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Concetti Chiave

  • La Macedonia, un regno potente e ricco di risorse, si sviluppò mentre le città greche erano impegnate in conflitti interni, considerandola barbarica.
  • Filippo II riformò l'esercito macedone ispirandosi all'esercito tebano, creando la falange, una formazione militare innovativa e letale.
  • La battaglia di Cheronea nel 338 a.C. segnò l'unione delle città greche sotto l'egemonia macedone, grazie alla leadership di Filippo II e all'audacia di Alessandro.
  • Alessandro, figlio di Filippo II, si distinse nella battaglia a soli diciotto anni, emergendo come un leader carismatico per la Macedonia.
  • La morte di Filippo II nel 336 a.C. portò Alessandro, ancora adolescente, a succedergli e a proseguire le sue ambizioni militari.

La nascita del regno di Macedonia

Mentre le città greche si esautivano combattendo l’una contro l’altra, a Nord della Tessaglia si formava il potente regno di Macedonia. La Macedonia era un vasto paese, ricco di foreste, solcato da fiumi, circondato dai monti, abitato da un popolo ariano affine a quello greco per razza e per lingua, ma di civiltà inferiore, tanto che i Greci lo consideravano barbaro. I Macedono erano agricoltori, allevatori di bestiame e rudi guerrieri. La Macedonia era governata da una monarchia ereditaria; al tempo della decadenza greca ne era re Filippo II che, da giovane, era vissuto a Tebe come ostaggio e conosceva bene la Grecia.

Le riforme militari di Filippo II

Tornato in patria egli riformò l’esercito sull’esempio di quello tebano ed organizzò la falange, formazione militare composta da 1600 guerrieri, divisi in 16 file serrate; erano armati di lancia, e ogni fila aveva lancie più lunghe della precedente, che raggiungevano il davanti; si costituiva così una parete avanzante di punte acuminate, contro la quale si infrangevano gli attacchi nemici. Agili cavalieri proteggevano i fianchi della falange.

L'ascesa di Alessandro

Dopo aver creato un simile formidabile strumento di guerra, Filippo intervenne con successo nelle continue contese fra le città greche. Un grande oratore ateniese, Demostene, con infiammanti orazioni, dette “Filippiche” perché pronunciate contro il re macedone, convinse Atene, Tebe ed altre città ancora libere a combattere per la libertà. Ma nel 338 a. C. a Cheronea, gli alleati furono battuti e tutte le città greche vennero unite in una confederazione sotto l’egemonia della Macedonia. Nella battaglia si era distinto per audacia e valore il diciottenne principe ereditario di Macedonia: Alessandro. Per la incapacità delle città-stato a superare le gelosie e le discordie, l’unione della Grecia era venuta per mano di uno straniero e a prezzo della libertà. Filippo si preparava alla guerra contro i Persiani quando, nel 336, fu ucciso. Gli succedette il figlio Alessandro non ancora ventenne.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le caratteristiche principali del regno di Macedonia all'epoca di Filippo II?
  2. Il regno di Macedonia era un vasto territorio ricco di risorse naturali, abitato da un popolo ariano considerato barbaro dai Greci. Era governato da una monarchia ereditaria e, sotto Filippo II, si distinse per le sue riforme militari e l'organizzazione dell'esercito.

  3. Come Filippo II riformò l'esercito macedone?
  4. Filippo II riformò l'esercito ispirandosi a quello tebano, creando la falange, una formazione militare composta da 1600 guerrieri disposti in 16 file serrate, armati di lance di diverse lunghezze, supportati da cavalieri per proteggere i fianchi.

  5. Qual è stato il ruolo di Alessandro nella battaglia di Cheronea?
  6. Alessandro, all'epoca diciottenne, si distinse per audacia e valore nella battaglia di Cheronea del 338 a.C., che portò alla sconfitta delle città greche e all'unione della Grecia sotto l'egemonia della Macedonia, segnando un momento cruciale nella storia greca.

Domande e risposte

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