Mercati e intermediari finanziari
05/03/2015
Modulo PIA: l’affidamento bancario
È una procedura che la banca segue per verificare la capacità di credito vantata dall’Impresa. La procedura di affidamento che ogni banca struttura in modo differente suddividendo a seconda della tipologia di clientela prevede 2 fasi che servono a ridurre la selezione avversa e il moral hazard:
1. Fase di selezione
Corrisponde al tentativo di superare la cosiddetta asimmetria informativa, che è la capacità del possibile creditore di essere meno informato.
- Si ha un processo di valutazione del richiedente (ISTRUTTORIA DI FIDO).
- Viene definita la scelta di struttura del prestito.
Istruttoria di fido: è un insieme di indagini, ricerche, analisi ed elaborazioni tese a fornire elementi di valutazione ai competenti organi della banca per la formulazione di un giudizio sulla richiesta di affidamento.
L’affidamento o il fido è diverso dal concetto di prestito, infatti è propedeutico al prestito ed è il contratto preliminare con il quale la banca definisce quanto è disposta ad assumere una certa esposizione nei confronti del richiedente. C’è sempre la determinazione di un importo che può essere determinato o indeterminato.
Il prestito invece è l’utilizzo di quel fido, e dà vita ad una posizione debitoria da parte dell’impresa. Esistono diverse forme tecniche di prestito.
Quali sono gli obiettivi dell’istruttoria di fido?
- Valutare il rischio che può correre la banca qualora decide di prestare denaro.
- Quantificare il rischio che corre per poter applicare un prezzo adeguato al rischio che corre nell’affidare un prestito, quindi ci deve essere un tasso di interesse proporzionato al rischio che corre.
- Gestione del portafoglio prestiti della banca e diversificarlo in termini geografici, di composizione e in termini anche di dimensione. Aumentare la rischiosità di portafoglio può portare la banca a ricevere più interessi e anche assorbire più capitale incrementando il patrimonio di vigilanza. Per aumentare il patrimonio di vigilanza la banca deve fare un aumento di capitale sociale.
- Valutare la coerenza tra importo richiesto.
Quali sono i motivi per cui venga rifiutato un fido?
- Il cliente è inaffidabile per quella determinata banca, se invece lo chiede ad un'altra banca potrebbe darsi che gli concede quel prestito.
Fasi: richiesta di affidamento
- Deve essere sottoscritto un documento formale da parte del soggetto interessato al prestito.
- Evidenziare l’importo e la durata del credito.
- Contenere una valutazione.
Le informazioni sul tipo di affidamento devono contenere:
- Forma tecnica.
- Destinazione del finanziamento.
- Durata prescelta del finanziamento.
- Eventuali garanzie offerte.
- Altre linee di credito di cui il richiedente può disporre, con eventuali garanzie concesse.
Se lo scopo del finanziamento è ad esempio un macchinario, la forma tecnica non potrà essere a breve termine ma deve essere coerente con il tipo di prestito concesso. In Italia molti prestiti a breve termine vengono rinnovati in automatico e si trasformano in prestiti a medio-lungo termine.
Fasi istruttoria di fido 1
- Valutazione e verifica della veridicità delle informazioni: si verifica se l’impresa esiste e quale è stata la sua vita precedente, andando a vedere gli eventi sociali più importanti (questo si fa se è un nuovo cliente), può essere effettuato anche un controllo dei bilanci.
- Analisi qualitativa del debitore: prevede da parte della banca una visione più approfondita su quello che è il business dell’impresa analizzando: il settore di appartenenza, il management aziendale, caratteristiche dei prodotti, tipologia dei clienti, principali concorrenti, la quota di mercato ecc. Questa analisi vedrà l’utilizzo di risorse interne e vedrà delle proprie visite nell’azienda andando a conoscere i manager, prevede anche il contatto con i fornitori per vedere se è in linea con i pagamenti ecc. Generalmente nei prestiti alle piccole imprese l’analisi è molto più facile da effettuare.
- Analisi quantitativa: si fa attraverso l’analisi del bilancio dell’impresa per cercare di capire l’equilibrio economico-reddituale dell’impresa (capacità di generare reddito, ricavi > costi), equilibrio finanziario (come gestisce i flussi di cassa), equilibrio patrimoniale (come riesce a bilanciare l’attivo e il passivo). Le analisi quantitative sono di tipo consuntivo andando a verificare i dati del passato attraverso una riclassificazione dello stato patrimoniale in modo da formulare dei giudizi sull’aspetto economico-patrimoniale e finanziario, questo però non basta perché questa è un’analisi a posteriori. Sulla base delle informazioni qualitative vengono formulate delle ipotesi di sviluppo, di crescita del mercato e vengono redatti dei bilanci previsionali, che fanno vedere alla banca come si evolverebbe la situazione della società dopo il prestito concesso.
