Concetti Chiave
- Michelangelo è una figura centrale del Rinascimento, noto per la sua dedizione esclusiva all'arte e alla scultura, contrariamente a Leonardo e Raffaello.
- La sua matrice scultorea si riflette nelle opere pittoriche e architettoniche, enfatizzando la tridimensionalità e il chiaroscuro.
- La tensione emotiva e morale è un tema cruciale nelle sue opere, legata al contesto storico e alla sua personale religiosità.
- Michelangelo evolve il concetto di bellezza nel corso della sua vita, come dimostrano le diverse versioni delle sue Pietà.
- Il suo rapporto con papa Giulio II è significativo, caratterizzato da commissioni importanti e conflitti creativi, in particolare riguardo alla Cappella Sistina.
Michelangelo e il rinascimento
Insieme a Raffaello Sanzio e Leonardo da Vinci è uno dei protagonisti della stagione del rinascimento pieno, cioè il periodo a cavallo tra 1400 e 1500. Tuttavia a differenza di Leonardo, che nasce nel 1452, e Raffaello, che muore trentasettenne e non ha tempo di sedimentare la propria attività, Michelangelo lascia un grande segno nel corso del 1500.
Differenze tra Michelangelo e Leonardo
Ma soprattutto le differenze maggiori tra Michelangelo e Leonardo, volendo fare un confronto tra i due, è legato agli obiettivi che si pongono. Leonardo si dedicava solo parzialmente alle arti figurative, prevalentemente alla pittura, e si interessava di tutto ciò che poteva essere oggetto di indagine (la realtà fenomenica), al contrario Michelangelo ha come unico e esclusivo interesse l’arte, e in particolare la scultura. Nasce come scultore e lo rimarrà tutta la vita, per quanto poi quasi suo malgrado dovrà affrontare anche diversi incarichi di pittura, tra cui la ridipintura della volta della Cappella Sistina e poi il suo completamento con il giudizio universale, e opere di architettura particolarmente rilevanti, come quella della piazza del Campidoglio a Roma, che ha una posizione centrale e una grande importanza simbolica.
L'influenza della scultura
Tuttavia la sua matrice scultorea fa sì che alcuni caratteri propri della scultura si riflettano anche nella pittura e nell'architettura. La scultura è la disciplina della tridimensionalità per eccellenza e ha a che fare con la modellazione della materia. La ricerca del chiaroscuro nella scultura è data proprio dalla abilità nel lavorare la materia e nel renderla il più plastica possibile dove, per plasticità intendiamo sempre la componente tridimensionale, chiaroscurale. Questo aspetto è quello che poi si ritrova sia nel linguaggio pittorico che in quello architettonico di Michelangelo: l’esaltazione della terza dimensione. Possiamo dire che abbiano un carattere scultoreo.
La tensione nell'opera di Michelangelo
Altro elemento che fa dell’opera di Michelangelo un’opera a sé e che lo rende il primo manierista è la ricerca di tensione. Questo concetto della tensione è una delle chiavi di lettura della sua opera. La tensione si può interpretare anche come una ricerca di pathos (che in greco significa “tensione”). Abbiamo tensione emotiva, tensione morale, a seconda dei temi trattati, e nel caso della architettura diventa una tensione quasi strutturale, compositiva. Questo concetto della tensione deriva anche dal carattere dell’artista, che il Vasari (primo biografo degli artisti fino al rinascimento pieno) nelle sue “Vitae” descrive come scorbutico, ma che lo porterà nel corso della sua esistenza a interpretare la religiosità come uno degli elementi centrali della propria esistenza. Bisogna tenere anche conto del fatto che Michelangelo vive un periodo particolarmente teso e complicato per la Chiesa romana, quello della Riforma luterana, a cui farà seguito la politica della controriforma. E queste tensioni che si registrano all’interno della chiesa europea si riflettono nella personalità di Michelangelo e nel suo modo di interpretare la religione e la vicinanza a Dio attraverso dei moti di tensione morale e spirituale. Sarà combattuto tra istanze di rinnovamento e il riconoscimento della centralità della Chiesa cattolica.
L'evoluzione della bellezza
Questi moti lo portano a rivedere tra l’altro nel corso della sua esistenza il concetto stesso di bellezza, che emergerà in particolare dal confronto delle due pietà romana e fiorentina, realizzate a distanza di 50 anni. La distanza tra queste due opere aventi lo stesso tema testimonia l’evoluzione che Michelangelo ha dell’idea di bellezza, che cambia in maniera quasi radicale, in virtù di una maturazione di lui come uomo e come fedele. Lui comunque era profondamente pio e religioso e questo spiega anche la tensione con cui vive le trasformazioni della Chiesa nel corso del 1500. Non indifferente fu anche il Sacco di Roma del 1527 da parte dei lanzichenecchi di Carlo V, che colpì profondamente anche lo stesso Michelangelo che trascorso quasi tutta la sua esistenza tra Roma e Firenze. La sua attività si svolge fra queste due città ma poi a partire dal 1536 risiederà stabilmente a Roma fino alla morte nel 1564.
