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Concetti Chiave

  • Il Seicento è un periodo di conflitti tra Riforma e Controriforma, caratterizzato da trasformazioni culturali e l'emergere del Barocco letterario.
  • Giovan Battista Marino, esponente del Barocco, è noto per il suo uso di metafore e allegorie, e per opere come "Adone", che supera le convenzioni critiche tradizionali.
  • Il teatro italiano si evolve con il melodramma, con figure come Federico della Valle che tentano di unire classico e moderno, ma affrontano isolamento per le loro opere non rappresentate.
  • Nel Settecento, si verificano trasformazioni sociali e politiche che portano alle rivoluzioni, e viene creata la prima Enciclopedia, un'opera collettiva di intellettuali.
  • Giambattista Vico, con la sua "Scienza Nuova", introduce le tre età dell'uomo e della civiltà, esplorando il concetto di progresso e regressione nella storia umana.

Conflitti e trasformazioni del Seicento

Nel Seicento sono presenti aspri conflitti -specialmente tra Riforma e Controriforma- e profonde trasformazioni. In questo periodo comincia anche a sorgere il Barocco letterario, la pratica della ricerca scientifica e nascono dei generi misti, come i poemi eroicomici.

Il Barocco e Giovan Battista Marino

Il termine ‘Barocco’ può provenire sia dal portoghese ‘baroco’ che significa pietra di forma irregolare, o da un sillogismo -o costrutto filosofico- aristotelico. La letteratura barocca è caratterizzata da un forte uso di metafore e allegorie unito ad ingegnosità, oscurità e stranezza.

Uno dei più famosi esponenti di questa corrente è Giovan Battista Marino; egli nasce a Napoli nel 1569. Lascia gli studi per dedicarsi alla letteratura; sarà ospitato dal cardinale Pietro Aldobrandini a Ravenna, da Carlo Emanuele I -famiglia dei Savoia- a Torino (dove farà parte dei Cavalieri dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro) e nel 1610 diventerà segretario ducale. Dall’Aprile del 1611 al Giugno del 1612 rimarrà in carcere. Nel 1615 scriverà Galeria, Sampogna e Adone. L’Adone è composto da più di 40.000 versi e tratta dell’amore tra Venere ed Adone aggiungendo però accessori, digressioni, inserzioni descrittive e narrazioni secondarie.

Marino sottrae ai critici il giudizio sulla validità delle opere per lasciare questo compito al pubblico. Attraverso meraviglia, ingegno e concetto uniti a un ragionamento acuto e sottile egli vuole creare emozione nel lettore nel cogliere i significati impliciti e sotterranei delle sue opere.

Claudio Achillini e Ciro di Pers

Claudio Achillini, altro esponente del Barocco, nasce a Bologna nel 1574 e muore nel 1640. Fu giurista e professore di diritto nonché compì molte missioni diplomatiche. Achillini era membro dell’Accademia degli Incogniti ed era amico ed estimatore di Marino -il quale si dice abbia usato le innovazioni di Achillini facendo credere fossero sue.

Inoltre troviamo Ciro di Pers, nato da famiglia nobile a Pers, nel 1599. Egli studiò molto l’ambito filosofico e scrisse una tragedia e una raccolta di poesie.

Autori spagnoli e Alessandro Tassoni

Nel frattempo in Spagna due grandi autori si fanno strada: Francisco de Quevedo e Luis de Gongora. Il secondo nasce a Cordova nel 1561 e segue studi giuridici, letterari, linguistici e matematici. Ebbe una carriera ecclesiastica anche come cappellano d’onore da Filippo III. Egli comincia a far notare la possibilità musicale della lirica. Scrisse varie opere tra cui: Sonetti, Canzone per la presa di Larache, Favola di Polifemo e Galatea, Le Solitudini e Panegirico del duca di Lerma.

