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Concetti Chiave

  • Melisso di Samo, ultimo esponente dell'eleatismo, interpreta l'essere parmenideo come il cosmo, contrariamente a Zenone che adotta un approccio logico-dialettico.
  • Per Melisso, l'essere è illimitato e infinito, differente dalla concezione di Parmenide che lo considerava una sfera perfetta e finita.
  • Melisso sostiene che l'essere coincide con il cosmo ed è ingenerato e incorruttibile, privo di limiti sia nello spazio che nel tempo.
  • Introducendo la tesi che "nulla può nascere dal nulla", Melisso fornisce una formulazione fondamentale nella storia della filosofia.
  • Il pensiero di Melisso ha influenzato profondamente la riflessione naturalistica successiva, evidenziando l'importanza del suo principio.

Melisso di Samo e l'eleatismo

L’ultimo rappresentante dell’eleatismo (anche se forse non ha mai soggiornato a Elea) è Melisso di Samo (485-430 a.C.).

L'essere secondo Melisso

La sua operazione è esattamente inversa a quella di Zenone. Se quest’ultimo ha fornito un’interpretazione del pensiero di Parmenide di carattere logico-dialettico, Melisso intende l’essere parmenideo in senso fisico-cosmologico e per lui l’essere altro non è che il cosmo, ossia l’universo. Tuttavia questo essere, per poter risultare effettivamente unico, dovrà inevitabilmente essere anche privo di limite, ossia illimitato (àpeiron) e infinito (a differenza dell’essere parmenideo che era invece equiparato a una sfera perfetta, e che risultava dunque finito).

Il principio del nulla

L’essere è per Melisso privo di limiti non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Egli ritiene infatti che l’essere, coincidente con il cosmo, sia ingenerato e incorruttibile: per dimostrarlo introduce una tesi che avrà un’importanza fondamentale nella storia della filosofia. Scrive infatti all’inizio del suo trattato Sulla natura o sull’essere: «Sempre era e sempre sarà, perché se fosse generato sarebbe necessario che, prima che fosse generato non fosse nulla, ma se prima era nulla, per nessuna ragione nulla si sarebbe potuto generare dal nulla».

L’interesse di questa affermazione risiede soprattutto nel fatto che in essa si trova la prima esplicita formulazione del principio secondo il quale «nulla può nascere dal nulla» (nihil ex nihilo). Per comprendere quanto questo principio, in qualche modo implicito già nel poema parmenideo, abbia influito sulla riflessione naturalistica successiva, sarà sufficiente leggere la prossima sezione.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di Melisso di Samo riguardo all'essere?
  2. Melisso interpreta l'essere in senso fisico-cosmologico, identificandolo con il cosmo e sostenendo che esso è illimitato e infinito, a differenza dell'essere parmenideo che era considerato finito.

  3. Qual è il principio fondamentale introdotto da Melisso riguardo al nulla?
  4. Melisso afferma che "nulla può nascere dal nulla" (nihil ex nihilo), sostenendo che l'essere è ingenerato e incorruttibile, un concetto che ha avuto un'importanza cruciale nella storia della filosofia.

  5. In che modo Melisso differisce da Zenone nel suo approccio filosofico?
  6. A differenza di Zenone, che fornisce un'interpretazione logico-dialettica del pensiero di Parmenide, Melisso si concentra su una visione fisica e cosmologica dell'essere, enfatizzando la sua illimitatezza e l'infinito.

Domande e risposte

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