Concetti Chiave
- Il concetto di provvidenza è centrale nelle opere di Manzoni, influenzato dal giansenismo, da cui deriva la sua riflessione sulle contraddizioni della storia e sul significato del male.
- La religiosità di Manzoni è moderna, cercando di unire i principi cristiani con le idee illuministe di libertà, uguaglianza e fratellanza, ponendo il dolore in una prospettiva di redenzione.
- Manzoni considera la provvidenza come il motore della storia, con Dio che interviene nelle vite dei personaggi, portando conforto e significato alle loro sofferenze.
- Il concetto di "provvida sventura" rappresenta la sofferenza inviata da Dio per un fine superiore, che serve a redimere e elevare l'individuo, rendendo il dolore un segno dell'amore divino.
- Nei suoi capolavori, come "Adelchi" e "Cinque Maggio", la provvidenza si manifesta attraverso il dolore, portando alla salvezza e al perdono, mentre nei "Promessi Sposi" è un filo conduttore che guida gli eventi verso un bene maggiore.
Qual è il Concetto di Provvidenza in Manzoni?
- Perchè nasce il bisogno di parlare di provvidenza?
Prima di iniziare a parlare di provvida sventura è bene esaminare il concetto di provvidenza (tema chiave nelle opere del Manzoni) e perchè nasce nell'autore il bisogno di introdurre questo elemento.
Manzoni inizia a sviluppare il suo pensiero a seguito dell'influenza giansenista, una dottrina che ritiene l'uomo corrotto per natura e quindi destinato a fare il male. Tuttavia l'autore non aderì in maniera dogmatica al giansenismo, ma alimentò in lui l 'esigenza del rigore morale e di riflessione sulle contraddizioni della storia al fine di dare un senso al male e alla violenza.
Infatti la storia appare al Manzoni non come una catena di errori nè come il risultato delle ambizioni dei potenti,ma come il risultato della volontà di Dio, che nella storia realizza i suoi precisi disegni ( al fine di un bene superiore ovviamente).
La Religiosità Moderna di Manzoni
- L' idea vangelizzata di Manzoni
La religiosità del poeta appare moderna e concreta. Mostra la sua tendenza a conciliare i principi cristiani con le istanze del pensiero contemporaneo. Come spiega il critico Francesco De Santis "l'idea del secolo battezzata come idea cristiana, l'uguaglianza degli uomini tutti fratelli in Cristo, la riprovazione degli oppressori e la glorificazione degli oppressi, è la famosa triade libertà, uguaglianza, fratellanza vangelizzata, è il Cristianesimo ricondotto alla sua idealità e armonizzato con lo spirito moderno".
L' immagine proposta dall'autore è quella di un mondo senza più oppressori, che ricerca l'uguaglianza, la fratellanza e la libertà degli uomini, ovvero gli ideali illuministici del suo tempo.
ed è per questo che nella visione provvidenziale della storia viene dato un senso alle sofferenze e alle lotte degli umili.
La Provvidenza nella Storia
- Provvidenza tema centrale della storia
La presenza di Dio che Manzoni ricerca nella storia e nella vita degli uomini è una costante determinante nelle vicende dei personaggi delle sue opere. Esso sfiora anche i personaggi più tristi e i più vili.
Viene quasi raffigurato come una presenza paterna, amorosa e severa. Il suo intervento è avvertito con la fede semplice della povera gente. Ricorrenti sono le espressioni: "quel che Dio vuole, Lui sa quel che fa; c'è anche per noi"; "lasciamo fare a Quel lassù"; "tiriamo avanti con fede, Dio ci aiuterà".
E' proprio nei momenti più buii, più difficili e affannosi che gli uomini (i personaggi) lo ricercano e lo trovano, per chiudere le porte alla disperazione.
Insomma la Provvidenza divina è il vero motore della storia, anche se ne consegue una radicata sfiducia nei confronti dell' agire umano. Si tratta di un pessimismo (se letto in questa chiave) che nel romanzo si manifesta attraverso il sistematico fallimento di tutti i progetti che gli uomini cercano di realizzare.
Tuttavia e quasi paradossalmente, questi fallimenti preparano l'individuo a un bene maggiore: la salvezza.
Il Concetto di Provvida Sventura
-Il tema della Provvida Sventura
Arriviamo quindi ora a trattare del vero fulcro di questa relazione; il concetto di provvida sventura.
L'idea di umanità corrotta irrimediabilmente dal peccato originale, di cui si è parlato all'inizio, incise sul pessimismo manzoniano nella fase della conversione.
Finalmente Manzoni riuscì a dare una spiegazione ai mali che affliggono l'uomo.
Letteralmente la provvida sventura è la sventura mandata dalla Provvidenza. Lo scrittore risponde con ciò all'invettiva filosofica che viene da sempre posta in nome della religione: perchè se Dio è buono commette talvolta il male?
Manzoni può orgogliosamente rispondere a questa domanda spiegando che Dio agisce, o sulle azioni degli uomini o egli stesso, commettendo il male per un fine superiore.
La fede in Dio indusse Manzoni a considerare il dolore non cieco e inutile, bensì esso vede nella sofferenza un segno della presenza di dio, che mette alla prova le sue creature, ma non le abbandona. Il dolore è un segno anche dell'amore di Dio, poichè redime e santifica la vita.
Detto in altre parole rende degni di una vita migliore coloro che lo sopportano con rassegnazione e quindi le sofferenze servono a riscattarci dalla nostra natura corrotta e propensa al male e a elevarci a Dio.
Le Opere di Manzoni
-Le Opere
La provvida sventura è riscontrabile in tre grandi capolavori manzoniani anche se con esiti diversi.