Un autore degno di nota è Alessandro Tassoni. Nasce da una famiglia nobile a Modena del 1565. Egli studia filosofia, a Bologna, legge, a Pisa, e retorica, a Ferrara. Nel 1597 stette alla corte del cardinal Ascanio Colonna, 1618 fu segretario dell’ambasciata a Roma per Carlo Emanuele II di Savoia, e dal 1626 al 1632 stette col cardinal Ludovisi. Morì nel 1635. Le sue opere si caratterizzano per un carattere bizzarro, polemico e amante del paradosso; egli attacca sia Aristotele, Petrarca ed anche Omero credendo nella superiorità dei tempi moderni. La sua opera più famosa è ‘La secchia rapita’.

Nel quadro europeo, in Italia, Francia, Spagna e Inghilterra si sviluppano caratteristiche e tendenze diverse. Il linguaggio letterario drammatico e quello scenico rappresentano spinte e conflitti sociali, religiosi, culturali e politici.

Teatro in Italia e Federico della Valle

In Italia, il teatro ha un ruolo fondamentale e rivoluzionario; nasce il melodramma per musica basato sull’improvvisazione. Nonostante il monopolio ecclesiastico del teatro gesuitico che vuole spettacoli con significato pedagogico e predicatorio, lo scopo del teatro in Italia è il gradimento per un pubblico di maggioranza laica. Carlo de’ Dottori parla della lotta dell’uomo contro il destino e fu uno dei maggiori tragici della classicità.

Federico della Valle, nato nel 1560 ad Astigiano, fu esponente del teatro in Italia. Egli stette alla corte della duchessa Caterina, a Torino, come sovraintendente delle scuderie e in seguito fu al servizio del governatore spagnolo a Milano. Della Valle voleva adeguare il classico e il moderno con il significato morale del cattolicesimo ma questo lo porta ad un parziale isolamento in quanto le sue tragedie non furono mai rappresentate. Scrisse due tragedie sull’Antico Testamento e una intitolata ‘Reina de Scotia’ nella quale ricostruisce la storia di Maria Stuarda. Egli parla, inoltre, della debolezza dell’uomo di fronte alla Provvidenza e quindi ad una esigenza di purificazione.

Teatro in Spagna e Francia

Il teatro in Spagna avanza con Lope de Vega, con opere drammatiche con intrecci avvincenti, lieti fine e avventure d’amore e d’onore, e Tirso de Molina. Tirso nasce a Madrid nel 1579 da una famiglia di umili origini e creò la versione del teatro del Don Juan (Don Giovanni) e Il Seduttore di Siviglia e convitato di pietra.

Il teatro in Francia si sviluppa in un clima non calmo; in Francia sono in corso dibattiti religiosi per interessi e progetti politici. Uno degli esponenti, Moliere, prende posizioni laiche e progressiste nel cercare di portar via i condizionamenti religiosi che inibiscono il libero arbitrio. Pierre Corneille parla del valore eroico e dell’umanità complessa e ricca di sfumature.

Moliere e Jean Racine

Jean Baptiste Poquelin, in arte Moliere, frequentò il colleggio gesuitico a Clermont e dei corsi di diritto a Orleans. Rimase nella cprte di Luigi XIV per 15 anni e scrisse circa 30 commedie in chiave comica e ironica nelle quali parlava anche di rapporti matrimoniali, per questo fu accusato. Dal 1663 al 1673 scrisse: L’improvvisazione di Versailes, Tartufo, Don Giovanni, Il Misantropo, Avaro e Il malato immaginario -una commedia-balletto. Col Don Giovanni, Moliere, mette in luce l’ipocrisia del personaggio -incallito, cinico e votato alla simulazione.

Jean Racine nasce nel 1639 da una famiglai di borghesia provinciale. Viene accolto nelle corti, si sposa, diventa storiografo di corte e scrive due tragedie bibliche. La sua opera più conosciuta è Fedra: essa è già stata trattata da Euripide e Seneca, è compatta e lineare, contiene gli impulsi della passione incestuosa e della vergogna e parla della debolezza dell’uomo con nitida razionalità.

