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Concetti Chiave

  • Manzoni è considerato un mito letterario, rappresentando l'Italia e gli Italiani attraverso il suo romanzo "I Promessi Sposi".
  • La sua conversione al cattolicesimo nel 1810 segna un cambiamento radicale nella sua concezione di letteratura, abbandonando il classicismo aristocratico.
  • Politicamente, Manzoni è un liberale moderato che, deluso dalla storia, affida gli ideali di libertà e giustizia a Dio anziché all'azione umana.
  • Il pessimismo storico di Manzoni evidenzia la natura violenta della storia, vedendo il riscatto possibile solo attraverso l'intervento divino nella morte.
  • Manzoni promuove una nuova idea di letteratura che si basa sulla verità storica, coinvolgendo i lettori e offrendo insegnamenti morali e civili.

Manzoni: Un Mito Letterario

Manzoni è considerato dai suoi contemporanei una specie di mito e il successo del suo romanzo fa di lui l’intellettuale più importante d’Italia. Manzoni, nei Promessi Sposi, aveva già detto tutto, è un libro che rappresenta l’Italia e gli Italiani.

La Conversione di Manzoni

Manzoni rifiuta la sua produzione prima della conversione (Tradizionale classicista) perché aristocratica e basata sulla mitologia (Falsa).

Manzoni è sintetizzato nella formula “Il vero per soggetto, l’interessante per mezzo, l’utile per iscopo”.

Egli rispecchia gli interessi dell’intellettuale romantico sia nell’idea di letteratura che nelle scelte individuali (si converte al cattolicesimo).

Nel 1810 (anno spartiacque), infatti, lui e la moglie (calvinista) aderiscono al cattolicesimo venato dal Giansenismo (visione austera sul piano morale) -> Fatto centrale della sua vita (cambia la sua concezione di letteratura). Manzoni non parlerà mai della sua conversione, è totalmente riservato.

Ideali Politici e Religiosi

A livello politico, è un liberale moderato: crede fortemente negli ideali di uguaglianza, di libertà e di giustizia e, nel periodo della rivoluzione, crede che questi ideali possano essere attuati dall’azione dell’uomo. Il fallimento della rivoluzione, con il terrore prima, e con Napoleone poi, manda in crisi la fiducia di Manzoni nell’azione dell’uomo. Manzoni arriva quindi a credere che, da solo, l’uomo non è in grado di realizzare gli ideali di libertà, uguaglianza e giustizia. Tuttavia, Manzoni ritrova gli stessi valori nel vangelo e allora ritiene che ciò che l’uomo da solo non può fare, lo può fare Dio, il quale, attraverso Cristo, ci ha garantito che il bene trionferà sul male. Manzoni quindi affida la realizzazione di questi ideali a Dio poiché Egli, a differenza dell’uomo, non tradisce.

La conversione di Manzoni è la conseguenza della delusione storica. Questa scelta definisce il cattolicesimo di Manzoni come un cattolicesimo democratico: non è il cattolicesimo del potere (lui è contro il potere temporale del Papa) ma quello dei valori profondi dell’uomo. Il suo è un cattolicesimo aperto: basato sui valori e non sul potere.

Pessimismo Storico e Riscatto

Manzoni ha un profondo pessimismo nei confronti della storia -> La storia, opera dell’uomo, è il susseguirsi di violenza in cui il più forte schiaccia il più debole.

“Non resta che far torto o patirlo” scrive negli Adelchi -> Nella Storia non puoi essere che oppresso o oppressore quindi l’ingiustizia è un dato della storia come la violenza. I potenti sono destinati ad essere oppressori, anche chi non vuole è costretto dalla propria posizione.

Il riscatto è possibile solo nella morte grazie alla “provida sventura” (Ossimoro) cioè all’intervento di Dio che agisce nel momento della morte.

(es. quando Ermengarda si suicida perché Carlo Magno l’ha ripudiata, nella morte trova un nuovo significato alla sua vita: da oppressore, in quanto figlia del re, entra a far parte degli oppressi)

Nuova Idea di Letteratura

Un’altra conseguenza della conversione è il cambiamento della sua idea di letteratura. Manzoni infatti ripudia il classicismo perché è una letteratura aristocratica che utilizza un linguaggio e un immaginario lontano dal popolo, inteso come borghesia. La letteratura deve parlare di cose vive, vicine agli interessi dei lettori, che aiutino il lettore a crescere, a maturare, a riflettere (Letteratura utile).

Nella lettera sul romanticismo (al marchese d’Azeglio), Manzoni definisce la sua poetica:

• Il vero per soggetto -> La letteratura si deve basare sulla storia (Nei P.S. la Lombardia è sotto la dominazione spagnola = romanzo storico)

• L’interessante per mezzo -> Bisogna parlare di cose che coinvolgono i lettori, argomenti vivi (non la mitologia).

• L’utile per scopo -> Deve dare insegnamenti morali e civili al lettore.

Manzoni decide di scrivere un romanzo perché questo, essendo un genere nuovo, gli permette di realizzare pienamente la sua poetica senza sottostare ad un modello precedente.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della conversione di Manzoni nella sua opera?
  2. La conversione di Manzoni al cattolicesimo nel 1810 segna un cambiamento radicale nella sua concezione di letteratura, portandolo a rifiutare la sua produzione precedente e a sviluppare una poetica che riflette i valori umani e morali, come evidenziato nel suo approccio alla letteratura (testo).

  3. Come si manifesta il pessimismo storico di Manzoni?
  4. Manzoni esprime un profondo pessimismo nei confronti della storia, descrivendola come un susseguirsi di violenza in cui i più forti opprimono i più deboli, come affermato nella sua opera "Adelchi" (testo).

  5. Qual è la visione politica di Manzoni?
  6. Manzoni è un liberale moderato che crede negli ideali di uguaglianza, libertà e giustizia, ma dopo il fallimento della rivoluzione, giunge a ritenere che solo Dio possa realizzare questi ideali, come sottolineato nel suo cattolicesimo democratico (testo).

  7. In che modo Manzoni ridefinisce l'idea di letteratura?
  8. Manzoni ripudia il classicismo aristocratico e propone una letteratura che parli di esperienze vive e utili per il lettore, basata su verità storiche e con un intento morale, come descritto nella sua lettera sul romanticismo (testo).

  9. Qual è il ruolo della "provida sventura" nella visione di Manzoni?
  10. La "provida sventura" rappresenta l'intervento di Dio che offre un riscatto nella morte, trasformando la sofferenza in un nuovo significato, come dimostrato nel caso di Ermengarda, che trova redenzione attraverso la sua tragica fine (testo).

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