Concetti Chiave
- Il periodo successivo a Carlo 3 vide il regno dei Franchi passare sotto Ugo Capeto, dando inizio alla dinastia capetinga.
- Ottone 1, attraverso il privilegium othonis, regolò i rapporti tra impero e chiesa, riservandosi il diritto di nominare il pontefice.
- La nascita di nuovi ordini monastici, come i benedettini di Cluny e i cistercensi, promosse riforme ecclesiastiche e un ritorno ai principi originari della vita monastica.
- Lo scisma d'Oriente del 1054 si verificò a causa di disaccordi teologici e di giurisdizione tra il Papa e il patriarca di Costantinopoli.
- Papa Gregorio VII affermò la superiorità della chiesa sull'impero, scomunicando Enrico IV e avviando un conflitto significativo sulla nomina dei vescovi.
La lotta per le investiture e la nascita di nuovi ordini monastici
Dopo Carlo 3 il grosso il quale aveva per un breve periodo riunito le tre parti dell'impero si ha un periodo di disordine politico. Inoltre il regno dei Franchi occidentali passò nelle mani del conte di Parigi Ugo Capeto e con lui ebbe inizio la dinastia dei capetingi.
Per acquisire il titolo di imperatore era necessaria la consacrazione del papa e la corona d'Italia.
A portare a termine questo progetto fu Ottone 1 nel 950 per merito di Adelaide, vedova del re d'Italia Lotario 2. Lui fu assassinato dal suo consigliere e Adelaide venne imprigionata. La regina però era riuscita a fuggire e a raggiungere la Germania dove si era offerta in sposa a Ottone chiedendogli di cacciare il re usurpatore e lui ne approfittò.
Una volta diventato imperatore ottone 1 decise di regolare i rapporti tra impero e chiesa: le terre donate alla chiesa in passato garantivano l'indipendenza del pontefice che era interessato anche al potere politico. Ottone confermò la validità di queste Terre ma riservò a se stesso il diritto di nominare il pontefice. L'imperatore infatti riteneva che il suo potere derivasse da Dio e che la sua missione fosse quella di proteggere la chiesa del Papa. Nacque così il privilegium othonis nel 1962.
Inoltre per ridimensionare il potere dei feudatari affidò ai vescovi mediante l'investitura, i Feudi. Questo aveva un vantaggio per lui perché essi non avendo figli una volta deceduti i territori sarebbero tornati all’imperatore.
Ottone avviò anche una serie di campagne militari per cacciare musulmani e bizantini dalla penisola. Questo progetto fallì ma portò comunque a dei risultati: a seguito ad una congiura diventò imperatore di Bisanzio (L'imperatore prima preoccupato dell’aggressività di ottone accettò di riconoscere la dignità Imperiale)
Ottone morì nel 1973.
Il figlio ottone 2 cercò di riprendere il progetto ma morì di malaria 10 anni dopo. Riuscì a governare la principessa bizantina Teofano mantenendo il regno fino alla sua morte.
Quando ottone 3 raggiunse la maggiore età, suo cugino era stato eletto Papa così venne incoronato imperatore nel 996.
Anche lui sognava di resuscitare l'impero romano e vedeva nella collaborazione tra impero e chiesa l'unica chiave per realizzarlo. Il suo sogno fu distrutto dalla ribellione dei feudatari tedeschi e delle potenti famiglie di Roma che approfittarono della sua lontananza dalla Germania.
Ottone 3 morì improvvisamente nel 1200 e fu portato fuori da Roma sulla sella di un cavallo in modo tale che i cittadini non accorgessero della sua morte e non avrebbero fatto scempio del suo corpo.
Ci fu un grande rinnovamento che coinvolse anche la vita religiosa: infatti le nuove leggi degli ottoni avevano creato un'aristocrazia ecclesiastica che godeva di grandi privilegi. Ciò però aveva svalutato la figura del pontefice che era ridotto a fantoccio (es: 1032 il pontefice bambino, Benedetto 9 divenne Papa a 12 anni). Inoltre i vescovi a cui si appoggiavano gli Ottoni per governare in modo stabile erano scelti per le capacità militari e la fedeltà all'imperatore ed essi infatti pagavano per diventare vescovi.
Nel clero era diffuso il nicolaismo in cui i preti vivevano con concubine. Questa corruzione provocò un forte bisogno di rinnovamento nella quale i rappresentanti fossero un modello di vita. Ciò portò alla nascita di nuovi ordini e a rivolte degli stessi fedeli.
Nel 11 sec. furono soprattutto i monaci a chiedere una riforma ecclesiastica: infatti spesso a capo dei monasteri c'erano vescovi alla quale importava soltanto di sfruttare le ricchezze.
Nel 910 fu fondata l'abbazia benedettina di Cluny(i monaci all'interno provenivano dalle classi sociali + elevate):
Non condannavano il possesso di beni da parte della chiesa perché lo consideravano un segno di potenza e prestigio.
Proponevano il ritorno allo spirito originario della regola benedettina ovvero il lavoro manuale come strada per il raggiungimento della purezza morale.
