Concetti Chiave
- Nel 1494, Firenze vive un periodo di instabilità politica con l'inizio delle invasioni straniere e la cacciata dei Medici, aprendo la strada a Savonarola.
- Savonarola, che predicava contro la corruzione, assume il potere e trasforma Firenze in una repubblica, ma la sua popolarità diminuisce rapidamente, portando alla sua condanna al rogo.
- Machiavelli, critico nei confronti di Savonarola, diventa un importante funzionario nella repubblica fiorentina e sviluppa una passione per la politica e l'organizzazione militare.
- Dopo il ritorno dei Medici nel 1512, Machiavelli viene allontanato dal potere, ma continua a scrivere opere fondamentali sul potere e sulla politica, tra cui "Il Principe".
- Le riflessioni di Machiavelli si concentrano sulla conquista, il mantenimento e la perdita del potere, sottolineando il rapporto tra fortuna e virtù e la necessità di astuzia nel governare.
Il contesto storico di Firenze
-affronta il discorso del potere
-vive in una città comunale, a Firenze nel 1494 quando incominciano le invasioni straniere
-nato nel 68
Savonarola e la repubblica fiorentina
-i medici vengono cacciati e prende il potere Savonarola che predicava contro la corruzione che c'era a Firenze, la città torna ad essere un comune
-Savonarola si rende odioso e viene condannato al rogo e Firenze diventa una repubblica
Machiavelli e la politica
-A Machiavelli non piaceva Savonarola
-Machiavelli aveva la passione della politica e organizza le milizie cittadine, diventa segretario della cancelleria
-fa dei viaggi all'estero e questo influisce la sua visione della vita
-Alessandro VI aveva dei figli, Lucrezia e Valentino che voleva costituire uno stato per se, e il papa voleva aiutarlo a costituirlo nel centro Italia.
-Valentino era ammirato da Machiavelli perché aveva fatto strage dei signori della Romagna.
Il ritorno dei Medici e l'esilio
- La repubblica di Firenze dura 14 anni
-Nel 1512 tornano i medici a comandare Firenze, Machiavelli che aveva avuto un ruolo importante nella repubblica viene allontanato dal potere
Le opere e riflessioni di Machiavelli
-Scrive il principe (responsabile di un potere), la storia della città di Firenze, un testo di come doveva essere organizzato un esercito, le relazioni sui paesi che aveva visitato e la loro organizzazione politica, i discorsi sulla prima deca di Titio Livio
-nel 1527 muore e Papa Clemente settimo si oppone a Carlo V il quale manda i Lanzichenecchi a saccheggiare Roma
- lui riflette su tre passaggi relativi al potere:
come si conquista, come si mantiene e come si perde il potere.
-nell'ambito politico e in quello lavorativo il potere e chi lo detiene è più evidente
Scrive una lettera al papa, dove si capisce qual'è la sua cultura di fondo, dicendo che quando era stato allontanato dalle sue mansioni a Firenze e incomincia a dedicarsi a quello che fanno le persone di campagna
potere= rapporto tra fortuna e virtù
chi è al potere deve essere una bestia, volpe e leone.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Savonarola nella storia di Firenze?
- Come influenzano le esperienze di Machiavelli la sua visione politica?
- Quali sono le riflessioni di Machiavelli sul potere?
Savonarola, dopo aver cacciato i Medici, assume il potere a Firenze predicando contro la corruzione, riportando la città a uno stato comunale. Tuttavia, la sua figura diventa odiosa e viene condannato al rogo, portando alla fine della sua repubblica.
Machiavelli, appassionato di politica, organizza le milizie cittadine e diventa segretario della cancelleria. I suoi viaggi all'estero arricchiscono la sua visione della vita e della politica, influenzando le sue opere, tra cui "Il Principe".
Machiavelli riflette su come si conquista, si mantiene e si perde il potere, evidenziando il rapporto tra fortuna e virtù. Sostiene che chi detiene il potere deve possedere le caratteristiche di una bestia, come la volpe e il leone.