, una sede meno prestigiosa. Il Mosè costituisce oggi il fulcro monumentale del sepolcro: una figura possente, dall’espressione intensa e severa, colto nell’atto di ruotare la testa mentre la sua lunga barba viene trattenuta dalle mani.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'ispirazione di Michelangelo per la Volta della Cappella Sistina?
- Quali erano le sfide che Michelangelo ha affrontato durante la realizzazione della Volta?
- Come è strutturata la Volta della Cappella Sistina?
- Qual è la storia del sepolcro di papa Giulio II commissionato a Michelangelo?
- Qual è l'importanza del Mosè nel sepolcro di papa Giulio II?
Michelangelo ha visto la Volta come una grande volta stellata, ispirandosi a un cielo blu trapuntato di stelle, simile a quello dipinto da Piermatteo d’Amelia, ma ha poi sviluppato un progetto originale per rinnovarla (testo).
Michelangelo si sentiva principalmente uno scultore e non aveva mai lavorato con la tecnica dell'affresco su una superficie così ampia, dovendo anche integrare il suo lavoro con affreschi già eseguiti da altri artisti (testo).
La Volta è organizzata in grandi archi e cornici, con nove riquadri centrali che raffigurano scene della Genesi, e include figure colossali di Profeti e Sibille, creando un'unità visiva e un racconto coerente (testo).
Michelangelo iniziò a lavorare al sepolcro nel 1505, ma dopo un conflitto con il papa abbandonò il progetto, che fu completato solo anni dopo in una forma ridimensionata e in una chiesa meno prestigiosa (testo).
Il Mosè è considerato il fulcro monumentale del sepolcro, rappresentato come una figura possente e intensa, simbolo della grandezza dell'opera di Michelangelo (testo).