Tensione muscolare e cromatica
Questa tensione spirituale e morale si traduce nella scultura come una tensione muscolare: è proprio l’esaltazione della struttura del corpo umano. In alcuni casi è quasi eccessiva rispetto all’idea di proporzione. Nella pittura abbiamo una tensione cromatica prevalentemente: i colori sono molto vivaci e saturi e molto contrastanti tra loro. Puntano ad esaltare la componente muscolare e tridimensionale dei soggetti descritti. È all’opposto di quanto faceva Leonardo da Vinci, che attraverso una sfumatura e una velatura continua faceva quasi sovrapporre gli elementi che descriveva. C’era quasi una compenetrazione con gli sfondi, che via via sfumavano (in virtù dell’utilizzo della prospettiva aerea). I soggetti in primo piano si fondevano quasi con quelli sullo sfondo. Al contrario M. vuole accentuare la terza dimensione e per farlo usa colori contrastanti. Nella architettura abbiamo invece una tensione compositiva, cioè la capacità degli elementi che compongono l’edificio, attraverso la loro disposizione, di suggerire un’idea di tensione.
Michelangelo tra Roma e Firenze
Michelangelo nasce in provincia di Arezzo e si forma a Firenze nella bottega del Ghirlandaio. All’età di circa 20 anni a per la prima volta a Roma, dove ha uno dei primi incarichi importanti, cioè la prima pietà, commissionatagli da un cardinale belga. La sua attività poi si svolge alternativamente tra Roma e Firenze, fra Medici e papi romani.
Il rapporto con papa Giulio II
In particolare la figura del papa che si associa maggiormente a Michelangelo è papa Giulio II della Rovere, che fu colui che gli commissionò la ridipintura della cappella Sistina ma anche la tomba stessa del papa. Essa rimarrà però incompleta per una questione di fondi. Era un’opera assolutamente auto celebrativa, essendo comunque Giulio II un vero e proprio capo di stato, comandante degli eserciti pontifici. Ci saranno però anche degli scontri tra i due, in occasione del lavoro della Cappella. Michelangelo infatti era scarsamente interessato alla pittura e vi si era dedicato pochissimo nel corso della sua vita. All’inizio infatti rifiuta l’incarico, ma poi viene praticamente costretto dal papa.
Formazione e influenza classica
Frequenta anche, per formarsi, il cosiddetto Giardino dei Medici, cioè la residenza medicea a Firenze, dove la famiglia aveva collezionato opere dell’antichità classica romana. Qui i giovani artisti apprendevano l’arte della scultura, ma soprattutto si confrontavano con l’antichità classica. Non acquisivano solo la tecnica, ma imparavano a comprendere il linguaggio classico e assimilare il naturalismo. Nel caso di Michelangelo. ci sarà anche un tentativo di superare il naturalismo classicista di età romana, per reinterpretarlo in una chiave di lettura nuova, a lui contemporanea, cinquecentesca.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Michelangelo nel Rinascimento?
- In che modo Michelangelo si differenzia da Leonardo da Vinci?
- Qual è il significato della "tensione" nell'opera di Michelangelo?
- Come evolve il concetto di bellezza nelle opere di Michelangelo?
- Qual è il rapporto tra Michelangelo e papa Giulio II?
Michelangelo è uno dei protagonisti del Rinascimento pieno, insieme a Raffaello e Leonardo, e lascia un segno indelebile nel corso del 1500, distinguendosi per il suo esclusivo interesse per l'arte, in particolare la scultura.
A differenza di Leonardo, che si dedicava a diverse forme d'arte, Michelangelo si concentra esclusivamente sulla scultura, riflettendo la sua matrice scultorea anche nella pittura e nell'architettura, esaltando la tridimensionalità.
La tensione è una chiave di lettura fondamentale dell'opera di Michelangelo, rappresentando tensione emotiva, morale e strutturale, influenzata dal contesto storico e dalla sua personale interpretazione della religiosità.
Michelangelo rivede il concetto di bellezza nel corso della sua vita, come evidenziato dal confronto tra le sue due Pietà, che mostrano un'evoluzione radicale nella sua visione estetica, influenzata dalla sua maturazione personale e dalle trasformazioni della Chiesa.
Michelangelo ha un rapporto complesso con papa Giulio II, che gli commissiona importanti opere come la Cappella Sistina e la sua tomba, ma ci sono anche scontri tra i due, poiché Michelangelo era inizialmente riluttante a dedicarsi alla pittura.