- Analisi andamentale: è una raccolta di informazioni relative al rapporto che l’impresa ha o ha avuto con la banca (se l’impresa è un vecchio cliente) e con il sistema creditizio. Vengono valutate le informazioni che l’impresa ha anche con le altre banche perché serve per valutare se l’azienda ha in essere o ha avuto altri rapporti di fido, verificando così l’esposizione finanziaria del cliente. L’analisi andamentale viene fatta sia a livello interno andando a vedere come il cliente ha movimentato i conti (utilizzo/sconfinamento dei fidi, presenza di insoluti, ritardi dei pagamenti), sia a livello esterno andando ad ottenere informazioni da altre fonti (SIC) che possono essere:
- Centrale dei rischi: è un sistema informativo sull’indebitamento della clientela verso le banche e le società finanziarie vigilate dalla Banca d’Italia. Raccoglie segnalazioni per importi superiori a 30.000 €. L’intermediario segnala quello che è stato utilizzato (accordato > 30.000, margine di utilizzo, utilizzato) alla Banca d’Italia. Le informazioni rimangono nel database per 36 mesi e vengono aggiornate mensilmente.
- Centrale dei rischi CAI: è quella che raccoglie informazioni di mancati pagamenti di strumenti di pagamento (cambiali, carte di credito non coperte ecc.).
- CRIF: è una società privata. Le segnalazioni che vengono date sono anche relative ad affidamenti inferiori a 30.000 €. Essendo privata la consultazione viene effettuata tramite un pagamento e deve essere autorizzata dal cliente nel momento in cui ottiene un fido. Gli affidamenti vengono inseriti giornalmente e rimangono nel database per 36 mesi e le informazioni hanno un aggiornamento mensile. Se i pagamenti in ritardo sono superiori a 8 rate il debito viene passato in sofferenza.
- Relazione finale: sintetizza le valutazioni qualitative e quantitative, dove si può poi proporre l’affidamento, la forma tecnica e la durata. Dopo di ché l’organo competente deve prendere una decisione.
Ruolo delle garanzie e dei covenants
Il ruolo della garanzia serve per attenuare la selezione avversa, non riduce il rischio dell’affidato e serve solo per rivalersi sui beni e sulle persone in caso di insolvenza.
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La garanzia può ridurre marginalmente il tasso di interesse applicato?
No, non può essere ridotto dalla presenza della garanzia perché questa garanzia crea un problema, perché non si sa se esattamente coprirà a posteriori il debito. Soprattutto in Italia i tempi che intercorrono tra il momento in cui il debitore non riesce a remunerare il debito e la banca che cerca di recuperare il debito sono lunghi durante il quale la banca sostiene dei costi che non sempre risultano integralmente recuperati: la garanzia ex post risulta incapiente, costi opportunità, costi effettivi.
Per le PMI che hanno una trasparenza limitata (dove i bilanci che sono ridotti in forma semplificata) la garanzia risulta più elevata.
Tipi di garanzia
- Garanzia personale: come ad esempio la fideiussione, che è un intervento di un terzo soggetto, qualora il debitore non pagasse.
- Garanzia reale: il pegno che si fa su beni mobili come per esempio i titoli perché sono prontamente liquidati e valorizzati a livello di mercato, oppure viene fatta un’ipoteca sugli immobili.
- Garanzie collettive: sono rappresentate dalla forma dei confidi, che sono delle associazioni mutualistiche di imprese con lo scopo di prestare collettivamente una garanzia a favore di uno o più degli associati (come per esempio una banca).
- Garanzie pubbliche: può essere che vengano concesse garanzie dalle finanziarie regionali. Garanzie di MCC.
Le garanzie dei consorzi fidi
Nascono per facilitare l’accesso al credito da parte delle PMI. Qualora l’affidato non rispetti le scadenze viene escussa la garanzia prestata dal confido. Il confido poi si dovrà rivalere sul debitore.
Garanzie di MCC
Il Mediocredito Centrale ha istituito un fondo di garanzia a costi assolutamente contenuti a favore delle PMI. Il fondo di garanzia rilascia alle banche convenzionate garanzie per la concessione di finanziamenti a M/L termine a favore esclusivamente delle PMI economicamente sane. L’MCC arriva a garantire un massimo di garanzia dell’80 %. Opera solo con le PMI.
