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Concetti Chiave

  • Marx inizia i suoi studi con un'impostazione hegeliana, sottolineando l'importanza della filosofia come strumento di cambiamento della realtà attraverso l'attività politica.
  • La critica al capitalismo di Marx evidenzia come il lavoro venga ridotto a merce, con il valore del lavoro collegato alla mera sopravvivenza del lavoratore, e propone l'abolizione della proprietà privata.
  • Marx definisce il comunismo come un processo storico in cui ognuno contribuisce secondo le proprie possibilità e riceve secondo i propri bisogni, senza considerarlo uno stato finale.
  • La concezione materialistica della storia di Marx si basa sul lavoro umano e sulla lotta di classe, identificando la struttura economica come il fattore determinante della società.
  • Marx critica lo stato come espressione degli interessi della classe dominante, sostenendo che debba scomparire per realizzare una democrazia autentica e l'autogestione delle classi subalterne.

Inizio degli studi di Marx

Comincia come studente di impostazione hegeliana, con interesse verso la storia e la dialettica hegeliana. Dopo degli studi, Marx ritiene che la filosofia è lo strumento per modificare la realtà, per opera della sua attività politica. Incontra la sinistra politica del suo tempo e viene sopratutto a contatto con i socialisti utopisti, primi pensatori che cominciavano a denunciare le condizioni brutali di lavoro dell'epoca e proponevano soluzione con industrie nuove, società modificate nella struttura.

Qual è la critica al capitalismo?

Egli dice: capitalismo crea lavoro come merce. Importanza data dai tempi di produzione, il valore incorporato nel bene costituisce la base del valore di un oggetto. Quando mi trovo a vendere la merce lavoro, vendo la fonte del valore. Egli dirà che il valore attribuito alla merce lavoro è la sola sopravvivenza di colui che lavora, cioè la base salario era il valore della sua sopravvivenza, quindi la maggior parte delle ricchezze del datore di lavoro sono rubate. La proprietà privata ha dentro di sé qualcosa che non va, va abolita (comunismo). Per realizzare una società senza la proprietà privata e le classi sociali occorre la rivoluzione proletaria (proletariato = classe sociale che di più soffre l'alienazione prodotta dalla società borghese).

Visione del lavoro.

Visione del lavoro

Separata tra analisi del lavoro storicamente e antropologicamente, cioè il lavoro essenza stessa del lavoro in opera, l'uomo senza lavoro sarebbe inutile. Il lavoro serve all'uomo per realizzarsi, per fare la propria parte nel bene comune, per un piacere, per conoscere e imparare nuove cose, per l'autonomia, è un modo per passare il tempo, perchè la nostra natura è di essere attivi, perché l'uomo ha bisogno di realizzarsi attraverso il lavoro. Il cuore del marxismo è la liberazione dal lavoro, il lavoro deve ridiventare un modo che rende l'uomo soddisfatto di se stesso e gli riconosce la propria umanità.

Lavoro visto in modo negativo => è il lavoro alienato, che allontana l'uomo da se stesso.

Definizione di comunismo

“ciascuno deve dare alla società quello che può (definizione di comunismo) e la società deve dare a ciascuno di noi quello che gli spetta (a ciascuno secondo i suoi bisogni, ciascuno secondo le sue possibilità). Le possibilità non sono uguali per tutti.

Marx non definisce mai il comunismo come stato finale, quello che distrugge lo stato attuale è già comunismo. I comunisti utopisti hanno idea più morale che storica, più ideale.

Comunismo per Marx => analisi strutture, dice quello che secondo lui non va bene e come distruggerlo, ma non dice quello che verrà dopo perché non si può sapere, essendo frutto della storia.

Lo stato deve scomparire => soprattutto nella visione del futuro post-capitalista c'è autogestione politica ed economica e come conseguenza lo stato scompare.

Soggetto-predicato /prassi.

Marx nella critica ad Hegel riprende Feuerbach. Per quest'ultimo lo spirito è la manifestazione di ciò che è l'uomo, che ci allontana da Dio. M riprende questa idea e la applica a tutto il sistema di Hegel e nell'idealismo.

per il filosofo dice che gli idealisti trasformano il soggetto in predicato, cioè il concreto è manifestazione dell'astratto, mentre per lui è il contrario. Accusa di giustificazionismo fatta da Marx, che denuncia questa cosa.

