Concetti Chiave

  • La favola di Narciso, narrata da Mercurio ad Adone, insegna che disprezzare la legge dell'amore porta a conseguenze negative, come la morte di Narciso, sottolineando l'importanza di un comportamento amorevole.
  • Nel XVII secolo, l'epica si distingue per la sua manifestazione poetica impegnata, con poeti come Il Trissino e Tasso che affrontano temi di nobiltà e conflitti religiosi, ispirandosi a Omero e Virgilio.
  • Il Marino introduce una rottura con l'epica tradizionale, sostituendo i modelli di Omero e Virgilio con Nonno di Panopoli e Claudiano, portando a una cancellazione dell'eroe-protagonista e a racconti intersecati.
  • Adone non è un vero anti-eroe poiché non compie azioni eroiche; si limita a osservare e fuggire, mostrando comportamenti che lo allontanano dalla figura classica dell'eroe.
  • La narrazione di Adone è caratterizzata da azioni superflue e stratagemmi complessi, evidenziando l'inefficienza delle azioni e contrastando con le convenzioni dell'epica tradizionale.

Indice

  1. Qual è la Favola di Narciso?
  2. Epica del XVII Secolo
  3. Modelli Letterari del Seicento
  4. L'Anti-Eroe Adone

Qual è la Favola di Narciso?

La favola di Narciso viene narrata da Mercurio ad Adone e fa parte di una serie di sei racconti mitologici destinati ad Adone, nel giardinò di Venere, affinché essi gli servino come insegnamento nell’ambito dell’ iniziazione all’amore. Narciso è un modello negativo perché egli disprezza la legge universale dell’amore e per questo è punito con la morte. Questo è l’insegnamento che se ne può dedurre: Adone sarà felice se terrà un comportamento opposto a quello di Narciso, cioè se non infrangerà la legge universale dell’amore.

Epica del XVII Secolo

Nel XVII secolo, l’epica era molto in voga e costituiva la manifestazione poetica più impegnata della poesia: Il Trissino, per esempio, intende prendere le difese dell’ Italia nobile e feudale, mentre il Tasso descrive la lotta della cristianità contro gli infedeli musulmani. Come fonte d’ispirazione, l’epica del Seicento si rifà a Omero o a Virgilio.

Modelli Letterari del Seicento

Il Marino abbandona l’epica in senso tradizionale e al binomio Omero-Virgilio sostituisce il binomio Nonno di Panopoli (ultimo scrittore ellenistico)-Claudiano (poeta e senatore romano, sostenitore di Stilicone). Prendere questi due scrittori come modello suscitò un certo scandalo negli ambienti letterari ed eruditi del tempo, anche se avevano fatto una veloce apparizione con il Poliziano. Invece erano conosciuto ed apprezzati in Francia. L’assunzione di questi due modelli, nell’ Adone ha due conseguenze:

• dal punto di vista del contenuto, si ha la cancellazione dell’eroe-protagonista;

• dal punto di vista della forma, la cancellazione del racconto e l’introduzione di una miriade di racconti di secondo livello, intersecati con il primo.

L'Anti-Eroe Adone

Nel Seicento, la cancellazione dell’eroe è frequente e ad esso si sostituisce l’anti eroe cioè colui che agisce, ma sbaglia obiettivo come Don Chisciotte. Tuttavia, Adone non è nemmeno un antieroe perché non agisce, non entra mai in azione e invece di fare si lascia fare. Non interviene nella guerra, ma vi assiste rintanato in una grotta. Tutto ciò che fa è poco eroico: si traveste da donna, si assoggetta ad un cavaliere, ruba degli oggetti vietati come farebbe un bambino e di fronte al rivale non sceglie altro che fuggire. Siccome non agisce da eroe è ovvio che esistano degli elementi che inceppano i processi narrativi. Molte azioni inserite nella narrazione sono inutili: e producono l’effetto della proliferazione. Per esempio, per sedurre Adone, Venere mette in atto tutta una serie di stratagemmi o di azioni finalizzate: la sorpresa del sonno, l’invio di un sogno, una falsa medicazione un bacio rubato, ecc. Ma nulla di questo serviva perché sappiamo che Adone era pronto a cedere a Venere, soltanto guardandola. Per uccidere Adone, lo scrittore mette in moto tutta una serie di azioni: armi fatate, ira degli dei, agguati, gelosie, bestie inferocite, miracoli naturali. Ma, anche in questo caso, tutto è inutile perché Adone è un cacciatore inesperto e la inettitudine e fragilità sarebbero state sufficienti per ucciderlo. Per questi motivi, l’Adone si colloca in contrasto con il tradizionale poema epico italiano.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il messaggio principale della favola di Narciso?
  2. La favola di Narciso, narrata da Mercurio ad Adone, insegna che disprezzare la legge universale dell’amore porta alla punizione, come dimostra la morte di Narciso. Adone deve comportarsi in modo opposto per essere felice.

  3. Come si caratterizza l'epica del XVII secolo?
  4. Nel XVII secolo, l’epica era una forma poetica molto popolare, con autori come il Trissino e il Tasso che affrontavano temi di nobiltà e lotta contro gli infedeli, ispirandosi a Omero e Virgilio.

  5. Quali cambiamenti apporta il Marino all'epica tradizionale?
  6. Il Marino abbandona l’epica tradizionale, sostituendo Omero e Virgilio con Nonno di Panopoli e Claudiano, il che porta alla cancellazione dell’eroe-protagonista e all’introduzione di racconti intersecati.

  7. In che modo Adone si discosta dalla figura dell'eroe?
  8. Adone non è un eroe né un antieroe, poiché non agisce mai e si lascia fare, mostrando comportamenti poco eroici come travestirsi e fuggire, il che provoca una proliferazione di azioni inutili nella narrazione.

  9. Qual è l'effetto delle azioni inutili nella narrazione di Adone?
  10. Le azioni inutili, come i stratagemmi di Venere e le circostanze che portano alla morte di Adone, evidenziano la sua inettitudine e fragilità, collocando l'Adone in contrasto con il tradizionale poema epico italiano.

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