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Concetti Chiave

  • Machiavelli esplora il conflitto tra virtù e fortuna, affermando che la fortuna influisce su metà delle azioni umane, mentre l'altra metà è nelle mani dell'uomo.
  • L'autore paragona la fortuna a un fiume in piena, evidenziando come la virtù possa fungere da argine per resistere agli eventi avversi.
  • Un principe che si basa esclusivamente sulla fortuna è condannato al fallimento, mentre la virtù consiste nel sapersi adattare alle circostanze.
  • Machiavelli esprime un pessimismo riguardo alla capacità umana di cambiare la propria natura, suggerendo che il successo dipende più dalle circostanze esterne.
  • Il filosofo preferisce un temperamento impetuoso, poiché considera che la fortuna favorisca i giovani audaci, capaci di dominare le avversità.

Il Dilemma tra Virtù e Fortuna

Machiavelli affronta in modo sistematico la questione del rapporto fra virtù e fortuna, già presente in diversi luoghi del Principe. L’autore indaga i confini delle due forze, che orientano le azioni degli uomini e che sono in conflitto fra loro. Se ogni evento fosse determinato dalla fortuna, a nulla varrebbe l’impegno della virtù: sarebbe allora più logico per gli uomini «lasciarsi governare alla sorte» (r. 7). Ma così non è, e non è spento, dunque, «il nostro libero arbitrio», perché è vero che la fortuna è «arbitra della metà delle azioni nostre», ma «lei ne lasci governare l’altra metà ... a noi» (rr. 13-14).

L'Influenza della Fortuna e della Virtù

Machiavelli, muovendo da questo postulato (affermazione non dimostrata che viene posta a fondamento di una dimostrazione), riconosce quindi l’influenza della fortuna sugli eventi umani, ma fa salvo al tempo stesso il valore della virtù umana, che costituisce un argine alla «potenza» della fortuna, straripante solamente «dove non è ordinata virtù a resisterle» (rr. 21-22). Come sempre accade nella scrittura di Machiavelli, il ragionamento generale è reso prima attraverso un paragone tratto dal piano della natura, che associa la fortuna a un fiume in piena, e poi messo in rapporto con il dato di realtà, attraverso l’esempio della situazione dell’Italia travolta da ogni rivolgimento della fortuna perché è «sanza argini e sanza alcuno riparo» (rr. 26-27).

Il Principe e le Circostanze Esterne

Il rapporto tra fortuna e virtù, così stabilito «in universali» (ovvero in termini generali), è ugualmente riscontrabile, quanto «a’ particulari», nella vicenda del singolo principe, che senza aver mutato in nulla la propria natura «si vede oggi . felicitare e domani rumare» (rr. 37-39). Si pone allora un’altra sottile distinzione: Machiavelli rileva che è destinato alla rovina il «principe, che si appoggia tutto in su la fortuna» (rr. 44-46), perché questi cadrà al primo rivolgersi di quella, ed è invece virtù del principe saper riscontrare, ovvero accordare il suo comportamento alle caratteristiche dei tempi.

La Natura Umana e il Successo

A questo punto, però, il ragionamento trova un ostacolo nel pessimismo di fondo espresso da Machiavelli circa l’effettiva possibilità per l’uomo di modificare la sua natura: un soggetto cauto e riflessivo assai difficilmente potrà trasformarsi in impetuoso e viceversa. Egli pertanto vedrà arridergli il successo nella misura in cui i tempi richiedano proprio le qualità che lo contraddistinguono. Dal che deriva, come limpidamente espresso dall’esempio di papa Giulio II, che la riuscita di un principe torna a dipendere più dalle circostanze esterne (e quindi dalla fortuna) che non dalla sua virtù. Non a caso, la conclusione del capitolo è affidata non a un’argomentazione logica quanto a un “atto di fede”, ovvero a un’affermazione inconfutabile che nell’ottica machiavelliana non ha bisogno di dimostrazione: non potendo l’uomo mutare la sua natura, tra un temperamento ispirato a cautela e uno mosso dall’impeto, è preferibile il secondo perché la fortuna è donna e ama i giovani che, con la loro irruenza, sono capaci di sottometterla. L’immagine, grazie alla sua forza comunicativa, taglia di netto, con uno slancio improvviso, un nodo che l’argomentazione razionale non aveva potuto sciogliere, rimettendo così in apparente equilibrio le due forze della virtù e della fortuna.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il rapporto tra virtù e fortuna secondo Machiavelli?
  2. Machiavelli sostiene che la fortuna influisce su metà delle azioni umane, ma l'altra metà è sotto il controllo del libero arbitrio, evidenziando l'importanza della virtù nel contrastare la potenza della fortuna.

  3. Come descrive Machiavelli l'influenza della fortuna sugli eventi umani?
  4. Machiavelli paragona la fortuna a un fiume in piena, capace di travolgere gli eventi quando non c'è virtù a resisterle, come dimostra la situazione dell'Italia, priva di argini e ripari.

  5. Qual è il destino di un principe che si affida completamente alla fortuna?
  6. Un principe che si appoggia solo sulla fortuna è destinato alla rovina, poiché cadrà al primo cambiamento di essa; la virtù del principe consiste nel sapersi adattare alle circostanze.

  7. In che modo la natura umana influisce sul successo di un principe?
  8. Machiavelli esprime un pessimismo riguardo alla possibilità di cambiare la propria natura; il successo di un principe dipende dalle circostanze esterne più che dalla sua virtù, come dimostra l'esempio di papa Giulio II.

  9. Qual è la conclusione di Machiavelli riguardo alla preferenza tra cautela e impeto?
  10. Machiavelli conclude che, poiché la fortuna è donna e favorisce i giovani impetuosi, è preferibile avere un temperamento mosso dall'irruenza piuttosto che dalla cautela, per sottomettere la fortuna.

Domande e risposte

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