Estratto del documento

La lotta per le investiture

Dopo Carlo 3 il Grosso, il quale aveva per un breve periodo riunito le tre parti dell'impero, si ha un periodo di disordine politico. Inoltre, il regno dei Franchi occidentali passò nelle mani del conte di Parigi Ugo Capeto e con lui ebbe inizio la dinastia dei Capetingi.

Per acquisire il titolo di imperatore era necessaria la consacrazione del papa e la corona d'Italia.

A portare a termine questo progetto fu Ottone 1 nel 950 per merito di Adelaide, vedova del re d'Italia Lotario 2. Lui fu assassinato dal suo consigliere e Adelaide venne imprigionata. La regina, però, era riuscita a fuggire e a raggiungere la Germania, dove si era offerta in sposa a Ottone, chiedendogli di cacciare il re usurpatore, e lui ne approfittò.

Una volta diventato imperatore, Ottone 1 decise di regolare i rapporti tra impero e Chiesa: le terre donate alla Chiesa in passato garantivano l'indipendenza del pontefice, che era interessato anche al potere politico. Ottone confermò la validità di queste terre, ma riservò a se stesso il diritto di nominare il pontefice. L'imperatore, infatti, riteneva che il suo potere derivasse da Dio e che la sua missione fosse quella di proteggere la Chiesa del Papa. Nacque così il privilegium othons nel 1962.

Inoltre, per ridimensionare il potere dei feudatari, affidò ai vescovi, mediante l'investitura, i feudi. Questo aveva un vantaggio per lui perché, essi non avendo figli, una volta deceduti i territori sarebbero tornati all'imperatore.

Ottone avviò anche una serie di campagne militari per cacciare musulmani e bizantini dalla penisola. Questo progetto fallì, ma portò comunque a dei risultati: a seguito di una congiura diventò imperatore di Bisanzio (l'imperatore, prima preoccupato dell'aggressività di Ottone, accettò di riconoscere la dignità imperiale).

Ottone morì nel 1973.

Il figlio Ottone 2 cercò di riprendere il progetto, ma morì di malaria 10 anni dopo. Riuscì a governare la principessa bizantina Teofano, mantenendo il regno fino alla sua morte.

Quando Ottone 3 raggiunse la maggiore età, suo cugino era stato eletto Papa, così venne incoronato imperatore nel 996.

Anche lui sognava di resuscitare l'impero romano e vedeva nella collaborazione tra impero e Chiesa l'unica chiave per realizzarlo. Il suo sogno fu distrutto dalla ribellione dei feudatari tedeschi e delle potenti famiglie di Roma, che approfittarono della sua lontananza dalla Germania.

Ottone 3 morì improvvisamente nel 1200 e fu portato fuori da Roma sulla sella di un cavallo, in modo tale che i cittadini non si accorgessero della sua morte e non facessero scempio del suo corpo.

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Il rinnovamento della vita religiosa

Ci fu un grande rinnovamento che coinvolse anche la vita religiosa: infatti, le nuove leggi degli Ottoni avevano creato un'aristocrazia ecclesiastica che godeva di grandi privilegi. Ciò, però, aveva svalutato la figura del pontefice, che era ridotto a fantoccio (es.: 1032, il pontefice bambino, Benedetto 9, divenne Papa a 12 anni). Inoltre, i vescovi a cui si appoggiavano gli Ottoni per governare in modo stabile erano scelti per le capacità militari e la fedeltà all'imperatore ed essi, infatti, pagavano per diventare vescovi.

Nell'11° sec. furono soprattutto i monaci a chiedere una riforma ecclesiastica: infatti, spesso a capo dei monasteri c'erano vescovi ai quali importava soltanto di sfruttare le ricchezze.

910: fu fondata l'abbazia benedettina di Cluny (i monaci all'interno provenivano dalle classi sociali più elevate):

  • Non condannavano il possesso di beni da parte della Chiesa perché lo consideravano un segno di potenza e prestigio.
  • Proponevano il ritorno allo spirito originario della regola benedettina, ovvero il lavoro manuale come strada per il raggiungimento della purezza morale.
  • Attribuivano molta importanza alla liturgia (insieme di preghiere e riti con cui celebrano la devozione religiosa).
  • Trascorrevano gran parte del giorno e della notte in chiesa.
  • Le chiese erano ricche di sculture e pitture perché ritenevano che la casa di Dio dovesse essere bella per celebrare il Creatore.

