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Concetti Chiave

  • Machiavelli, nato nel 1469 e morto nel 1527, scrisse il "De Principatibus" per fornire insegnamenti politici a Lorenzo De Medici, unendo scientificità e personalità.
  • La crisi d'Italia portò Machiavelli a sostenere la necessità di un principato, preferendo la repubblica ma riconoscendo la realtà politica del suo tempo.
  • Il concetto di verità effettuale implica governare tenendo conto delle situazioni concrete, distinguendo tra un principe autentico e un tiranno.
  • Machiavelli introduce una nuova morale politica, suggerendo che il "Buon Principe" agisce per il bene comune, a volte anche eliminando ostacoli contro il bene.
  • La Fortuna è vista come una forza imprevedibile che il principe deve temere, mentre la virtù consente di affrontarne i cambiamenti e cogliere le opportunità.

Qual è la vita e l'opera di Machiavelli?

Nato nel 1469, morto nel 1527. Scrisse il "De Principatibus" nel 1513. Ogni capitolo di quest'opera ha un titolo in latino. Si tratta di un trattato politico dedicato al Principe Lorenzo De Medici. Lo scopo ufficiale di quest'opera era quello che Machiavelli volesse dare insegnamenti e consigli personali di tipo politico a Lorenzo De Medici. Mentre lo scope personale, invece, di Machiavelli era quello di essere richiamato alla vita politica. Nell'opera si mescolano scientificità e personalità/passionalità. Infatti Machiavelli era un teorico portato a risalire a leggi generali, ma anche ad azioni che volevano incidere sulla realtà.

La crisi d'Italia e il principato

A partire dalla consapevolezza della crisi d'Italia, Machiavelli arrivò alla conclusione/convinzione della necessità della figura del principe. Niccolò sente la necessità di riprendere e imitare i modelli politici antichi. In realtà egli preferiva e privilegiava in linea teorica la repubblica, ma, non volendo porre un'utopia e volendosi attenere alla realtà, sosteneva che per l'Italia di quel tempo, la forma di governo adatta era il principato.

Machiavelli elabora poi un concetto che definisce verità effettuale e che riguarda la necessità di aderire alla realtà e non cedere nell'idealizzazione.

La verità effettuale e il buon governo

Nella sua opera Machiavelli propone un principe che governi per il bene dello stato tenendo conto della verità effettuale, quindi delle situazioni concrete. Questo è l'autentico principe, secondo Machiavelli. Al contrario chi governa solo per trarne vantaggio è un tiranno. Sostiene inoltre che nella politica non si debba rispettare la morale tradizionale, ad esempio quella religiosa. Proprio per aver ideato/teorizzato una morale autonoma politica, il poeta inserisce una novità rivoluzionaria, mette in discussione la politica stessa.

Per Machiavelli, il "Principe buono" è detto così, quindi è tale, secondo la morale comune, mentre al contrario il "Buon Principe" è tale poiché mantiene il bene comune dello stato ad ogni costo, eliminando ogni ostacolo, anche se ciò va contro il bene, quindi di può arrivare anche alla cosiddetta eliminazione fisica di una persona nel caso in cui sia un possibile problema per il bene comune.

Machiavelli mette insieme presente e passato, tipico uso rinascimentale. Passato e futuro si equilibrano perfettamente. E' importante rifarsi alla conoscenza del passato quanto alla contemporaneità e alle sue esperienze.

Il concetto di fortuna e virtù

Esiste per Machiavelli una forza esterna al principe che egli deve temere, La Fortuna. Essa è fortemente imprevedibile e a volte può essere anche nemica. La concezione della fortuna di Machiavelli è simile a quella di Ariosto, con la differenza che per Machiavelli, l'uomo può mettersi al sicuro dai cambiamenti della fortuna facendo ricorso alla propria virtù. L'uomo deve essere in grado di prevedere gli avvenimenti che potrebbero essere a lui avversi, grazie alla sua virtù.

L'abilità dell'uomo sta nel cogliere le occasioni che possono essere offerte dalla fortuna.

Il principe deve inoltre essere mezzo uomo e mezzo bestia. Egli deve quindi avere qualità umane e bestiali, in particolare deve possedere le qualità del leone, per via della forza, e della volpe, per via dell'astuzia.

Stile e complessità di Machiavelli

Lo stile di Machiavelli è incisivo e complesso, in relazione alla complessità degli argomenti che utilizza. La sintassi è empia e spesso ipotattica, il lessico contiene sia parole auliche che ricercate che parole più colloquiali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale dell'opera "De Principatibus" di Machiavelli?
  2. L'opera è dedicata al Principe Lorenzo De Medici e ha lo scopo di fornire insegnamenti e consigli politici, con l'intento personale di Machiavelli di essere richiamato alla vita politica (testo).

  3. Qual è la posizione di Machiavelli riguardo alla forma di governo più adatta per l'Italia del suo tempo?
  4. Machiavelli, pur preferendo teoricamente la repubblica, conclude che per l'Italia in crisi la forma di governo più adatta è il principato, ritenendo necessaria la figura del principe (testo).

  5. Cosa intende Machiavelli con il concetto di "verità effettuale"?
  6. La "verità effettuale" si riferisce alla necessità di governare tenendo conto delle situazioni concrete, piuttosto che idealizzare, e distingue tra un principe autentico e un tiranno (testo).

  7. Come si differenziano il "Principe buono" e il "Buon Principe" secondo Machiavelli?
  8. Il "Principe buono" è considerato tale secondo la morale comune, mentre il "Buon Principe" agisce per il bene comune dello stato, anche a costo di eliminare ostacoli, inclusi individui problematici (testo).

  9. Qual è il ruolo della Fortuna e della virtù nel pensiero di Machiavelli?
  10. Machiavelli vede la Fortuna come una forza imprevedibile che il principe deve temere, ma sostiene che l'uomo può proteggersi dai suoi cambiamenti attraverso la propria virtù, cogliendo le opportunità che essa offre (testo).

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