Concetti Chiave
- Marx si distacca dalla filosofia di Hegel, utilizzando strumenti critici di Feuerbach per sviluppare il suo pensiero materialista.
- L'analisi di Marx si fonda sulla visione processuale della realtà, concepita come un processo storico attraverso un approccio dialettico.
- Critica il materialismo naturalistico di Feuerbach, trasformandolo in un materialismo storico che integra la contestualizzazione storica.
- Marx amplia la critica a Hegel, denunciando il "misticismo logico" che secondo lui distorce la realtà e le relazioni tra i suoi elementi.
- Propone l'abolizione della proprietà privata come unica soluzione ai problemi del capitalismo, superando l'egoismo della società borghese.
Influenza di Hegel su Marx
Marx aderisce al circolo dei giovani hegeliani, il rapporto con la filosofia di Hegel può essere considerato sia come influenza che Hegel ha sulla teoria marxista, sia come elemento critico perché a un certo punto Marx si distacca da Hegel e lo critica attraverso gli strumenti della filosofia di Feuerbach.
Quali sono quegli elementi che vanno a influire sulla filosofia di Marx?
Innanzitutto la visione processuale della realtà, cioè la visione storicistica, Marx così come Hegel prende in considerazione la realtà in quanto processo storico, e in quanto tale la analizza la attraverso lo strumento dialettico.
Diversamente da Hegel, Marx è però materialista, quindi accetta il rovesciamento materialistico proposto da Feuerbach, secondo cui alla base della realtà non c’è lo Spirito, ma la materia, dunque vi è un’inversione tra soggetto e predicato, proprio come in Feuerbach.
Critica al materialismo di Feuerbach
Tuttavia, Marx critica Feuerbach in quanto quest’ultimo aveva un materialismo di tipo naturalistico, cioè in Feuerbach non vi era una contestualizzazione storica, l’uomo di cui parla Feuerbach è infatti l’uomo in generale, così Marx corregge il materialismo di Feuerbach facendolo diventare materialismo storico.
Mistificazione della realtà secondo Marx
Dunque, Marx riprende la critica all’idealismo che già Feuerbach aveva fatto e la amplia, infatti lui parla, a proposito della filosofia di Hegel, di “misticismo logico”, ossia dice che l’operazione che Hegel fa di rovesciamento tra soggetto e predicato è un’operazione che serve a mistificare la realtà (“mistificare” nel senso di santificare l’esistente, ma anche nel senso di presentare in maniera errata la realtà e i rapporti tra i vari elementi della realtà, perché questa mistificazione si basa sull’inversione di soggetto e predicato). Marx dice che Hegel presenta la realtà in questo modo: prima nasce l’idea di frutto, e poi nascono i singoli frutti come manifestazione e oggettivazione dell’idea di frutto.
Marx afferma che si tratta di una visione assolutamente errata della realtà perché prima ci sono i singoli frutti e poi l’intelletto umano per astrazione crea l’idea di frutto (la visione di Hegel è dunque una visione capovolta che porta anche a una santificazione dell’esistente: per Hegel lo stato è la manifestazione, l’oggettivazione massima della Ragione nel mondo, e quindi è l’apice della seconda fase dialettica).
Distinzione tra società civile e stato
A proposito dello stato, Marx riprende quella distinzione che Hegel fa tra società civile e stato: Hegel intendeva la società civile come il luogo dell’interesse privato e lo stato come il luogo del bene comune, e quindi dell’universale.
Marx dice che è come se nella filosofia di Hegel l’individuo vivesse due vite: una in cielo all’interno dello stato per il bene comune, e l’altra in terra come membro della società civile, tutto dedito all’interesse privato. Quindi il materialismo è l’elemento che Marx coglie da Feuerbach, mentre lo storicismo è l’elemento che coglie da Hegel. Secondo Marx questa distinzione nella realtà non c’è perché lo stato si presenta come istituzione che tutela il bene di tutti, ma in realtà lo stato è lo strumento della classe dominante con cui quest’ultima legittima se stessa presentandosi come universale, dunque anche questa operazione di separazione fra società civile e stato è un’operazione che tende a mistificare e quindi a presentare la realtà in modo errato nascondendo la vera natura dello stato che è invece a sostegno della classe dominante (ovviamente nella società capitalistica, la classe dominante è la borghesia, quindi lo stato si presenta come strumento di tutela degli interessi della borghesia).
Superamento del capitalismo secondo Marx
Marx non vuole rinunciare a quanto la società borghese ha prodotto, perché i diritti umani sono comunque frutto della visione liberale, che è sì limitata in quanto ammette la diseguaglianza sostanziale ma al tempo stesso è condivisibile in quanto ammette l’uguaglianza formale (uguaglianza di fronte alla legge). Marx vuole dunque superare la disuguaglianza sostanziale prevista dal liberalismo politico. Nella visione di Marx è possibile superare l’egoismo della società borghese soltanto superando il sistema capitalistico. Inizialmente come soluzione propone il suffragio universale ma poi si rende conto che l’unica soluzione a tutti i problemi del capitalismo è rappresentata dall’abolizione della proprietà privata.
Domande da interrogazione
- Qual è l'influenza principale di Hegel sulla filosofia di Marx?
- In che modo Marx critica il materialismo di Feuerbach?
- Come Marx interpreta la mistificazione della realtà secondo Hegel?
- Qual è la distinzione tra società civile e stato secondo Marx?
- Qual è la proposta di Marx per superare il capitalismo?
Marx, influenzato da Hegel, adotta una visione processuale della realtà e analizza la storia attraverso la dialettica, ma si distacca criticando l'idealismo hegeliano e abbracciando un materialismo storico.
Marx critica Feuerbach per il suo materialismo naturalistico, proponendo invece un materialismo storico che contestualizza l'uomo nella sua realtà storica, superando la visione generica di Feuerbach.
Marx accusa Hegel di mistificare la realtà attraverso un "misticismo logico", invertendo soggetto e predicato e presentando una visione errata in cui le idee precedono i frutti concreti della realtà.
Marx riprende la distinzione di Hegel, ma sostiene che lo stato, presentato come bene comune, è in realtà uno strumento della classe dominante, mistificando la sua vera natura di tutela degli interessi borghesi.
Marx non rinuncia ai progressi della società borghese, ma propone di superare la disuguaglianza sostanziale abolendo la proprietà privata, ritenendo che il suffragio universale non sia sufficiente per risolvere i problemi del capitalismo.