Concetti Chiave
- Il Giudizio Universale è il momento culminante in cui Cristo ritorna per giudicare l'umanità, secondo il Vangelo di Matteo.
- Michelangelo ricevette nel 1534 l'incarico di affrescare il Giudizio Universale nella Cappella Sistina, collocandolo dietro l'altare, un'anomalia rispetto alla tradizione.
- L'affresco presenta una composizione dinamica con corpi che ruotano intorno a Cristo e un fondo azzurro indefinito, privo di inquadrature architettoniche rinascimentali.
- La presenza di nudi nell'opera suscitò controversie, portando a modifiche e coperture affidate a Daniele da Volterra, soprannominato "Il Braghettone".
- Un lungo restauro ha recuperato i colori originali dell'affresco, precedentemente oscurati dal fumo delle candele e dalle censure.
Il giudizio universale
Secondo la religione cristiana il Giudizio Universale rappresenta il momento in cui Cristo ritorna per la seconda volta sulla Terra per giudicare l’umanità, come riferito dal Vangelo di Matteo. Al suo cospetto i morti risorgeranno e verranno giudicati con i vivi, per poi essere destinati al paradiso o all’inferno.
Michelangelo e la cappella Sistina
Nel 1534 Michelangelo ricevette l’incarico da papa Paolo III Farnese di dipingere il Giudizio Universale nella parete di fondo della Cappella Sistina, lo stesso luogo dove vent’anni prima aveva affrescato la volta.
Michelangelo collocò il vasto progetto dietro l’altare, un’anomalia rispetto alla tradizione medievale che di solito inseriva questo tema all’ingresso della chiesa per ammonire i fedeli. Per far posto all’affresco fu necessario demolire le decorazioni preesistenti di Perugino e dello stesso Michelangelo, murando le due finestre della parete. Michelangelo eliminò la tradizionale inquadratura architettonica di tipo rinascimentale. I corpi degli eletti e dei dannati sono dipinti su un fondo azzurro, vuoto e indefinito, e ruotano da sinistra verso destra, come un turbine, intorno al centro compositivo dell’opera, costituito dalla figura di Cristo. L’artista lo immagina simile a un Ercole senza barba, con al suo fianco, quasi intimorita, la Vergine. Gesù viene raffigurato con il braccio destro alzato, come in un gesto collerico, mentre con la mano sinistra chiama gentilmente a sé i beati. Nelle due lunette rappresenta i simboli della passione: la colonna della flagellazione, la corona di spine e la croce, portati in volo dagli angeli apteri (senza ali).L’affresco venne portato a termine da Michelangelo (senza l’aiuto di collaboratori) dopo cinque anni di intenso lavoro, coprendo una superficie di 180 metri quadrati. Si contano numerose correzioni e aggiunte. Molte rifiniture, oggi perdute, servirono a evitare una percezione troppo brusca dello stacco, e quindi della differenza di esecuzione, tra le 450 giornate di lavoro.
Reazioni e restauri
La sconvolgente novità formale dell’opera e la presenza ossessiva dei nudi non fu sempre compresa dai contemporanei: un muro di ostilità si levò contro l’affresco e i difensori della morale più rigida proposero addirittura di distruggerlo. Questo portò alla decisione di rifare alcune figure, come nel caso di San Biagio e di Santa Caterina d’Alessandria, o di coprire altre nudità del dipinto . L’incarico di «mettere le brache», cioè le mutande, ai nudi di Michelangelo, fu affidato al pittore Daniele da Volterra(1509-1566) che venne per questo soprannominato «Il Braghettone». Nei secoli l’annerimento causato dal fumo delle candele aveva oscurato l’affresco, rendendolo quasi illeggibile, ma un lungo e accurato restauro ha recuperato i colori originari e in parte rimosso alcune parti rifatte o coperte.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del Giudizio Universale secondo la religione cristiana?
- Quali innovazioni artistiche ha introdotto Michelangelo nel Giudizio Universale della Cappella Sistina?
- Come reagirono i contemporanei all'affresco del Giudizio Universale?
- Quali interventi di restauro sono stati effettuati sull'affresco del Giudizio Universale?
Il Giudizio Universale rappresenta il momento in cui Cristo ritorna per giudicare l’umanità, con i morti che risorgono e vengono giudicati insieme ai vivi, destinati poi al paradiso o all’inferno, come descritto nel Vangelo di Matteo.
Michelangelo ha collocato l'affresco dietro l'altare, rompendo con la tradizione medievale, e ha eliminato l'inquadratura architettonica rinascimentale, creando un fondo azzurro vuoto e indefinito, con figure che ruotano attorno a Cristo, rappresentato in modo potente e dinamico.
L'opera suscitò un muro di ostilità a causa della novità formale e della presenza di nudi, portando alcuni a chiedere la sua distruzione. Alcune figure furono rifatte e altre nudità coperte, con l'incarico di "mettere le brache" affidato a Daniele da Volterra.
A causa dell'annerimento dovuto al fumo delle candele, l'affresco era diventato quasi illeggibile. Un lungo e accurato restauro ha recuperato i colori originali e ha rimosso alcune parti rifatte o coperte nel corso dei secoli.