Il monastero riuscì a rendersi indipendente perché i monaci decisero di obbedire al Papa e 2 secoli dopo furono a capo di circa 2000 monasteri in tutta Europa.

1012: nacque l'ordine dei Camaldolesi, che includeva l'assistenza ai viandanti e ai pellegrini.

1084: nacque l'ordine dei Certosini: la loro regola prevedeva rigido silenzio e lunghe ore di preghiera nella solitudine.

1098: nacque l'ordine dei Cistercensi, che proposero un ideale di povertà, eremitismo e ascetismo, riprendendo l'importanza del lavoro manuale.

Nacquero inoltre i primi movimenti pauperistici, che attaccavano l'immoralità e la corruzione.

La riforma ecclesiastica

1046: Enrico 3 di Franconia (re tedesco) scese in Italia per porre fine agli scontri tra le famiglie romane, che avevano eletto 3 papi contemporaneamente, e, appellandosi al privilegium othonis, depose i papi nominandone un altro, ovvero Clemente 1.

Leone 9 (uno dei papi che succedettero a Clemente) fu il primo a teorizzare la libertas ecclesiae (autonomia della Chiesa dall'impero).

Alla fine del suo pontificato entrò in contrasto con il patriarca di Costantinopoli, che nel 1054 diede vita allo scisma d'Oriente.

Questa separazione avvenne poiché i 2 papi erano in disaccordo su:

  • La diversa concezione della Trinità.
  • Il patriarca di Costantinopoli non riconosceva al Papa il diritto di esercitare una supremazia sugli altri vescovi.

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La Chiesa orientale si dichiarò ortodossa (seguace della vera dottrina), mentre quella di Roma continuò ad essere cattolica (universale).

1059: Niccolò 2 scrisse il decretum, dove decise che fossero i cardinali a eleggere il pontefice e da quel momento il privilegium othonis fu abolito. Alessandro 2 fu il primo papa a essere eletto con la nuova riforma. Lui era un ex monaco di Cluny che si scagliò soprattutto contro le investiture laiche (nomine dei vescovi da parte delle autorità civili).

1073: fu eletto Papa Gregorio 7. Durante il suo pontificato ci fu uno scontro duro con l'imperatore e delle nuove riforme sulla vita ecclesiastica (es.: vietò anche ai sacerdoti il matrimonio). 1075: scrisse un documento chiamato Dictatus papae, proclamando la superiorità della Chiesa sull'impero: quindi il Papa era superiore a ogni autorità terrena e il suo potere era universale (es.: deporre l'imperatore). Questa fu una dichiarazione di guerra contro l'imperatore Enrico 4, che però continuava a nominare i vescovi. Il Papa allora, nel 1076, lo scomunicò, escludendolo dalla comunità cristiana. L'unico modo, però, per riuscire a riottenere il proprio potere era ottenere il perdono del Papa e ci riuscì.

1084: venne nuovamente scomunicato perché continuava a nominare vescovi, ma decise, con vescovi a lui fedeli, di andare verso Roma e assediarla. Il Papa ebbe l'aiuto dei Normanni, che misero però a ferro e fuoco la città di Roma. Il Papa venne giudicato responsabile del saccheggio di Roma e morì in esilio nel 1085.

Dopo di lui ci furono alcuni successori che provarono a ristabilire il prestigio della Chiesa, ma non ci riuscirono. La lotta per le investiture finì nel 1122 con il Concordato di Worms, nel quale fu stabilito che l'investitura feudale sarebbe avvenuta prima della consacrazione religiosa da parte del pontefice.

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Sintesi

La lotta per le investiture e la nascita di nuovi ordini monastici

Dopo Carlo 3 il Grosso, il quale aveva per un breve periodo riunito le tre parti dell'impero, si ebbe un periodo di disordine politico. Inoltre, il regno dei Franchi occidentali passò nelle mani del conte di Parigi Ugo Capeto e con lui ebbe inizio la dinastia dei Capetingi.

