Concetti Chiave
- La visione di Manzoni sulla storia è pessimista, percepita come un conflitto di forze e ingiustizie, in contrasto con i valori morali autentici.
- Il pessimismo si manifesta anche nei personaggi in autorità, evidenziando la loro incapacità di realizzare giustizia e il dolore umano che ne deriva.
- La religione gioca un ruolo cruciale nella poetica di Manzoni, suggerendo che la storia è intrinsecamente legata ai valori religiosi come giustizia e solidarietà.
- Il concetto di "provvida sventura" evidenzia come le difficoltà e le sofferenze possano avere una funzione salvifica, contribuendo alla crescita spirituale dell'individuo.
- In "I Promessi Sposi", Manzoni introduce per la prima volta protagonisti popolari, spostando il focus dalla nobiltà ai personaggi umili che vivono le ingiustizie della storia.
Indice
La visione pessimista di Manzoni
Manzoni parte dalla constatazione che la storia non è altro un rapporto di forze, di soprusi e di torti subiti o inflitti e che i valori definiti “mondani” si collocano all’opposto degli autentici valori morali. Per questo motivo, possiamo affermare che la visione di partenza della storia è pessimista.
Esso è ben visibile soprattutto nell’ “Adelchi”, ne “I Promessi Sposi” e ne “La Colonna infame”, oltre che in tanti passi di opere di riflessione storica.
Esso si concretizza in una sfiducia sulle possibilità offerte all’uomo di realizzarsi moralmente e forse questo concetto potrebbe costituire un’eredità del pensiero giansenista. Si concretizza anche nell’operato dei personaggi che ricoprono un ruolo di autorità nei confronti dei sudditi (es. re Desiderio) e nella realizzazione della giustizia (cfr. “I Promessi Sposi”). Facciamo qualche esempio: Alla fine del terzo capito de “I Promessi Sposi”, Renzo esclama “a questo mondo c’è giustizia, finalmente!” a cui segue il commento dello scrittore: “Tant’ è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quel che si dica”. In tal senso è significativa anche la figura di padre Cristoforo per il quale gli aspetti negativi dell’esistenza si superano sempre con la fiducia in Dio, un concetto che ci anticipa anche il discorso del diacono Martino nell’ “Adelchi”.
Il ruolo della religione nella storia
Il rapporto fra interesse storico e riflessione religione è uno degli aspetti fondamentali della poetica del Manzoni. Lo troviamo nelle opere scritte intorno al 1820 e soprattutto nell’ “Adelchi”. La storia non può prescindere dalle premesse religiose e dai valori di cui essa è portatrice come la giustizia, la solidarietà, la solidarietà fra gli uomini e la realizzazione di una morale.
La provvida sventura e la funzione salvifica
Tramite la stessa prospettiva religiosa che inizialmente era alla base della svalutazione morale della storia. La fede diventa un’arma per agire nel mondo, per non scoraggiarsi e per superare la passività e la negatività della vita terrena. Viene così introdotto il concetto di “provvida sventura”. Esso sta a significare Dio (= la Provvidenza) permette l’oppressione, l’ingiustizia e la sofferenza come un mezzo per maturare, per purificare l’anima ed accedere più facilmente alla vita ultraterrena. In altre parole si potrebbe dire che il dolore e le avversità contro le quali l’uomo è costretto a lottare durante la sua esistenza terrena hanno una funzione salvifica.
Gli esempi sono numerosi. Ermengarda, essendo stata ripudiata, soffre, ma questo dolore, alla fine le consentono di raggiungere la serenità interiore.
Ne “I Promessi Sposi”, Renzo e Lucia subiscono tante angherie e soprusi, ma alla fine, come dice Renzo stesso, tutto ciò è servito per maturare e non fare più gli stessi errori.
Evoluzione del termine e protagonismo popolare
Il termine subisce un’evoluzione. In “Adelchi”, il volgo è una comparsa, un insieme di individui “sparsi”, senza voce in capitolo, disuniti, che non sanno trovare la forza di reagire e restano sottomessi. Le vicende narrate sono quelli dei personaggi illustri: Desiderio, Ermengarda, Adelchi, ecc… Ne “I Promessi Sposi”, per la prima volta nella storia del romanzo italiano due popolani diventano protagonisti di una vicenda tragica (lo erano già stati quando si trattava di una vicenda comica). Le vicende sono viste attraverso i loro occhi, cioè in base al loro punto di vista. In sostanza, dai personaggi illustri, attraverso la mediazione degli eroi borghesi del Settecento, il fulcro della narrazione passa su due modesti narratori: questo perché la storia è fatta soprattutto dagli umili, dalla gente del popolo.
Domande da interrogazione
- Qual è la visione di Manzoni riguardo alla storia?
- Come si manifesta la sfiducia di Manzoni nelle possibilità di realizzazione morale dell'uomo?
- Qual è il ruolo della religione nella poetica di Manzoni?
- Cosa significa il concetto di "provvida sventura" secondo Manzoni?
- Come evolve il protagonismo popolare nelle opere di Manzoni?
Manzoni presenta una visione pessimista della storia, descrivendola come un rapporto di forze e soprusi, in cui i valori mondani si oppongono a quelli morali autentici.
La sfiducia si concretizza nei personaggi di autorità e nella giustizia, come evidenziato nel commento di Manzoni su Renzo ne "I Promessi Sposi", dove il dolore porta a una visione distorta della giustizia.
La religione è fondamentale nella poetica di Manzoni, poiché la storia è intrinsecamente legata a valori religiosi come giustizia e solidarietà, come si vede nell'opera "Adelchi".
La "provvida sventura" indica che Dio permette l'oppressione e la sofferenza come mezzo per purificare l'anima e prepararla alla vita ultraterrena, trasformando il dolore in una funzione salvifica.
In "Adelchi", il volgo è rappresentato come disunito e sottomesso, mentre in "I Promessi Sposi" i protagonisti diventano due popolani, evidenziando che la storia è fatta soprattutto dagli umili e dalla gente del popolo.