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Concetti Chiave

  • La tela fu rifiutata dal Salon Ufficiale per il soggetto controverso e per la tecnica pittorica che non seguiva le regole accademiche.
  • Manet, proveniente da una famiglia borghese, si formò studiando i maestri del passato e fu influenzato da Courbet, pur non accettando completamente il suo realismo.
  • Nonostante le sue affermazioni, Manet si preoccupava del soggetto e lavorava su composizioni tematiche che richiamano la storia della pittura.
  • La luce nei suoi dipinti è integrata con il colore, creando una sovrapposizione di macchie che non delineano forme attraverso il chiaro-scuro.
  • La natura morta in primo piano evidenzia l'interazione cromatica, sottolineando la trasparenza e l'armonia dei colori nel dipinto.

Rifiuto del salon ufficiale

Questa tela venne esposta molti anni prima della mostra degli Impressionisti, ma fu respinta dal Salon Ufficiale.

Il pubblico e la critica si opposero all'assurdità del soggetto (una donna nuda in un bosco, con accanto due signori vestiti) e per la stesura pittorica senza chiaroscuro e rilievo a zone di colore piatto e anche per un motivo tecnico, il pittore non rispetta le regole accademiche.

Formazione e influenze di manet

Manet apparteneva ad una famiglia dell'alta borghesia, frequentava la società elegante, viaggiava, ed era amico di letterati e poeti.

Si era formato nello studio di un accademico e lavorando al Louvre sulle opere dei maestri del passato come i veneti del 500, gli olandesi del 600, gli spagnoli.

Dei contemporanei lo interessava Courbet, ma non accettava se non in parte, il suo programma realistico.

Dichiarazioni artistiche di manet

Manet dichiarò di essere del proprio tempo, e di dipingere quello che si vede; ma non significava ritrarre la gente, narrare la cronaca del proprio tempo.

Ma non era vero che Manet fosse indifferente al soggetto e si preoccupava soltanto dell'effetto coloristico.
Ha studiato molto il tema e la composizione del Dejeuner.

Il tema della conversazione di figure nude e vestite in un paesaggio è quello di un quadro veneto del 500.

Manet non si preoccupava de l soggetto come azione o episodio, ma elabora un materiale compositivo e tematico che appartiene alla storia della pitttura.

Luce e colore nel paesaggio

La luce non è un raggio che colpisce i corpi, accentuando le parti sporgenti e lasciando nell'ombra le rientranti; la quantità di luce si immedesima con la qualità dei colori.

Il paesaggio ha una struttura prospettica, con 3 aperture a cannocchiale sulla luce del fondo; ma acqua, erba e fronde formano tanti velari trasparenti e paralleli, che si sovrappongono formando zone più dense.

Se la luce s'immedesima col colore, non può modellare la forma con i passaggi o i riscontri di chiaro e di scuro; e non essendoci un effetto di volume, non può esserci un effetto corrispondente di vuoto.

Non c'è distinzione tra i corpi solidi e lo spazio che li contiene; nell'immagine non si sono elementi positivi e negativi, tutto è correlato al colore.

Figure e forme formano un unico contesto.

Natura morta e trasparenza

La natura morta di vesti e di frutta che c'è in primo piano: il celeste delle stoffe ed il verde delle foglie prendono risalto a contatto del giallo del pane e del cappello di paglia.

Il bianco dei lini ed il nero del nastro di velluto sul cappello non sono i due estremi di una gradazione cromatica, ma due note o timbri di colore di pari intensità e valore.

In basso a sinistra c'è una natura morta: il celeste delle stoffe e il verde delle foglie risultano in contrasto con il giallo del pane, del cappello di paglia e con il rosso dei frutti.

Il motivo del quadro è la trasparenza dell'acqua, nell'ombra umida del bosco.

Non c'è distinzione tra luce o ombra, ci sono solo delle macchie di colore che si sovrappongono le une con le altre, influenzandosi a vicenda.

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Domande da interrogazione

  1. Perché la tela di Manet fu rifiutata dal Salon Ufficiale?
  2. La tela fu respinta a causa dell'assurdità del soggetto e della stesura pittorica priva di chiaroscuro, non rispettando le regole accademiche.

  3. Quali influenze formative hanno plasmato lo stile di Manet?
  4. Manet si formò nello studio di un accademico e studiò opere dei maestri del passato, come i veneti del '500 e gli olandesi del '600, pur essendo influenzato anche da Courbet.

  5. Qual è la visione artistica di Manet riguardo al soggetto delle sue opere?
  6. Manet affermò di dipingere ciò che vede, ma non si limitava a ritrarre la cronaca del suo tempo; si preoccupava della composizione e del tema, come dimostra il suo studio sul Dejeuner.

  7. Come si manifesta la luce e il colore nel paesaggio di Manet?
  8. La luce si fonde con i colori, creando una struttura prospettica senza distinzione tra corpi solidi e spazio, dove tutto è correlato al colore e non ci sono effetti di volume.

  9. Qual è il significato della natura morta presente nell'opera di Manet?
  10. La natura morta evidenzia il contrasto tra i colori, come il celeste delle stoffe e il giallo del pane, e rappresenta la trasparenza dell'acqua, con macchie di colore che si sovrappongono senza distinzione tra luce e ombra.

Domande e risposte

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