Per acquisire il titolo di imperatore era necessaria la consacrazione del papa e la corona d'Italia.

A portare a termine questo progetto fu Ottone 1 nel 950, per merito di Adelaide, vedova del re d'Italia Lotario 2. Lui fu assassinato dal suo consigliere e Adelaide venne imprigionata. La regina però era riuscita a fuggire e a raggiungere la Germania, dove si era offerta in sposa a Ottone, chiedendogli di cacciare il re usurpatore, e lui ne approfittò.

Una volta diventato imperatore, Ottone 1 decise di regolare i rapporti tra impero e Chiesa: le terre donate alla Chiesa in passato garantivano l'indipendenza del pontefice, che era interessato anche al potere politico. Ottone confermò la validità di queste terre, ma riservò a se stesso il diritto di nominare il pontefice. L'imperatore infatti riteneva che il suo potere derivasse da Dio e che la sua missione fosse quella di proteggere la Chiesa del Papa. Nacque così il privilegium othonis nel 1962.

Inoltre, per ridimensionare il potere dei feudatari, affidò ai vescovi mediante l'investitura i feudi. Questo aveva un vantaggio per lui perché essi, non avendo figli, una volta deceduti i territori sarebbero tornati all'imperatore.

Ottone avviò anche una serie di campagne militari per cacciare musulmani e Bizantini dalla penisola. Questo progetto fallì, ma portò comunque a dei risultati: a seguito di una congiura diventò imperatore di Bisanzio (l'imperatore, prima preoccupato dell’aggressività di Ottone, accettò di riconoscere la dignità imperiale).

Ottone morì nel 1973.

Il figlio Ottone 2 cercò di riprendere il progetto, ma morì di malaria 10 anni dopo. Riuscì a governare la principessa bizantina Teofano, mantenendo il regno fino alla sua morte.

Quando Ottone 3 raggiunse la maggiore età, suo cugino era stato eletto Papa, così venne incoronato imperatore nel 996.

Anche lui sognava di resuscitare l'impero romano e vedeva nella collaborazione tra impero e Chiesa l'unica chiave per realizzarlo. Il suo sogno fu distrutto dalla ribellione dei feudatari tedeschi e delle potenti famiglie di Roma, che approfittarono della sua lontananza dalla Germania.

Ottone 3 morì improvvisamente nel 1200 e fu portato fuori da Roma sulla sella di un cavallo, in modo tale che i cittadini non si accorgessero della sua morte e non avrebbero fatto scempio del suo corpo.

Il rinnovamento della vita religiosa

Ci fu un grande rinnovamento che coinvolse anche la vita religiosa: infatti, le nuove leggi degli Ottoni avevano creato un'aristocrazia ecclesiastica che godeva di grandi privilegi. Ciò però aveva svalutato la figura del pontefice, che era ridotto a fantoccio (es.: 1032, il pontefice bambino, Benedetto 9, divenne Papa a 12 anni). Inoltre, i vescovi a cui si appoggiavano gli Ottoni per governare in modo stabile erano scelti per le capacità militari e la fedeltà all'imperatore ed essi infatti pagavano per diventare vescovi.

Nel clero era diffuso il nicolaismo, in cui i preti vivevano con concubine. Questa corruzione provocò un forte bisogno di rinnovamento nella quale i rappresentanti fossero un modello di vita. Ciò portò alla nascita di nuovi ordini e a rivolte degli stessi fedeli.

La riforma dei monasteri

Nell'11º secolo furono soprattutto i monaci a chiedere una riforma ecclesiastica: infatti, spesso a capo dei monasteri c'erano vescovi ai quali importava soltanto di sfruttare le ricchezze.