Nell'Adelchi, più precisamente nel coro dell'atto 4 quando, è la soluzione ultraterrena di tutto ciò che in vita è dolore.
Nel Cinque Maggio è il "Dio che atterra e suscita, che affanna e consola" ancora di salvataggio per quell'uomo che,devastato dalle sconfitte, si avvicina alla fede e abbandona la sete di potere per conquistare qualcosa di molto più alto e prezioso: la salvezza dell'anima.
In questi due casi gli eroi positivi non otterranno mai nulla di provvidenziale nella vita. Solo con la morte ( vista positivamente) si realizzerà il disegno divino e i personaggi saranno finalmente felici. Ne discende quindi un messaggio molto pessimistico a livello terreno: l'uomo potrà essere felice solo dopo la morte.
Nei Promessi Sposi, che saranno analizzati successivamente, l'intervento provvidenziale agisce preventivamente.
Il 5 Maggio e Adelchi
-5 maggio
Nella seconda delle due odi civili manzoniane (seconda per ordine cronologico ovviamente), Manzoni ricerca nel grande condottiero l'uomo e il suo travaglio interiore. Costui ha pagato il suo errore di aver oltrepassato, spinto dalla superbia, il fine assegnatogli da Dio, ovvero quello di cambiare la vecchia società europea, con la sconfitta e l'esilio ed ora in letto di morte cerca il perdono divino, trovandolo.
-Adelchi
In questa tragedia riscontriamo due tipologie di personaggi: gli oppressori e gli oppressi. Di questa seconda categoria fanno parte Adelchi e Ermengarda Figli del re Desiderio (che insieme a Carlo rappresenta la prima categoria). I due giovani sono tormentati da ingannevoli passioni terrene, ovvero l'amore e la ricerca di gloria, che si scontrano con le violenze dei potenti, ma ad entrambi verrà dato, al costo di tali sofferenze, il dono del perdono divino e la speranza salvezza eterna.
Il Coro dell'Atto IV
- Coro atto IV
Vale la pena ora soffermarsi sul IV atto; il protagonista è il coro e la vicenda si struttura in un incrocio di piani temporali.
il presente vede l'attuazione del concetto di "provvida sventura", e quindi la liberazione dal dolore di Ermengarda, il passato prossimo vede l'analisi sull'impossibilità dell'oblio che vive Ermengarda, il passato remoto inquadra il momento della felicità per Ermengarda che essendo una felicità legata all'amore mondano, terreno è una felicità ingannevole ed impossibile.
Attraverso un gioco di rimandi è evidente un parallelismo della tragedia con l'ode napoleonica:
-il tema del ricordo, Napoleone ricorda la grandeza passata ed è schiantato dal peso del suo fallimento, mentre Ermengarda ricorda la felicità perduta nel suo rapporto d'amore con Carlo. Il ricordo quindi si configura come l'inganno.
-solo il dolore redime, dolore che fa parte del disegno di misericordia divino
-la speranza nella felicità dopo la morte.
Ermengarda appare anche come una figura "Christi" in quanto si qualifica come l'offerta pura che compensa l'impurità della suo stirpe (i Longombardi ex Oppressori ed ora oppressi)
La Provvidenza nei Promessi Sposi
- I Promessi Sposi
La provvidenza nel romanzo dei promessi sposi e il filo conduttore della vicenda.
Essa è gia chiara nell'epilogo dell'Addio ai monti che da subito predice l'esito della storia:
«Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto, e non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una certa e più grande» (capitolo 8)
la presenza divina è presente nei paesaggi (gran notturno del capitolo 8), negli oggetti ( "Quel letto che la Provvidenza gli aveva preparato" è difatti un pensiero di Renzo nel capitolo 17) e negli eventi naturali (temprale che mette fine al contagio nel capitolo 37).
Il senso di tutta la storia del romanzo (cap. XXXVI, 478-480) sta nelle parole di fra Cristoforo a Renzo e Lucia: «Ringraziate il cielo che v'ha condotti a questo stato, non per mezzo dell'allegrezze turbolente e passeggere, ma co' travagli e tra le miserie, per disporvi ad un'allegrezza raccolta e tranquilla».
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del concetto di provvidenza nelle opere di Manzoni?
- Come si manifesta la religiosità moderna di Manzoni?
- Che ruolo ha la provvida sventura nel pensiero manzoniano?
- In che modo la provvidenza si riflette nelle opere "Il 5 Maggio" e "Adelchi"?
- Qual è il ruolo della provvidenza ne "I Promessi Sposi"?
La provvidenza è un tema centrale nelle opere di Manzoni, rappresentando la volontà di Dio che guida la storia e le vite degli uomini, dando un senso al male e alla sofferenza (come evidenziato nel testo).
La religiosità di Manzoni è moderna e concreta, cercando di armonizzare i principi cristiani con le istanze del pensiero contemporaneo, promuovendo ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza (come descritto nel testo).
La provvida sventura è vista come una sofferenza inviata da Dio per un fine superiore, trasformando il dolore in un segno della presenza divina e della possibilità di redenzione (come spiegato nel testo).
In "Il 5 Maggio" e "Adelchi", la provvidenza si manifesta attraverso il dolore e la ricerca di perdono, dove i personaggi trovano la salvezza solo dopo la morte, evidenziando un messaggio pessimista sulla felicità terrena (come indicato nel testo).
Ne "I Promessi Sposi", la provvidenza è il filo conduttore della storia, presente in ogni aspetto della vita dei personaggi, e viene vista come un mezzo per preparare una gioia più grande attraverso le sofferenze (come sottolineato nel testo).