Nasce poi il Melodramma, o ‘recitar cantando’. Uno dei maggiori esponenti è Claudio Monteverdi, della compagnia dei Bardi o Camerata fiorentina, della quale facevano parte anche Iacopo Peri, Ottavio Rinuccini, Giulio e Vincenzo Galilei. La maggiore, e prima, opera di Monteverdi è l’Orfeo.

Galileo Galilei e le sue opere

Galileo Galilei nasce a Pisa nel 1564 da una nobile famiglia fiorentina che gli assicura studi di medicina, filosofia naturale e matematica ma nel 1585 abbandona gli studi prima ancora di averli finiti; nel 1589 diventa professore di matematica all’università. Egli perfezione il cannocchiale, già costruito da un olandese, e scopre i satelliti di Giove, le irregolarità della Luna e le fasi di Venere. Le sue opere le scrive sia in latino, sia in volgare per una maggiore circolazione delle novità. Egli va contro la Chiesa e Copernico e per questo nel 1615 viene denunciato e il 22/06/1633 abiura costretto comunque all’esilio, dove morirà nel 1642. Le sue opere sono: Siderius Nuncius, il Saggiatore, le Lettere copernicane e il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo.

Il Siderius Nuncius e il Saggiatore

Il Siderius Nuncius, scritto nel 1610, in latino ebbe fama e rinomanza internazionale tra i letterati del tempo. Quest’opera Galilei l’ha scritta contro la cosmologia tradizionale e descrive i quattro satelliti di Giove, le macchie e irregolarità della superficie della Luna e le fasi di Venere.

Il Saggiatore è un’epistola scientifica per il sacerdote Virginio Cesarini e contiene delle considerazioni sulla metodologia della ricerca scientifica.

Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è l’opera più famosa di Galileo e fu pubblicata solo dopo l’autorizzazione di Urbano VIII nel1623. Lo scrive in volgare usando uno stile piano, lineare, accessibile a quasi tutta la popolazione; è difatti un’opera divulgativa. Quest’opera si svolge in quattro giorni a Venezia; viene usato il discorso diretto tra tre personaggi: Salviati, copernicano, Sagredo, il mediatore, e Simplicio, aristotelico. Galileo parla dal punto di vista dell’avversario per confutarlo dall’interno. Simplicio, alla fine, soccombe ai ragionamenti dell’avversario e viene definito un personaggio ‘tragicomico’. Italo Calvino e Leopardi citeranno quest’opera nelle loro.

Trasformazioni del Settecento e l'Enciclopedia

Nel Settecento avvengono trasformazioni sociali e politiche -che portarono poi alle rivoluzioni in Francia, America e Inghilterra- ma anche scoperte, con il metodo d’indagine scientifico-matematico. Viene redatta la prima Enciclopedia che fu un lavoro di decenni e una squadra nazionale di intellettuali. L’Italia è divisa in tanti stati con governatori di nazionalità diversa. A Milano e in Toscana governa l’Austria; nel Regno di Napoli, Parma e Piacenza governano i Borbone; e altri stati come la Repubblica di Venezia e Genova, il Regno di Sardegna, lo stato della chiesa rimanevano indipendenti. L’Austria e i Borbone fanno parte di quei governatori denominati ‘illuminati’ in quanto aderivano alla corrente dell’Illuminismo e apportavano riforme anche del campo economico e giuridico. Alcuni dei maggiori esponenti del tempo sono Ludovico Antonio Muratori, Pietro Giannone e Giambattista Vico.

Accademia dell'Arcadia e Ludovico Muratori

Nel 1690, a Roma, nasce l’Accademia dell’Arcadia. Le accademie erano allora delle associazioni, libere, di intellettuali con le stesse finalità e interessi. I letterati che frequentavano l’Accademia dell’Arcadia volevano risvegliare la poesia antica e quindi liberare la poesia dai canoni del barocco, e vedevano questo loro atto come una restaurazione del ‘buon gusto’. Coloro che facevano parte di questo circolo vestivano come pastori e cambiavano i loro nomi in pseudonimi greci. Dopo i primi dieci anni l’accademia cominciò a diffondersi in tutt’Italia e formando colonie; questo portò ad uno scambio tra letterati e di conseguenza un’unificazione linguistica-letteraria.