Attribuivano molta importanza alla liturgia (insieme di preghiere e riti con cui celebrano la devozione religiosa)
Trascorrevano gran parte del giorno e della notte in chiesa
Le chiese erano ricche di sculture e pitture perché ritenevano che la casa di dio dovesse essere bella per celebrare il creatore
Il monastero riuscì a rendersi indipendente perché i monaci decisero di obbedire al Papa e 2 secoli dopo furono a capo di circa 2000 monasteri in tutta Europa.
Nel 1012 nacque l'ordine dei camaldolesi che includevano l'assistenza ai viandanti e ai Pellegrini.
Nel 1084 nacque l'ordine dei certosini: la loro regola prevedeva rigido silenzio e lunghe ore di preghiera nella solitudine.
Nel 1098 nacque l'ordine dei cistercensi che proposero un ideale di povertà, eremitismo e ascetismo riprendendo l'importanza del lavoro manuale.
Nacquero inoltre i primi movimenti pauperistici che attaccavano l'immoralità e la corruzione.
Nel 1046 Enrico 3 di Franconia (re tedesco) scese in Italia per porre fine agli scontri tra le famiglie romane che avevano eletto 3 papi contemporaneamente e appellandosi al privilegium othonis depose i papi nominandone un altro ovvero Clemente 1.
Lenone 9 (uno dei papi che succedono clemente) fu il primo a teorizzare la libertas ecclesiae (autonomia della chiesa dall'impero).
Alla fine del suo pontificato entrò in contrasto con il patriarca di Costantinopoli che nel 1054 diede vita allo scisma d'oriente.
Questa separazione avvenne poiché i 2 papi erano in disaccordo su:
la diversa concezione della Trinità
patriarca di Costantinopoli non riconosceva al Papa il diritto di esercitare una supremazia sugli altri vescovi.
La chiesa orientale si dichiarò ortodossa (seguace della vera dottrina) mentre quella di Roma continuò ad essere cattolica (universale).
Nel 1059 Niccolò 2 scrisse il decretum dove decise che fossero i cardinali a eleggere il pontefice e da quel momento il privilegium othonis fu abolito.
Alessandro 2 fu il primo papa a essere eletto con nuova riforma.
Lui era un ex Monaco di Cluny che si scagliò soprattutto contro le investiture laiche (nomine dei vescovi da parte delle autorità civili).
Nel 1073 fu eletto Papa Gregorio 7.
Durante il suo pontificato ci fu uno scontro duro con l'imperatore e delle nuove riforme sulla vita ecclesiastica (es: vietò anche ai sacerdoti il matrimonio).
Nel 1075 scrisse un documento chiamato dictatus papae proclamando la superiorità della chiesa sull'impero: quindi il Papa era superiore a ogni autorità terrena e il suo potere era universale (es: deporre l'imperatore).
Questa fu una dichiarazione di guerra contro l'imperatore Enrico 4 che però continuava a nominare i vescovi. Il Papa allora nel 1076 lo scomunicò escludendolo dalla comunità Cristiana. L'unico modo però per riuscire a riottenere il proprio potere era ottenere il perdono del Papa e ci riuscì.
Nel 1084 venne nuovamente scomunicato perché continuava a nominare vescovi ma decise con vescovi a lui fedeli di andare verso Roma e assediarla. Il Papa ebbe l'aiuto dei Normanni che misero però a ferro e fuoco la città di Roma.
Il Papa venne giudicato responsabile del saccheggio di Roma e morì in esilio nel 1085.
Dopo di lui ci furono alcuni successori che provarono a ristabilire il prestigio della chiesa ma non ci riuscirono.
La lotta per le investiture finì nel 1122 con il concordato di Worms nel quale fu stabilito che l'investitura feudale sarebbe avvenuta prima della consacrazione religiosa da parte del pontefice.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Ottone 1 nella regolazione dei rapporti tra impero e chiesa?
- Come si è sviluppata la riforma ecclesiastica nel XI secolo?
- Qual è stata la causa dello scisma d'Oriente nel 1054?
- Quali furono le conseguenze del pontificato di Gregorio 7?
- Come si concluse la lotta per le investiture?
Ottone 1, diventato imperatore nel 950, regolò i rapporti tra impero e chiesa confermando le terre donate alla chiesa, ma riservando a sé il diritto di nominare il pontefice, ritenendo che il suo potere derivasse da Dio (privilegium othonis).
Nel XI secolo, i monaci chiesero una riforma ecclesiastica per combattere la corruzione e l'immoralità, portando alla nascita di nuovi ordini monastici come i benedettini di Cluny, i camaldolesi, i certosini e i cistercensi, che enfatizzavano il lavoro manuale e la vita spirituale.
Lo scisma d'Oriente nel 1054 è avvenuto a causa di disaccordi tra il Papa di Roma e il patriarca di Costantinopoli riguardo alla concezione della Trinità e al riconoscimento della supremazia papale, portando alla separazione tra la chiesa cattolica e quella ortodossa.
Durante il pontificato di Gregorio 7, ci fu uno scontro con l'imperatore Enrico 4 riguardo alle investiture, culminato nella scomunica di Enrico e nella proclamazione della superiorità della chiesa sull'impero, ma il Papa morì in esilio dopo il saccheggio di Roma nel 1085.
La lotta per le investiture si concluse nel 1122 con il concordato di Worms, che stabilì che l'investitura feudale avvenisse prima della consacrazione religiosa da parte del pontefice, segnando un compromesso tra le autorità ecclesiastiche e quelle imperiali.