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Concetti Chiave

  • Manzoni fu influenzato da diverse correnti culturali, tra cui l'Illuminismo lombardo, il Romanticismo e gli idéologues francesi, che plasmarono il suo pensiero critico e la sua visione religiosa.
  • La conversione al cattolicesimo di Manzoni lo portò a esplorare il pensiero cristiano, sottolineando che il riscatto morale dell'uomo è possibile solo attraverso la fede e l'impegno culturale.
  • Manzoni reinterpretò gli ideali illuministici di libertà e uguaglianza, ancorandoli al messaggio evangelico e sostenendo che la fede deve ispirare le azioni per il progresso sociale.
  • Nella sua visione storica, Manzoni esprime un pessimismo intriso di ingiustizie, ma vede nella Provvidenza un mezzo attraverso cui anche dal male può nascere il bene.
  • Manzoni promuove una lingua viva e parlata, basata sul modello toscano, per rendere la lingua italiana più aderente alla realtà e meno influenzata dai modelli passati.

Quali sono le influenze culturali su Manzoni?

La formazione poetica di Manzoni risentì di diverse correnti di pensiero:

- l'Illuminismo lombardo, il cui intellettuale era dedito ad analizzare con spirito critico e razionale i problemi della società

-il Romanticismo, che manifestava interesse per la storia nazionale, la ricerca di una letteratura attenta alle esigenze del tempo e una religiosità espressione della collettività nazionale

-gli idéologues francesi, rivolti allo studio della storia e vicini allo spirito religioso pascaliano e giansenista che interpretava in modo profondo il contrasto fra bene e male.

Conversione e fede di Manzoni

Con la conversione al cattolicesimo, Manzoni si impegnò, come uomo di cultura, per comunicare la grande carica innovatrice del pensiero cristiano, attraverso un percorso di ricerca spirituale e un lungo travaglio interiore. Nel fare ciò fu stimolato a livello psicologico dal matrimonio con Enrichetta Blondel e alimentato, a livello intellettuale, dalla frequentazione di circoli culturali parigini che sostenevano una morale giansenista. Era inoltre convinto che le cause delle violenze solo comprensibili solamente avendo fede e che discordi e sopraffazioni avevano origine dalla deviazione dagli insegnamenti evangelici; quindi il riscatto morale dell'uomo è possibile solo mediante la fede, che è finalizzata al bene eterno.

Ideali illuministici reinterpretati

Manzoni reinterpretò gli ideali illuministici di libertà, fratellanza e uguaglianza, basandosi sull'idea che ciascun uomo è figlio di Dio, il quale lo ha creato a sua immagine e somiglianza. Questi principi trovano la loro giustificazione non più nella ragione illuministica, ma nel messaggio evangelico: la dignità e l'uguaglianza degli uomini derivano dal fatto che Dio li ha creati e redenti. La fede deve ispirare tutta la vita dell'uomo e tradursi in azioni di collaborazione per il progresso civile e sociale: gli uomini, i popoli e le nazioni possono agire per il bene del prossimo solo se ispirati dalla fede. Manzoni abbracciò anche il cattolicesimo liberale, che applicava gli insegnamenti evangelici alla vita politica e sociale.

Ruolo della Provvidenza

Centrale è il ruolo della Provvidenza, un progetto voluto da Dio per il bene di tutti gli uomini: l'uomo deve nutrire una fiducia incondizionata nei confronti dell'operato divino.

Visione storica e pessimismo

Manzoni aveva una visione della storia profondamente negativa e pessimistica. Gli eventi storici riportati da Manzoni nelle sue opere sono intrisi di ingiustizie e violenze, dalle quali gli oppressi potranno riscattarsi solo affidandosi alla fede e sperando in un intervento divino. Il pessimismo manzoniano si dissolve nel concetto di Provvidenza, per cui anche dal male può nascere il bene e dal dolore e dalle sventure, la salvezza.

È proprio attraverso la narrazione degli eventi storici del passato che Manzoni invita gli uomini a riflettere sul presente per agire in direzione del bene comune, e si fa portavoce di istanze civili e patriottiche: doveva essere proprio la conoscenza della storia a guidare gli italiani nel raggiungimento dell'unità nazionale e dell'indipendenza.

Invenzione letteraria e realtà storica

Manzoni rifletté molto sul rapporto che deve intercorrere tra invenzione letteraria e realtà storica. Nel periodo di più intensa attività letteraria (tra il 1819 e il 1823) mise a fuoco la sua poetica in quattro scritti fondamentali:

◦ La prefazione alla tragedia Il Conte di Carmagnola, dove espone i principi su cui si fonda la sua produzione e giustifica a livello teorico la rottura delle unità di tempo e di luogo (accetta, invece, l'unità di azione); secondo lui la riduzione in tempi brevi e in un medesimo luogo di azioni toglie verosimiglianza alla vicenda rappresentata.

Manzoni assegna al coro un ruolo diverso rispetto alla tragedia classica: mentre in quest'ultima dava voce alla comunità di appartenenza del personaggio, in Manzoni il coro è un “cantuccio”, di cui l'autore si serve per esprimere la propria interpretazione delle vicende narrate. Posti alla fine dell'atto i cori costituiscono una sorta di pausa lirica all'interno di un'azione drammatica, in cui l'autore invita a riflettere sui temi dell'opera, quasi sempre di natura politica, morale o religiosa.