Ludovico Antonio Muratori nasce nel 1672 a Vignola e raccoglie, negli anni, tutti i documenti reperibili della storia civile e politica dell’Italia dal 500 al 1500. Per questa raccolta aveva collaboratori in tutta Italia e riuscì a redarre 25 volumi in ordine cronologico; quest’opera è conosciuta come Rerum Italicarum Scriptores.

Giambattista Vico e la Scienza Nuova

Giambattista Vico scrisse un’opera intitolata ‘Scienza Nuova’ nel quale divideva l’età dell’uomo e della civiltà in tre e mettendole a confronto. Le tre età dell’uomo sono: della fanciullezza, caratterizzata dai sensi e dalla nascita della fantasia, della giovinezza, caratterizzata da fantasia e passioni, e della maturità, caratterizzata dall’intelletto. Le tre età della civiltà sono: degli dei, caratterizzata dai sensi, dalla fantasia ma anche dal timore degli eventi naturali e dalle credenze religione, degli eroi, caratterizzata da fantasia, passioni e la forza fisica, degli uomini, caratterizzata dell’intelligenza. Inoltre, nell’opera individua che, come ci sono progressi, ci possono essere anche regressi. Per Vico la poesia è un mezzo di conoscenza -del mondo- complessiva.

Lirica arcadica e Pietro Metastasio

La lirica arcadica cerca di recuperare il classicismo ed i fondatori sono Giovan Mario Crescimbeni, Vincenzo Leonio, Gian Vincenzo Gravina e Giambattista Felice Zappi. Loro puntano sulla semplicità della natura e sull’eros galante. Nasce ora la canzonetta con la sua cantabilità dei testi, versi brevi e i suoi massimi esponenti sono Pietro Metastasio e Paolo Rolli.

Giambattista Felice Zappi nasce nel 1667 a Inola. Fa parte di un salotto letterario e scrive componimenti enconomiastici con anche argomenti erotici.

Pietro Trapassi, in arte Metastasio, nasce a Roma nel 1698. Scrisse Didone abbandonata, Catone in Utica, Artaserse, Olimpiade, Demofoonte e Attilio Regolo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali conflitti e trasformazioni del Seicento?
  2. Nel Seicento si manifestano aspri conflitti, in particolare tra Riforma e Controriforma, e profonde trasformazioni culturali, tra cui l'emergere del Barocco letterario e la nascita di nuovi generi come i poemi eroicomici.

  3. Chi è Giovan Battista Marino e quale è il suo contributo alla letteratura barocca?
  4. Giovan Battista Marino, nato a Napoli nel 1569, è un importante esponente del Barocco, noto per il suo uso di metafore e allegorie. La sua opera più celebre, "Adone", è un poema di oltre 40.000 versi che esplora l'amore tra Venere e Adone, arricchita da digressioni e narrazioni secondarie.

  5. Qual è il ruolo di Galileo Galilei nel contesto scientifico del Seicento?
  6. Galileo Galilei, nato nel 1564, è una figura chiave della scienza del Seicento, noto per le sue scoperte astronomiche e per le opere come "Siderius Nuncius" e "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo", che sfidano la cosmologia tradizionale e promuovono il metodo scientifico.

  7. Come si sviluppa il teatro in Italia durante il Seicento?
  8. Il teatro in Italia, pur sotto il monopolio ecclesiastico, si evolve con la nascita del melodramma e l'emergere di autori come Federico della Valle, che cerca di unire il classico e il moderno, affrontando temi morali e religiosi, sebbene le sue opere non siano mai state rappresentate.

  9. Quali sono le caratteristiche dell'Accademia dell'Arcadia e il suo impatto sulla letteratura?
  10. Fondata nel 1690 a Roma, l'Accademia dell'Arcadia mira a risvegliare la poesia antica e liberarla dai canoni barocchi, promuovendo un "buon gusto" e unificando la lingua letteraria italiana attraverso scambi tra intellettuali, influenzando profondamente la lirica arcadica.

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