Per il filosofo il mondo è un perpetuo divenire, senza un disegno a monte, segnato dall'agire umano, che modifica continuamente la realtà. L'azione diventa centrale nell'interpretazione del mondo.

Da ragione si passa ad azione = prassi.

La vera filosofia è quella in grado di diventare azione e di modificare il mondo.

Lo stato.

Critica allo stato

Lo stato è per lui una falsa universalità, perché non fa l'interesse generale. Se per Hegel lo stato è autonomo e indipendente e fa l'interesse generale, per M. è l'espressione degli interessi della classe che è al potere, che usa lo stato per farli e convince il popolo che sono interessi di tutti e non solo di una parte, quindi un interesse generale. Per M. uno stato si crea, nasce dal conflitto delle classi, che rimangono anche dopo l'arrivo dello stato, anche se la classe dominante ha come strumenti le leggi che il popolo non possiede. Anche i mezzi di produzione sono in mano alla classe dominante, che si preoccupa di avere tutti gli strumenti necessari a mantenere la propria posizione. Lo stato non fa gli interessi di tutti, ma solo di quelli che in quel momento rappresenta, ovvero la classe dominante. Per M. dire che lo stato fa il bene di tutti è pura ideologia, falsa coscienza che rende universale una visione del mondo particolare, usata anche dalla filosofia. Il filosofo allora deve denunciare e aiutare le classi subalterne a formare una coscienza di classe. (democrazia ->) Lo stato è una struttura di potere che si passa di mano in mano le classi dominanti e questo deve finire. Al potere si può arrivare o in maniera democratica, con le elezioni, o in maniera rivoluzionaria . Per rivoluzione sociale M. vede come soggetto esecutore ,il proletariato. Dittatura del proletariato: quando il proletariato prende il potere e si comporta come la borghesia, però deve avere lo scopo di rendere inutili le strutture del potere. Quando ci sarà questo possiamo parlare di democrazia: eliminazione sostanziale dello stato, ricomposizione integrale dell'uomo, niente più sfruttati, né sfruttatori.

Concezione materialistica della storia.

Concezione materialistica della storia

La storia è un processo materiale fondato sul lavoro dell'uomo, cioè sulla dialettica bisogno/soddisfacimento del bisogno, che sta alla base di ogni civiltà, fino dalle origini. Per Marx la storia è un conflitto tra ceti sociali, è lotta di classe.

L'unico fattore determinante della storia è la struttura economica, l'insieme delle forze produttive (gli uomini-forza lavoro, i mezzi di produzione, le conoscenze tecniche) e dei rapporti di produzione (rapporti tra il capitale e il lavoro, tra il padrone e l'operaio). La struttura rappresenta quindi lo scheletro , le fondamenta su cui gli uomini edificano la società. Coincide con la vera essenza della società, la società civile. Diversamente da Hegel che faceva coincidere stato con società civile, M. introduce il concetto di sovrastruttura. La sovrastruttura è composta dalla cultura, dall'assetto politico, dall'arte, dalla scienza, dalle istituzioni.. Lo stato è sovrastruttura.

Critica della società borghese

La critica della società borghese di capitale si muove dal concetto di alienazione. Per Hegel l'alienazione è rappresentata dallo spirito, dall'idea che diventa altro per poi tornare in sé più arricchita. Per Feuerbach l'alienazione è l'attribuzione a Dio di molte facoltà umane. Per M. l'alienazione è un fatto reale nella società capitalista e rappresenta la condizione dell'operaio che è alienato rispetto a : il prodotto che produce e che non è suo, la sua attività (vendita-attività, il lavoro è una fase che disumanizza l'uomo) la sua essenza umana, il rapporto con il prossimo.

La disumanizzazione rende l'uomo un animale e per superarla deve riconoscere la sua situazione. Questo porta a una coscienza di classe : capire gli interessi di classe, la reale condizione, non essere più vittima, anche se nella realtà la situazione è sempre la stessa.

Religione => distacco da Feuerbach – religione in chiave sociale.

