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Concetti Chiave

  • Il dipinto "L'orazione nell'orto" di Mantegna, probabilmente del periodo padovano, rappresenta la preghiera di Cristo nell'Orto degli Ulivi con un forte impatto visivo e simbolico.
  • I discepoli, raffigurati addormentati, si fondono con il paesaggio roccioso, evidenziando la solitudine di Gesù mentre prega verso angeli e Giuda.
  • Lo sfondo mostra una città simbolica di Gerusalemme, con architetture classiche che competono con il paesaggio, utilizzando colori metallici per un effetto drammatico.
  • Il confronto con Bellini rivela uno stile diverso: mentre Mantegna enfatizza la figura e l'architettura, Bellini integra il paesaggio con un approccio più morbido e realistico.
  • Bellini anticipa il tonalismo veneziano, utilizzando colori più dolci e la prospettiva cromatica per conferire profondità e armonia alla scena, in contrasto con la marcatezza di Mantegna.

Qual è il dipinto di Mantegna?

Appartiene probabilmente al periodo padovano di Andrea Mantegna, il dipinto "L'orazione nell'orto", le cui circostanze di creazione ci sono ignote.

Mantegna raffigura la preghiera di Cristo nell'Orto degli Ulivi nella notte in cui fu tradito, ma l'unico elemento che sta a ricordare l'ambientazione evangelica dell'evento è il piccolo arbusto al centro. Egli pone i suoi personaggi in una natura spoglia e pietrificata. Il Cristo è inginocchiato su una roccia dalla quale c'è una grande linea dura e netta - simbolo di una forza disegnativa notevolissima - che crea asperità e determina volumetria. Siamo di fronte ad un disegno marcatissimo, caratteristica principale della pittura del Mantegna.

La scena e i simboli

I tre discepoli, addormentati in riva a un fiume che pare un canale scavato fra lisce pareti rocciose, sembrano anch'essi pezzi di roccia colorati, parti costitutive del paesaggio semidesertico. Essi hanno posturalità diverse, due sono in orizzontale, uno è scorciato verso l'interno. La solitudine di Gesù è sottolineata dal fatto che volge le spalle all'osservatore, mentre prega rivolto verso cinque angeli, simili nell'aspetto ai putti degli antichi rilievi romani, che portano i simboli della passione (la croce, la lancia, la colonna della flagellazione), mentre sulla destra in corrispondenza di una curva sulla strada, Giuda guida la folla di armati che avrebbero dovuto catturare il Cristo. Sull'albero di destra c'è un corvo nero, presagio di morte, in asse con i soldati, mentre i leprotti sulla strada e vicino alla roccia davanti alla quale Gesù è inginocchiato e gli uccelli bianchi nel fiume simboleggiano la vita e la resurrezione.

La città e i colori

Sullo sfondo ritornano le rocce e al di sotto c'è una città, un'architettura imponente che vuole rubare il ruolo di protagonista al paesaggio. Questa è una ricomposizione fantastica simbolica della città di Gerusalemme con elementi simbolo della sua Italia, nei quali notiamo il ritorno del libero arbitrio nel ricostruire città ed architetture mostrando conoscenze di architetture classiche, come la colonna coclide, un anfiteatro.

Per quanto concerne i colori, questi tendono al metallico, sono forti, ed il Mantegna è attento ad accostare il caldo e il freddo per far risaltare con una certa violenza.

Il confronto con Bellini

Una visione dell'opera completamente differente è quella appartenente a Giovanni Bellini, con il quale il Mantegna condivideva anche legami di parentela, avendo sposato la sorella di Bellini. La scena è la stessa ma subito notiamo che Bellini dà assoluto protagonismo al paesaggio, che vince sia sulla figura umana, sia sull'architettura, la quale è presente solo in piccola parte su una collinetta in alto a sinistra che rimanda all'entroterra veneto. L'architettura sembra fondersi con il paesaggio ed è molto più realistica e meno monumentale.

Il tonalismo veneziano

Rispetto al Mantegna, tutto è più morbido, manca quella linea marcata, scolpita, come si può notare dalla roccia su cui il Cristo è inginocchiato, che ha tutte le asperità arrotondate.

I corpi sono più piccoli, ridotti e perdono quel valore scultoreo, entrando in simbiosi con il paesaggio.

Anche per quanto riguarda i colori, la situazione è differente: Bellini addolcisce i colori metallici del Mantegna e pone la basi per il tonalismo veneziano, aspetto della scuola veneziana che compie uno studio tonale. Lo percepiamo nella stesura del cielo, dove la luce di caldo arancio dell'aurora indora i bordi delle nuvole, illuminando le zone più elevate e i contorni dell'angelo, non più carnale e plastico, ma pare di cristallo. La luce non è però la sola fonte luminosa del dipinto: ve n'è infatti un'altra che investe da dietro Gesù facendo balenare il tratteggio dorato con cui è trattato il suo manto azzurro. La profondità è data dal dalla sinuosità delle strade e del fiume, ma soprattutto dall'uso sapiente dei colori caldi, per i primi piani e dei colori freddi, per i piani successivi. Infati Bellini impiega la cosiddetta prospettiva cromatica: una prospettiva, perseguita con i soli mezzi del colore: i colori caldi sembrano venire in avanti rispetto al piano del quadro (e perciò sono detti salienti), mentre quelli freddi sembrano arretrare (perciò detti rientranti).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale del dipinto "L'orazione nell'orto" di Mantegna?
  2. Il dipinto rappresenta la preghiera di Cristo nell'Orto degli Ulivi, evidenziando la solitudine di Gesù e l'ambientazione spoglia, con simboli della passione e presagi di morte e resurrezione (testo).

  3. Come sono rappresentati i discepoli nella scena di Mantegna?
  4. I discepoli sono raffigurati addormentati in riva a un fiume, con posture diverse che li fanno apparire come parti del paesaggio roccioso, sottolineando la loro inattività rispetto alla preghiera di Cristo (testo).

  5. Qual è la differenza principale tra l'opera di Mantegna e quella di Bellini?
  6. Mantegna dà predominanza alla figura di Cristo e alla forza disegnativa, mentre Bellini enfatizza il paesaggio, fondendolo con l'architettura in modo più realistico e morbido (testo).

  7. Come viene utilizzato il colore nel dipinto di Mantegna rispetto a quello di Bellini?
  8. Mantegna utilizza colori metallici e forti, accostando toni caldi e freddi, mentre Bellini addolcisce i colori e impiega la prospettiva cromatica, creando un effetto di profondità e luminosità (testo).

  9. Quali simboli di vita e resurrezione sono presenti nel dipinto di Mantegna?
  10. I leprotti e gli uccelli bianchi nel fiume simboleggiano la vita e la resurrezione, contrastando con il corvo nero, presagio di morte, presente nella scena (testo).

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