Nel 910 fu fondata l'abbazia benedettina di Cluny (i monaci all'interno provenivano dalle classi sociali più elevate):

  • Non condannavano il possesso di beni da parte della Chiesa perché lo consideravano un segno di potenza e prestigio.
  • Proponevano il ritorno allo spirito originario della regola benedettina, ovvero il lavoro manuale come strada per il raggiungimento della purezza morale.
  • Attribuivano molta importanza alla liturgia (insieme di preghiere e riti con cui celebrano la devozione religiosa).
  • Trascorrevano gran parte del giorno e della notte in chiesa.
  • Le chiese erano ricche di sculture e pitture perché ritenevano che la casa di Dio dovesse essere bella per celebrare il Creatore.

Il monastero riuscì a rendersi indipendente perché i monaci decisero di obbedire al Papa e 2 secoli dopo furono a capo di circa 2000 monasteri in tutta Europa.

Nel 1012 nacque l'ordine dei Camaldolesi, che includeva l'assistenza ai viandanti e ai pellegrini.

Nel 1084 nacque l'ordine dei Certosini: la loro regola prevedeva rigido silenzio e lunghe ore di preghiera nella solitudine.

Nel 1098 nacque l'ordine dei Cistercensi, che proposero un ideale di povertà, eremitismo e ascetismo, riprendendo l'importanza del lavoro manuale.

I movimenti pauperistici e lo scisma d'Oriente

Nacquero inoltre i primi movimenti pauperistici, che attaccavano l'immoralità e la corruzione.

Nel 1046 Enrico 3 di Franconia (re tedesco) scese in Italia per porre fine agli scontri tra le famiglie romane, che avevano eletto 3 papi contemporaneamente, e appellandosi al privilegium othonis depose i papi, nominandone un altro, ovvero Clemente 1.

Leone 9 (uno dei papi che successero a Clemente) fu il primo a teorizzare la libertas ecclesiae (autonomia della Chiesa dall'impero).

Alla fine del suo pontificato entrò in contrasto con il patriarca di Costantinopoli, che nel 1054 diede vita allo scisma d'Oriente.

Questa separazione avvenne poiché i 2 papi erano in disaccordo su:

  • La diversa concezione della Trinità.
  • Il patriarca di Costantinopoli non riconosceva al Papa il diritto di esercitare una supremazia sugli altri vescovi.

La Chiesa orientale si dichiarò ortodossa (seguace della vera dottrina), mentre quella di Roma continuò ad essere cattolica (universale).

La lotta per le investiture

Nel 1059 Niccolò 2 scrisse il Decretum, dove decise che fossero i cardinali a eleggere il pontefice e da quel momento il privilegium othonis fu abolito.

Alessandro 2 fu il primo papa a essere eletto con la nuova riforma.

Lui era un ex monaco di Cluny che si scagliò soprattutto contro le investiture laiche (nomine dei vescovi da parte delle autorità civili).

Nel 1073 fu eletto Papa Gregorio 7.

Durante il suo pontificato ci fu uno scontro duro con l'imperatore e delle nuove riforme sulla vita ecclesiastica (es.: vietò anche ai sacerdoti il matrimonio).

Nel 1075 scrisse un documento chiamato Dictatus papae, proclamando la superiorità della Chiesa sull'impero: quindi il Papa era superiore a ogni autorità terrena e il suo potere era universale (es.: deporre l'imperatore).

Questa fu una dichiarazione di guerra contro l'imperatore Enrico 4, che però continuava a nominare i vescovi. Il Papa allora, nel 1076, lo scomunicò, escludendolo dalla comunità cristiana. L'unico modo però per riuscire a riottenere il proprio potere era ottenere il perdono del Papa e ci riuscì.

Nel 1084 venne nuovamente scomunicato perché continuava a nominare vescovi, ma decise con vescovi a lui fedeli di andare verso Roma e assediarla. Il Papa ebbe l'aiuto dei Normanni, che misero però a ferro e fuoco la città di Roma.

Il Papa venne giudicato responsabile del saccheggio di Roma e morì in esilio nel 1085.

Dopo di lui ci furono alcuni successori che provarono a ristabilire il prestigio della Chiesa, ma non ci riuscirono.

La lotta per le investiture finì nel 1122 con il concordato di Worms, nel quale fu stabilito che l'investitura feudale sarebbe avvenuta prima della consacrazione religiosa da parte del pontefice.

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