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Concetti Chiave

  • Ogni particella ha un'antiparticella corrispondente, con massa e vita media identiche ma proprietà intrinseche opposte, come la carica elettrica.
  • La scoperta del positrone nel 1932 da parte di Anderson ha avviato l'espansione della lista delle antiparticelle, seguita dalla scoperta dell'antiprotone nel 1955.
  • L'antiprotone è stato prodotto mediante un acceleratore di particelle, un passo importante nella fisica delle particelle.
  • Le antiparticelle esistono in modo effimero a contatto con la materia e la loro durata dipende dalla presenza di particelle corrispondenti.
  • Durante l'annichilazione, una particella e la sua antiparticella si distruggono liberando fotoni ad alta energia, generando una quantità di energia pari alla somma delle masse coinvolte.

Quali sono le antiparticelle e come sono state scoperte?

Per ogni tipo di particella vi è un'antiparticella, cioè un corpuscolo di massa identica e di uguale vita media, ma avente altre proprietà intrinseche, fra cui la carica elettrica, di segno opposto.
Dal 1932, anno in cui Anderson scoprì il positrone, la lista delle antiparticelle si è ingrandita di pari passo con la lista delle particelle. Nel 1955 Emilio Segrè e Owen Chamberlain scoprirono l'antiprotone, producendolo per mezzo dell'acceleratore del Lawrence Radiation Laboratory di Berkeley, in California. L'anno successivo, nello stesso laboratorio, fu individuato l'antineutrone.

Annichilazione e energia liberata

Tranne alcune particelle neutre, come il fotone, la cui antiparticella coincide con la particella, tutte le altre sono distinte dalle loro antiparticelle. Come la vita media dell'elettrone e del protone, quella dell'antielettrone e dell'antiprotone è infinita, ma solo nel vuoto. A contatto con la materia, al contrario, l'esistenza di queste antiparticelle è piuttosto effimera, e la sua durata dipende dalla concentrazione, rispettivamente, degli elettroni e dei protoni. Quando infatti un'antiparticella attraversa la materia, essa si annichila in coppia con la corrispondente particella, liberando fotoni ad alta energia. La quantità di energia che si sviluppa in ognuna di queste interazioni è la somma degli equivalenti delle masse dei due corpuscoli: nell'annichilazione di un positrone e un elettrone è uguale, quindi, a 2 • (0,511 MeV) 1,02 MeV.

Domande da interrogazione

  1. Cosa sono le antiparticelle e come sono state scoperte?
  2. Le antiparticelle sono corpuscoli con massa identica alle particelle corrispondenti, ma con proprietà intrinseche opposte, come la carica elettrica. La loro scoperta è iniziata nel 1932 con il positrone, seguito dall'antiprotone nel 1955 e dall'antineutrone nel 1956, grazie agli esperimenti condotti da Anderson, Segrè e Chamberlain.

  3. Qual è il processo di annichilazione delle antiparticelle?
  4. L'annichilazione avviene quando un'antiparticella interagisce con la corrispondente particella, liberando fotoni ad alta energia. Questo processo è effimero e la durata dell'antiparticella dipende dalla concentrazione di particelle nella materia.

  5. Quanta energia viene liberata durante l'annichilazione di un positrone e un elettrone?
  6. Durante l'annichilazione di un positrone e un elettrone, viene liberata un'energia totale di 1,02 MeV, che corrisponde alla somma delle masse equivalenti dei due corpuscoli coinvolti.

Domande e risposte

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