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Concetti Chiave

  • La rivolta in Africa del 238 è scaturita dall'aggravamento dell'Annona Militaris, che ha colpito duramente i grandi proprietari terrieri, portando alla morte del governatore.
  • I proprietari terrieri ribelli hanno offerto il potere imperiale a Gordiano I e II, ma la contesa per il potere ha portato a una serie di omicidi e instabilità politica.
  • Sotto Massimino, si è verificata una grave svalutazione monetaria con il conio del "doppio denario", causando perdita di fiducia nella moneta e un'impennata dell'inflazione.
  • Gallieno, nuovo imperatore, ha centralizzato il potere e creato reparti mobili di cavalleria, cercando di mantenere l'unità dell'impero attraverso una politica di tolleranza religiosa.
  • La situazione politica si è ulteriormente complicata con la successione di Gordiano III, che ha ereditato un potere instabile e frammentato.

Che cos'è la rivolta in Africa?

Massimino aveva bisogno di denaro dunque aggrava il peso dell’Annona Militaris, soprattutto sui grandi proprietari terrieri. La rivolta in Africa del 238 è appoggiata dal Senato contro un imperatore che conosciamo per Erodiano.

9/2/238

La contesa del potere

Come conseguenza all’appesantimento dell’Annona, i ricchi proprietari della Tunisia uccidono il governatore, che aveva esatto eccessivamente e Massimino ordina di dare morte a tutti i rivoltosi. Tutti i ricchi proprietari dell’intera provincia d’Africa si ribellando dunque offrendo il potere imperiale a Gordiano I della gens Sempronia che accetta insieme a suo figlio Gordiano II. Il Senato depone M. e accetta i Gordiani creando una contesa del potere in cui effettivamente governano 20 senatori. Il legato della Numidia, fedele a Massimino riunisce un esercito ben armato ed equipaggiato, a differenza dei rivoltosi.

Muoiono i Gordiani ma il senato nomina altri due imperatori per difendere l’Italia da Massimino, che viene ucciso dai suoi legati perché non accontentati con ciò che era stato promesso. I due nuovi imperatori non vanno d’accordo e i Pretoriani tolgono entrambi di mezzo. La sollevazione Africana ha innescato dei disordini e il processo storico degli eserciti porta al disfacimento di tutto. Eleggono Gordiano III, figlio 15enne della figlia di Gordiano I, ma il potere effettivo non è ben definito nelle mani di nessuno.

La svalutazione monetaria

Sotto a questo imperatore avvenne la più grossa svalutazione monetaria di sempre: si conia il “doppio denario” che contiene il 25% d’argento. Questa manovra non ebbene nessun effetto se non la perdita di fiducia nella moneta e portare l’inflazione alle stelle. Sorge inoltre un nuovo problema: a Oriente i Persiani, indigeni delle zone a Est della Mesopotamia piano piano stanno sottomettendo la Partia portando alla Monarchia dei Sassanidi.

Le riforme di Gallieno

Il nuovo imperatore Gallieno riforma tutto lo stato imperiale riaccentrando tutti il potere delle mani del princeps, soprattutto in piano militare. Crea i reparti mobili della cavalleria. Capì che per evitare il crollo dell’impero serviva una politica di tolleranza per la religione. Gallieno aveva cercato con Plotino di fare appello alle migliori forza spirituali per cercare di tenere unito l’impero.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa principale della rivolta in Africa del 238?
  2. La rivolta in Africa del 238 è stata causata dall'aggravamento del peso dell'Annona Militaris, che ha portato i ricchi proprietari terrieri a ribellarsi contro Massimino, culminando nell'uccisione del governatore e nell'offerta del potere imperiale a Gordiano I (cfr. "La rivolta in Africa").

  3. Quali sono state le conseguenze della contesa del potere dopo la morte dei Gordiani?
  4. Dopo la morte dei Gordiani, il Senato nominò altri due imperatori per contrastare Massimino, ma la loro incapacità di collaborare portò alla loro eliminazione da parte dei Pretoriani, innescando disordini e un processo di disfacimento dell'autorità imperiale (cfr. "La contesa del potere").

  5. Quali riforme ha attuato Gallieno per affrontare la crisi dell'impero?
  6. Gallieno ha riformato lo stato imperiale centralizzando il potere, specialmente in ambito militare, e ha creato reparti mobili di cavalleria. Ha anche promosso una politica di tolleranza religiosa per mantenere l'unità dell'impero (cfr. "Le riforme di Gallieno").

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