Concetti Chiave
- La società romana post-Gracchi era divisa tra "ottimati", aristocratici e ricchi plebei, e "popolari", che sostenevano la plebe più povera.
- Il conflitto con Giugurta portò all'elezione di Gaio Mario, un "uomo nuovo", che sconfisse il re della Numidia e aumentò la sua popolarità tra la folla.
- Mario riformò l'esercito rendendo l'arruolamento volontario, permanente e retribuito, permettendo anche ai proletari di unirsi alle forze armate.
- Le riforme militari di Mario crearono un esercito composto da professionisti, ma generarono un legame personale tra soldati e comandanti, con conseguenze problematiche.
- Lucio Cornelio Silla, in opposizione a Mario, divenne dittatore dopo una guerra civile, implementando liste di proscrizione e riducendo i poteri dei tribuni della plebe.
Divisione della società romana
Alla morte dei Gracchi, la società romana è nettamente divisa in due blocchi: da una parte troviamo gli aristocratici e ricchi plebei e d’altra i popolari.
I primi erano discendenti da alti magistrati, controllavano il Senato ed erano soliti chiamare se stessi “ottimati” cioè i migliori. I secondi comprendevano i cavalieri che sostenevano gli interessi della plebe più povera. Alcuni popolari, pur non avendo origini illustri, erano però riusciti a ricoprire incarichi pubblici importanti e per questo motivo venivano chiamati “uomini nuovi”.
Conflitto con Giugurta
Nel frattempo scoppiò un conflitto contro Giugurta, re della Numidia che dette l’occasione ad un “uomo nuovo” di farsi eleggere console.
Giugurta, che era riuscito a salire sul trono della Nimidia dopo la morte di Massinissa, aveva fatto massacrare molti commercianti italici e romani che esercitavano il loro commercio in quella regione (corrispondente, all’incirca all’Algeria odierna). Per questo motivo, Roma dichiarò guerra a Giugurta, ma la situazione procedeva fra alti e bassi a causa della disponibilità dei generali romani a farsi corrompere a tal punto che alcuni soldati erano arrivati perfino a vendere le armi al nemico.
Ascesa di Gaio Mario
Nel 107 a.C., nonostante l’opposizione del Senato, i popolari riuscirono a far eleggere console Gaio Mario, un uomo nuovo, le cui origini erano umili. Egli prese in mano la situazione e in pochi anni, oltre a sconfiggere Giugurta, sconfisse anche i Teutoni nelle vicinanze di Aix-en Provence (a quel tempo chiamata Aquae Sextiae) e i Cimbri ai Campi Raudii, presso Vercelli. Fu così che Mario diventò sempre più benvoluto dalla folla perché la sua politica aveva l’obiettivo di favorire i meno abbienti, contrastando in questo gli interessi degli ottimati.
Riforma dell'esercito di Mario
La sua riforma più importante fu quella dell’esercito. Fino ad allora per entrare a far parte dell’esercito bisognava essere possidenti e si ricorderà la proposta di riforma agraria di Tiberio Gracco che, con la distribuzione delle terre ai più poveri, avrebbe dato la possibilità a questi ultimi di arruolarsi. Gaio si spinse oltre perché rese l’arruolamento volontario, permanente e retribuito. In questo modo fare il soldato diventava un mestiere e l’esercito sarebbe stato composto da veri professionisti. Inoltre la riforma dell’esercito permetteva anche ai proletari di arruolarsi, dando loro una possibilità di guadagnarsi da vivere.
Conseguenze della riforma militare
Un esercito così composto permise a Mario di riportare molte vittorie; tuttavia, essa ebbe anche un lato negativo. Infatti i nuovi soldati consideravano la guerra come un mezzo per saccheggiare i territori e i comandanti ,per assicurarsi la loro fedeltà, li assecondavano in tutto e li ricompensavano con la distribuzione di terre quando era giunto il momento di ritirarsi dalla vita attiva. Si veniva così a creare un legame molto stretto fra comandanti e i suoi soldati come se quest’ultimi invece di essere a servizio dello Stato fossero a servizio privato di colui che aveva il comando dell’esercito.
Scontro tra Silla e Mario
L’aristocrazia oppose a Mario Lucio Cornelio Silla, di origine nobile. Dopo aver vinto la guerra contro i soci, Silla ottenne il comando dell’esercito per marciare contro Mitridate, re del Ponto, perché aveva fatto uccidere quasi 80.000 italici che abitavano la zona sotto il suo controllo.
Silla era pronto per imbarcarsi alla volta del Ponto, quanto per volontà dei popolari e dei cavalieri, gli fu revocato l’incarico per essere affidato a Mario. Poiché il Ponto era una regione molto ricca, Silla non si dette per vinto, rientrò a Roma con il suo esercito, nonostante il parere contrario del Senato, e affrontò Mario in una guerra civile che fu sconfitto nell’ 87 a.C.
Dittatura di Silla
Terminata la guerra contro Mitridate, Silla rientrò a Roma per garantirsi il potere personale, sconfisse gli ultimi seguaci di Mario (che nel frattempo era morto) e si fece nominare dittatore a tempo indeterminato. Per eliminare i suoi avversari, elaborò le liste di proscrizione: le persone che vi figuravano potevano essere uccise da chiunque e chiunque poteva impossessarsi dei loro beni.
Per restituire ai senatori i vecchi poteri, Silla aumentò il loro numero, tolse ai cavalieri la facoltà di giudicare i governatori accusati di malversione e ridussi i poteri dei tribuni della plebe. Nel 79 a.C, pensando di aver raggiunti gli obiettivi prefissati, Silla si ritirò dalla vita politica.
Domande da interrogazione
- Quali erano le due principali fazioni nella società romana dopo la morte dei Gracchi?
- Chi era Gaio Mario e quale ruolo ha avuto nel conflitto contro Giugurta?
- Qual è stata la riforma più significativa di Gaio Mario riguardo all'esercito?
- Quali furono le conseguenze negative della riforma militare di Mario?
- Come si affermò Silla come dittatore e quali misure adottò per consolidare il suo potere?
La società romana era divisa in due blocchi: gli "ottimati", aristocratici e ricchi plebei che controllavano il Senato, e i "popolari", che sostenevano gli interessi della plebe più povera.
Gaio Mario, un "uomo nuovo" con origini umili, divenne console nel 107 a.C. e, nonostante l'opposizione del Senato, sconfisse Giugurta e ottenne importanti vittorie militari, guadagnandosi il favore della folla.
La riforma più importante di Mario fu l'arruolamento volontario, permanente e retribuito, che permise anche ai proletari di unirsi all'esercito, trasformando la professione militare in un'opportunità di guadagno.
La riforma portò a un legame stretto tra comandanti e soldati, i quali iniziarono a considerare la guerra come un'opportunità di saccheggio, creando una fedeltà più verso i leader militari che verso lo Stato.
Silla, dopo aver vinto la guerra contro Mitridate e sconfitti i seguaci di Mario, si fece nominare dittatore a tempo indeterminato, elaborando liste di proscrizione per eliminare gli avversari e restituendo potere ai senatori.