Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Machiavelli considera la storia antica come un modello esemplare per la politica moderna, sottolineando l'importanza dell'analisi storica.
  • Critica i suoi contemporanei per la loro incapacità di comprendere e applicare le virtù descritte negli scritti degli antichi storici.
  • I Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio nascono per facilitare la comprensione e l'utilizzo degli insegnamenti storici nella governance.
  • Machiavelli evidenzia l'importanza dell'esperienza, sebbene in modo meno prominente rispetto a quanto fatto nel Principe.
  • Non si può ridurre i Discorsi a un'opera puramente storica, poiché essa ha forti implicazioni per l'azione politica.

Indice

  1. Il valore della storia antica
  2. Critica ai contemporanei
  3. Scopo dei Discorsi di Machiavelli

Il valore della storia antica

Il proemio costituisce «una sorta di “cappello” a carattere teorico» che Machiavelli premette all’opera (G. Procacci): centro argomentativo è la dichiarazione del valore esemplare della storia antica in ottica moderna e la conseguente affermazione dello stretto nesso che lega l’analisi storica e la politica.

Critica ai contemporanei

Da qui scaturisce anche una polemica contro i contemporanei, incapaci di comprendere l’autentico significato dei testi degli antichi storici, nei quali sono descritte virtuosissime azioni che vengono però «più tosto ammirate che imitate» (r. 20): essi sono dunque incapaci di servirsi di quegli autorevoli esempi nel governo e nel mantenimento dello Stato, come invece fanno i giuristi e i medici, che fondano la loro scienza, rispettivamente, sulle «sentenze date dagli antiqui iureconsulti» (r. 26) e sulle «esperienze fatte dagli antiqui medici» (r. 28).

Scopo dei Discorsi di Machiavelli

Per questo, conclude Machiavelli, nascono i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio: per illustrare il testo liviano, favorendo quella «maggiore intelligenzia d’esso» (r. 46) utile a fare in modo che «coloro che leggeranno queste mie declarazioni possino più facilmente trarne quella utilità per la quale si debbe cercare la cognizione delle storie» (rr. 46-48).

Decisivo appare il richiamo finale all’utilità, che misura il valore attribuito da Machiavelli alla storia antica; mentre sempre presente resta il criterio dell’esperienza, sebbene in tono minore rispetto al Principe. Sarebbe dunque riduttivo pensare ai Discorsi come a un’opera eminentemente storica, che nulla abbia a vedere con l’azione politica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il valore esemplare della storia antica secondo Machiavelli?
  2. Machiavelli sottolinea l'importanza della storia antica come esempio per la politica moderna, evidenziando il nesso tra analisi storica e governo, e criticando i contemporanei per la loro incapacità di trarre insegnamenti dai testi storici (r. 20).

  3. Qual è la critica di Machiavelli nei confronti dei suoi contemporanei?
  4. Machiavelli critica i suoi contemporanei per non comprendere il significato autentico delle azioni virtuose descritte dagli antichi storici, che vengono ammirate ma non imitate, a differenza di giuristi e medici che si basano su esempi storici e esperienze passate (r. 26-28).

  5. Qual è lo scopo dei "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio"?
  6. I "Discorsi" nascono per illustrare il testo di Tito Livio e facilitare la comprensione della storia, affinché i lettori possano trarre utilità dalla conoscenza storica, evidenziando così l'importanza della storia antica per l'azione politica (r. 46-48).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community