I covenants servono invece per attenuare il rischio morale qualora il debitore non si comporta in maniera tale da rendere più corretta possibile la gestione del denaro prestato. Questo rischio morale può essere attenuato imponendo al debitore di assumere determinati comportamenti. Queste clausole possono essere di tipo positivo e negativo.
Covenants e negative pledge
- Negative Pledge: vietano di concedere garanzie a terzi, di incrementare l’indebitamento, evitano la cessione della proprietà nel periodo del finanziamento, evitano operazioni straordinarie ecc.
2. Fase di monitoraggio
Prevede l’utilizzo di informazioni che sono tipiche del rapporto del cliente con la banca e utilizzo di nuove informazioni che possono arrivare dall’affidato o da fonti esterne.
- Il cliente viene monitorato periodicamente attinenti la situazione economica e finanziaria dell’impresa.
- Verifica del lavoro indotto.
- Modalità di utilizzo dei crediti: realizzabile a fronte di forme tecniche ad utilizzo non integrale, mediante l’analisi dell’ammontare del credito utilizzato e degli sconfinamenti, dei mancati rientri, movimentazioni del c/c.
- Puntualità/ritardi nei rimborsi.
Gli esiti del monitoraggio sono:
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- Posizione in bonis.
- Posizioni anomale: gestione del contenzioso effettuata con una ristrutturazione del contratto.
Classificazione delle situazioni finanziarie
Sofferenza: credito che non è stato pagato e non c’è possibilità di recupero attraverso una ristrutturazione.
Incaglio: tutti i rapporti che si trovano in temporanea difficoltà che potrà essere recuperato.
Esposizioni scadute: prevedono una rimodulazione degli obblighi.
Esposizioni ristrutturate: sono i soggetti che si trovano in ritardo con i pagamenti.
I mutui
Definizione
Nella prassi bancaria il mutuo viene definito come un prestito in denaro con l’obbligo alla restituzione e al pagamento degli interessi sulla somma prestata. Questa restituzione e il corrispondente pagamento degli interessi avviene a scadenze prestabilite entro un tempo medio-lungo.
Elementi che definiscono il contratto di mutuo
- Importo: nel contratto viene definito l’importo del capitale prestato.
- Durata: medio-lunga: 3 – 35 anni (normalmente non oltre 30).
- Tasso d’interesse applicato: rimane fisso per tutta la durata del mutuo. È legato ad un parametro di riferimento che varia secondo cadenze prestabilite. A questo si aggiunge uno spread, a copertura del rischio di credito. I principali parametri di riferimento sono l’Euribor e il MRO (Main Refinancing Operations – tasso BCE).
- Rimborso: che si può avere in un'unica soluzione oppure tramite un piano di rimborso.
- Garanzie prestate.
- Altri oneri / Altre clausole.
L’importo e la durata incidono sulla rata.
Il tasso di interesse può essere fisso se si riferisce all’IRS, il vantaggio del tasso fisso è quello di avere un piano di costo che dovrò sopportare fino alla scadenza sapendo quanto sono gli esborsi mensili che dovrò effettuare, lo svantaggio del tasso fisso è che non posso sfruttare eventuale riduzione dei tassi a mio beneficio. L’altra alternativa è il tasso variabile che è un tasso che si adegua ad un determinato parametro (ad esempio Euribor + uno spread). Il tasso di interesse può essere anche misto.
Il rimborso è composto da una quota capitale + una quota interessi, quindi ogni rata che viene corrisposta va a restituire un pezzo di capitale riducendo il debito e va a pagare gli interessi sul debito residuo dell’anno precedente. A seconda che l’ammortamento sia alla francese o all’italiana il calcolo della rata è diverso. L’ammortamento alla francese prevede rate costanti, varia soltanto la quota capitale che è crescente e la quota interessi che è decrescente. Nell’ammortamento all’italiana le rate sono decrescenti e quindi la quota capitale è sempre uguale, mentre la quota interessi invece è variabile. L’ammortamento alla francese è quello più utilizzato dalle banche.
L’importo del finanziamento è pari alla sommatoria del valore attuale delle rate future.
CAPITALE
1∑
Ammortamento alla francese: RATA = t(1+i)4
26/03/2015
Il mutuo: tasso misto
Il tasso di interesse può variare da fisso a variabile (o viceversa) a scadenze e condizioni stabilite nel contratto.
Un mu
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