Concetti Chiave
- Il principato nuovo è descritto come la soluzione per la rovina dell'Italia, dove sia il principe che la formazione del principato sono inediti.
- Machiavelli sottolinea l'importanza dell'imitazione dei grandi uomini del passato nel contesto politico, suggerendo che i principi devono ispirarsi a modelli virtuosi.
- I principi che conquistano il potere grazie alla virtù affrontano più difficoltà nel mantenere il potere, specialmente quando introducono nuovi ordinamenti.
- La forza è cruciale per un principe nuovo per poter imporre i propri ordinamenti e non dipendere dal consenso dei sudditi, come dimostra il caso di Savonarola.
- La fortuna è vista come un insieme di circostanze storiche che la virtù può sfruttare per il successo, ma senza fortuna la virtù non può manifestarsi pienamente.
Indice
Esame dei Principati Nuovi
Dopo aver passato in rassegna i vari tipi di principato, lo scrittore li esamina singolarmente. Egli riserva la maggiore attenzione al principato nuovo perché questo tipo dovrebbe essere l’organismo statale più adatto per costituire l’unico rimedio alla rovina in cui si trova l’Italia. Per principato nuovo si intende laddove non solo il principe è nuovo, anche la formazione del principato è di nuova costituzione.
Imitazione e Virtù nel Principato
All’inizio, il testo, dopo un’introduzione in stile colloquiale, lo scrittore afferma un principio cardine del periodo umanistico-rinascimentale: l’imitazione dei grandi uomini del passato, come modelli di comportamento. Tuttavia, con Machiavelli abbiamo una specificità: il principio di imitazione è trasferito dall’ambito artistico-letterario a quello politico. Dopo una rapida enunciazione delle difficoltà del principato nuovo che sono in rapporto diretto con la virtù del principe e la distinzione della genesi del principato nuovo o per fortuna o per virtù propria, si entra nel vivo della trattazione: la rassegna dei fondatori dei principati nuovi che devono essere imitati per raggiungere l’obiettivo.
Egli spiega che gli uomini camminano sempre lungo le vie battute dagli altri e agiscono per imitazione di un modello, ma, allo stesso tempo, non possono eguagliare il valore di questi modelli. Quindi un uomo saggio deve seguire le orme dei grandi uomini e imitarli in modo che, anche se non raggiunge l'altezza dei propri modelli, gli assomigli almeno in qualcosa. Il saggio, dunque, agirà come i più accorti arcieri, i quali dopo aver giudicato il proprio bersaglio troppo lontano e conoscendo i limiti del proprio arco, mirano molto più in alto per colpire il loro bersaglio.
Esempi di Principi Virtuosi?
Mosè, Ciro, Romolo, Teseo, diventarono principi grazie alle loro capacità (= virtù) e non per fortuna. Coloro che diventano principi con la sola virtù conquisteranno il principato con più difficoltà, ma allo stesso tempo per loro sarà più facile mantenerlo. Le difficoltà sorgeranno nel caso di nuovi ordinamenti introdotti dal Principe: sarà ostacolato da chi, dai vecchi ordinamenti, aveva un utile; mentre potrà contare su un appoggio da tutti coloro che dalle nuove istituzioni trarrebbero un vantaggio. Il Principe deve essere in grado di agire da solo imponendosi con la forza e senza contare sull’appoggio degli altri, altrimenti va in rovina.
Ecco perché tutti i profeti armati vinsero e tutti i profeti disarmati andarono in rovina. Infatti Mosè, Cirò, Teseo se fossero stati disarmati non avrebbero potuto far osservare i loro ordinamenti, come invece accadde a Girolamo Savonarola, il quale non possedeva i mezzi capaci di tener sotto controllo coloro che gli avevano creduto, né di far credere agli increduli. Esempio di grande importanza è Gerone Siracusano, il quale diventò principe di Siracusa e la fortuna gli fornì soltanto l’occasione: fece grande fatica nel conquistare il principato, ma gli fu facile mantenerlo.
Fortuna e Forza nel Principato
La rassegna dei personaggi esemplari contiene due concetti fondamentali:
1) la Fortuna, che coincide con il termine “occasione”, cioè un insieme di circostanze storiche che la Virtù può sfruttare senza le quali essa non potrebbe esprimersi (es. la schiavitù del popolo di Israele nel caso di Mosè, la scarsa disponibilità di spazio di Alba, nel caso di Romolo)
2) la necessita per il Principe nuovo di introdurre nuovi ordini e modi, cioè ordinamenti e istituzioni diverse da quelle a cui il popolo conquistato era abituato
Questo secondo concetto introduce un elemento nuovo: per introdurre ordini nuove occorre che il principe possa disporre della forza e ciò gli permetterà di non dipendere dalla mutabilità degli umori dei propri sudditi. Il riferimento a Savonarola costituisce un esempio contrario rispetto alla teoria di Machiavelli. Egli ha fatto troppo affidamento sul consenso, ma non ha avuto la forza per imporre la sua volontà a coloro che gli negavano il consenso: per questo motivo, egli cadde insieme ai suoi nuovi ordinamenti. Questa considerazione dimostra che la forza di poter disporre di armi proprie costituisce un elemento di decisiva importanza.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del principato nuovo secondo Machiavelli?
- Come si collega il concetto di imitazione alla virtù del principe?
- Quali sono le difficoltà che un principe virtuoso deve affrontare?
- Qual è il ruolo della forza nel mantenimento del principato?
- Come si definisce la fortuna nel contesto del principato?
Machiavelli considera il principato nuovo come l'unico rimedio alla rovina dell'Italia, evidenziando che non solo il principe è nuovo, ma anche la formazione del principato è di nuova costituzione.
Machiavelli trasferisce il principio di imitazione dall'ambito artistico a quello politico, suggerendo che un uomo saggio deve seguire i modelli dei grandi uomini del passato, anche se non può eguagliarli completamente.
Un principe virtuoso, pur conquistando il potere con difficoltà, deve affrontare ostacoli legati ai vecchi ordinamenti e può contare sul supporto di coloro che beneficiano delle nuove istituzioni.
La forza è fondamentale per il principe, poiché senza di essa non può imporre i nuovi ordinamenti e rischia di cadere, come dimostra il caso di Girolamo Savonarola, che non aveva i mezzi per mantenere il controllo.
La fortuna è vista come un insieme di circostanze storiche che il principe può sfruttare; senza queste occasioni, la virtù del principe non può esprimersi pienamente, come nel caso di Mosè e Romolo.