Fondamentale è la necessità di non alterare i fatti intrecciando realtà e invenzione perché ne risentirebbe la moralità dell'opera letteraria.

◦ La Lettre à M. Chauvet, nella quale motiva il suo rifiuto delle unità aristoteliche e riflette sulla distinzione fra “vero storico” e “vero poetico”: mentre lo storico deve attenersi rigorosamente alla realtà e illustrare i fatti realmente accaduti, la funzione del poeta è quella di indagare le passioni dell'animo umano e portare alla luce i motivi psicologici che hanno animato le azioni dei grandi personaggi. Per fare ciò il poeta deve ricorrere all'invenzione, ma questa deve essere “verosimile”, cioè deve rispettare la verità storica evitando di falsificare i fatti in maniera romanzesca.

Sebbene avesse tratto la prima ispirazione dei Promessi Sposi dal romanzo storico Ivanhoe di Walter Scott, egli non approvava l'eccesso di romanzesco di cui si era servito l'autore scozzese, perciò aveva approfondito la conoscenza del periodo storico che intendeva narrare. Nei promessi sposi la ricostruzione degli eventi è accurata e minuziosa e per realizzarla Manzoni si servì di ampie e dettagliate digressioni; inoltre l'analisi del tessuto sociale porta all'intreccio di mondi diverssi, quello popolare, quello dell'alta nobiltà e quello ecclesiastico e li pone di fronte ad eventi catastrofici quali la peste, la carestia, la guerra dei Trent'anni.

Principi del Romanticismo

◦La Lettera sul Romanticismo, in cui l'autore enuncia quelli ceh per lui sono i maggiori meriti del Romanticismo:

▪il fine morale e civile dell'arte

▪i principi che sono alla base della nuova letteratura, che deve:

-avere una funzione educatrice, per formare i cittadini dal punto di vista morale e a ispirare loro sentimenti civili e patriottici;

-attingere alla verità storica;

-trattare argomenti interessanti e proporli in un linguaggio di facile comprensione per il pubblico.

Manzoni inoltre non accetta l'abbandono all'irrazionalismo, al sentimentalismo e al vittimismo.

◦Il saggio Del romanzo storico e, in genere, de' componimenti misti di storia e d'invenzione, dove afferma che il romanzo storico è un genere che mescola invenzione letteraria e verità storica, e per questo è un genere misto, quindi moralmente da condannare (solo dalla verità storica è possibile trarre un insegnamento morale). Manifesta inoltre la difficoltà di conciliare il “vero storico” con il “vero poetico” e sconfessa la sua produzione tragica e romanzesca.

Lingua e modello toscano

Nel scrivere i suoi componimenti Manzoni seguì le teorie romantiche di una lingua viva e parlata, aderente alla realtà descritta nel romanzo. Egli afferma che:

◦ fondamento e norma di una lingua è l'uso;

◦ fondamento della lingua italiana è il modello toscano.

Manzoni riteneva che la lingua italiana deve essere la lingua parlata dal popolo colto di Firenze. Se in tale lingua manca la parola di cui c'è bisogno, è cosa ragionevole cercarla altrove, pur di dar vita ad una lingua scritta viva e aderente a quella parlata: prima in altri idiomi toscani così affini all'uso fiorentino, poi nei vocaboli di qualunque altro idioma italiano, oppure ricorrere a lingue morte o lingue straniere. Manzoni voleva infatti promuovere una lingua più vicina alla realtà, priva dei condizionamenti stilistici dei modelli del passato.

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Domande da interrogazione

  1. Quali correnti culturali influenzarono la formazione poetica di Manzoni?
  2. Manzoni fu influenzato dall'Illuminismo lombardo, dal Romanticismo e dagli idéologues francesi, che lo portarono a riflettere criticamente sui problemi della società e a cercare una letteratura che rispondesse alle esigenze del tempo.

  3. Come si manifestò la conversione al cattolicesimo di Manzoni nella sua opera?
  4. La conversione di Manzoni al cattolicesimo lo portò a comunicare l'innovazione del pensiero cristiano, sostenendo che il riscatto morale dell'uomo è possibile solo attraverso la fede, come evidenziato nel suo lungo travaglio interiore e nel matrimonio con Enrichetta Blondel.

  5. In che modo Manzoni reinterpretò gli ideali illuministici?
  6. Manzoni reinterpretò gli ideali di libertà, fratellanza e uguaglianza, fondandoli sulla fede cristiana, sostenendo che la dignità umana deriva dalla creazione divina e che la fede deve ispirare azioni per il progresso civile e sociale.

  7. Qual è il ruolo della Provvidenza nella visione manzoniana della storia?
  8. La Provvidenza è centrale nel pensiero di Manzoni, rappresentando un progetto divino per il bene dell'umanità, in cui l'uomo deve avere fiducia nell'operato divino, anche di fronte alle ingiustizie storiche.

  9. Quali sono i principi del Romanticismo secondo Manzoni?
  10. Manzoni evidenziò che il Romanticismo deve avere un fine morale e civile, attingere alla verità storica e trattare argomenti interessanti in un linguaggio accessibile, rifiutando l'irrazionalismo e il sentimentalismo.

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