Religione come oppio dei popoli

Visione della religione diversa da Feuerbach, per M. alcuni uomini hanno interesse a creare la religione come potenza. La religione è l'oppio dei popoli, perchè va insegnando la rassegnazione e sposta in un futuro dopo la morte , il compimento di tutte le aspettative. E' sintomo di male, un mezzo per usare lo sfruttamento. Per superare l'alienazione religiosa bisogna superare quella economica e abbattere lo sfruttamento. Per M. un Dio spirituale non ha senso, è ateo.

Merce- valore- plusvalore.

Teoria del valore e plusvalore

Per il filosofo la merce in sé per sé è un bene, che ha la possibilità di essere scambiata con altri beni. Marx sostiene che il prezzo oscilla in base a quanto mi serve e alla rarità, però se io sono quello che ha prodotto questo articolo e mi serve per vivere, c'è un prezzo minimo che devo rispettare e quello è il suo valore. Il valore per M. è dato dal lavoro socialmente necessario per produrre un bene (la merce).

Per lo scambio di due merci si valuta se è alla pari, confrontando il lavoro impiegato per realizzare i due beni. La moneta è l'elemento necessario per facilitare il baratto, il denaro è il corrispettivo che mi permette di far diventare lo scambio indiretto (non più beni scambiati insieme). Denaro come qualcosa che sta per qualcosa, non ha un valore in sé. M-D-M (merce-denaro-merce) si passa dallo scambio ad un sistema controllato dal denaro, i soldi corrispondono al valore. Da questo sistema si è passati al sistema D-M-D (denaro-merce-denaro), la merce diventa il tramite tra una certa quantità di denaro e un denaro di quantità maggiore (capitalismo). Il capitalista investe del denaro in una merce per ottenere, alla fine, più denaro. La merce arriva ad ottenere un valore aggiunto (plus-valore) rispetto ad un valore di lavoro usato per ottenerla. Dal plus-valore deriva il profitto , ma non sono la stessa cosa. Occorre tenere presente la distinzione tra capitale costante (quantità di valore che corrisponde alla quantità in denaro che è servita al capitalista per mettere in piedi una fabbrica) e il capitale variabile (è la forza lavoro, quantità di denaro che il datore di lavoro corrisponde agli operai e può essere retribuita in maniera variabile.

- Saggio del plus valore => quel numero che mi esprime il rapporto tra il plus-valore e il capitale variabile. Il plus valore aumenta in produzione inversa al capitale variabile.

- Il plus lavoro genera plus-valore, da cui deriva il profitto del capitalista.

- Il valore costante diventerà più importante del valore variabile, che sarà il margine di guadagno del capitalista stesso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la critica principale di Marx al capitalismo?
  2. Marx critica il capitalismo per la sua natura di trasformare il lavoro in merce, sostenendo che il valore attribuito al lavoro è solo sufficiente per la sopravvivenza del lavoratore, mentre il resto delle ricchezze è rubato dal datore di lavoro. Propone l'abolizione della proprietà privata e la necessità di una rivoluzione proletaria per creare una società senza classi (come indicato nel testo).

  3. Come definisce Marx il comunismo?
  4. Marx definisce il comunismo come un sistema in cui ciascuno contribuisce secondo le proprie possibilità e riceve secondo i propri bisogni. Non lo considera uno stato finale, ma un processo di analisi e distruzione delle strutture attuali, senza specificare cosa verrà dopo (come evidenziato nel testo).

  5. Qual è la visione di Marx sul lavoro?
  6. Marx vede il lavoro come essenziale per la realizzazione dell'uomo, ma critica il lavoro alienato che disumanizza l'individuo. La liberazione dal lavoro alienato è centrale nel marxismo, dove il lavoro deve diventare un mezzo di soddisfazione personale e riconoscimento dell'umanità (come descritto nel testo).

  7. Qual è la concezione materialistica della storia secondo Marx?
  8. Marx sostiene che la storia è un processo materiale fondato sul lavoro e sul conflitto tra classi sociali, con la struttura economica come fattore determinante. Introduce il concetto di sovrastruttura, che include cultura e istituzioni, distinguendola dalla struttura economica (come spiegato nel testo).

  9. In che modo Marx critica la religione?
  10. Marx considera la religione come "l'oppio dei popoli", un mezzo per insegnare rassegnazione e distogliere l'attenzione dallo sfruttamento economico. Per lui, superare l'alienazione religiosa richiede prima di tutto la liberazione dall'alienazione economica (come indicato nel testo).

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