Concetti Chiave

  • Il dipinto di Mantegna rappresenta il corpo di Cristo, enfatizzando la pietà attraverso le ferite visibili e la composizione drammatica.
  • La prospettiva è ottenuta tramite uno scorcio violento, che distorce le proporzioni del corpo, mettendo in risalto le sporgenze anatomiche.
  • Mantegna, trasferitosi a Mantova, ha applicato le innovazioni artistiche del Rinascimento, integrando la prospettiva e la rappresentazione realistica.
  • La Camera degli Sposi, affrescata da Mantegna, era una sala di rappresentanza che illustrava la storia e il cerimoniale della famiglia Gonzaga.
  • L'illusione prospettica è creata con finte architetture e un oculo centrale che simula un'apertura verso il cielo, arricchendo l'immagine teatrale.

Il corpo di Cristo

Sdraiato su una lastra di marmo giace senza vita il corpo di Cristo [1], nel momento che precede la sepoltura (lo prova il vaso degli unguenti posto sulla destra accanto al cuscino), lo compiangono tre dolenti figure (sulla sinistra del quadro): la Madonna, Giovanni d’Arimatea e la Maddalena. Prevale un sentimento di pietà per le sofferenze subite dal Cristo: in primo piano, volutamente esibiti, vediamo i piedi e le mani ferite dai chiodi.

La prospettiva di Mantegna

La tragicità della scena è ottenuta con lo “scorcio” violento con cui l’autore rappresenta il corpo di Cristo, soluzione che ne “accorcia” la figura e ne deforma l’aspetto. La figura è priva di ogni armonica proporzione; ne sono messe in risalto le sporgenze anatomiche, in particolare il torace rigonfio. Inoltre, la visione ravvicinata porta in primo piano lo spigolo del basamento, proiettando verso lo spettatore i piedi prominenti. La composizione del dipinto è organizzata lungo l’asse verticale, che divide a metà la figura di Cristo, iniziando dal capo – reclinato verso destra – per proseguire al centro lungo la linea del costato e finire in basso nel fitto panneggio del sudario, le cui pieghe triangolari affondano tra le gambe. L’autore di questo prodigioso effetto prospettico è il pittore padovano Andrea Mantegna (1431-1506), grande interprete della stagione dell’Umanesimo nel Nord Italia.Egli è arrivato con quest’opera a un risultato di perfetto equilibrio tra le esigenze della visione prospettica e la rappresentazione drammatica della realtà.

Mantegna e il Rinascimento a Mantova

Mantova, tra le città del nord Italia, fu luogo di primo piano nel rinnovamento culturale del Rinascimento. Modellata sulla storia e sulle ambizioni della famiglia Gonzaga, fu la capitale di un piccolo ma florido Stato. Qui si trasferì, verso il 1460, l’artista padovano per assumervi l’incarico di pittore di corte. Profondo conoscitore dell’antichità, Mantegna fu tra i primi artisti ad applicare le novità artistiche introdotte da Masaccio e da Donatello a Firenze: il rigoroso uso della prospettiva, lo studio dell’arte classica, la rappresentazione realistica della figura umana.

La Camera degli Sposi

La «Camera degli Sposi»Nel Castello di san Giorgio, grandiosa residenza dei Gonzaga, Mantegna realizzò l’affresco della Camera degli Sposi. La stanza era luogo di rappresentanza della corte e non ebbe mai funzione di camera nuziale, come lascerebbe intendere il nome. Nella sala erano ricevuti in udienza ambasciatori e ospiti di riguardo e gli affreschi servivano a esaltare il cerimoniale sfarzoso e la storia gloriosa della famiglia. I soggetti che decorano le pareti e le volte sono scene di vita di corte. Vi sono raffigurati Ludovico Gonzaga e la moglie Barbara di Brandeburgo, assieme ad altri membri della famiglia. Nella scena qui riprodotta vediamo Ludovico Gonzaga mentre riceve una notizia molto importante per le sorti della dinastia: la nomina del figlio Francesco a Cardinale.

L'illusione prospettica

Grazie all’uso di finte architetture e di pesanti tendaggi, il pittore ha saputo collocare i vari personaggi in un immaginario spazio teatrale. Al centro della volta ha inserito un finto «oculo», cioè un’ampia apertura circolare, oltre la quale appare il cielo terso, solcato da nuvole. Dalla balconata si affacciano incuriositi dame, putti alati e un pavone, tutti visti dal basso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del corpo di Cristo nel dipinto di Mantegna?
  2. Il corpo di Cristo, sdraiato su una lastra di marmo, rappresenta il momento che precede la sepoltura, evocando un forte sentimento di pietà per le sue sofferenze, evidenziate dalle mani e dai piedi feriti dai chiodi.

  3. Come Mantegna utilizza la prospettiva per rappresentare il corpo di Cristo?
  4. Mantegna impiega uno “scorcio” violento che accorcia la figura di Cristo e ne deforma l’aspetto, enfatizzando le sporgenze anatomiche e creando un effetto prospettico che coinvolge lo spettatore, come evidenziato dalla composizione verticale del dipinto.

  5. Qual è il contesto storico e culturale di Mantova durante il Rinascimento?
  6. Mantova, sotto la guida della famiglia Gonzaga, fu un centro cruciale per il rinnovamento culturale del Rinascimento, dove Mantegna, trasferitosi nel 1460, applicò le innovazioni artistiche di Masaccio e Donatello, integrando la prospettiva e la rappresentazione realistica.

  7. Qual è la funzione della Camera degli Sposi nel Castello di San Giorgio?
  8. La Camera degli Sposi, pur non essendo una camera nuziale, era un luogo di rappresentanza per la corte, dove Mantegna realizzò affreschi che esaltavano il cerimoniale e la storia della famiglia Gonzaga, raffigurando scene di vita di corte.

  9. Come Mantegna crea l'illusione prospettica nella Camera degli Sposi?
  10. Mantegna utilizza finte architetture e tendaggi pesanti per collocare i personaggi in uno spazio teatrale immaginario, inserendo un finto “oculo” al centro della volta che mostra il cielo, creando un effetto di profondità e coinvolgimento visivo.

Domande e risposte

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