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Concetti Chiave

  • La teoria contrattualistica di Locke si basa su elementi simili a quelli di Hobbes, ma con un focus particolare sul contesto storico dell'Inghilterra pre-Locke.
  • Il principio di resistibilità legittima consente al popolo di opporsi ai detentori del potere, modificando la concezione hobbesiana della sovranità.
  • Locke propone una costruzione del governo politico che non si fonda su un "abisso di morte", ma su un potere strutturalmente resistibile.
  • La violazione delle leggi da parte del potere politico legittima il diritto e il dovere del popolo di resistere, anche con la forza.
  • Locke concepisce la rivoluzione come un processo meno oppressivo, dove gli individui possono sopravvivere senza ricorrere necessariamente alla violenza.

Qual è la teoria contrattualistica di Locke?

Adriana Cavarero, nel saggio dedicato alla teoria contrattualistica di Locke contenuto ne Il contratto sociale nella filosofia politica moderna, scrive: «Gli elementi che entrano in gioco nel modello teorico di Stato proposto da John Locke non sono dissimili da quelli di Hobbes.

Problema dell'Inghilterra pre-Locke

Con un problema in più: il problema che vive l’Inghilterra prima che Locke scrivesse il Trattato sul governo. Tale problema diventa, del resto, il punto cardine sul quale si costruisce il modello con non poche conseguenze sulla definizione e sistemazione degli elementi.

Principio di resistibilità legittima

Così, se nel Secondo trattato sul governo ritroviamo la straordinaria categoria dell’individuo libero e uguale ad uno stato di natura, e ritroviamo il patto come meccanismo fondativo del potere politico, tuttavia il principio di resistibilità legittima da parte del popolo ai detentori di tale potere modifica nella sostanza il teorema hobbesiano sulla sovranità e rivela un uso diverso delle categorie comuni. Perché la proposta politica lockeana si preoccupa non solo di fondare teoricamente il nuovo Stato, ma anche di legare a tale fondazione i criteri legittimanti di quella rivoluzione che esso stesso richiede per instaurarsi».

Costruzione del potere politico

In generale, quindi, la costruzione del governo politico da parte di Locke intende instaurare un potere strutturalmente «resistibile» perché non fonda la sua ragione di esistere soltanto su un «abisso di morte o disordine». L’istituzione di questo Stato non riguarda la vita o la morte, come avviene in Hobbes e così la violazione, da parte di chi detiene il potere politico, di questa legge «instaura nel popolo il diritto (che è un dovere) di resistere anche con la forza» (Ibi).

Scintilla che muove Locke

La scintilla che muove Locke è il tema dell’origine e della fine di quel potere, e quindi del tempo del potere, nella misura in cui l’alternativa a quel potere non è la morte, il disordine totale (l’homo homini lupus). La maniera in cui Locke ragiona sulla costruzione del potere politico è la costruzione di un autore che non sente la pressione di quell’abisso, che in Hobbes è così forte da generare un assolutismo, ed è per questo che la rivoluzione non è una caratteristica estrema (non è l’ultimo diritto che si tiene chi autorizza→se lo Stato assoluto decide di togliermi la vita allora mi ribello), l’estrema ratio che arriva un secondo prima della morte, ma avviene dentro ad una logica meno schiacciata sull’oppressione della sopravvivenza (nel tentativo lockeano di ragionare sulle condizioni dell’instaurazione di un governo, egli sostiene che nello stato di natura gli individui sopravvivono e non rischiano di uccidersi).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale problema affrontato da Locke nel contesto dell'Inghilterra pre-Locke?
  2. Locke si confronta con le difficoltà politiche e sociali dell'Inghilterra prima della stesura del suo Trattato sul governo, che diventano fondamentali per la costruzione del suo modello teorico di Stato.

  3. In che modo il principio di resistibilità legittima modifica la concezione hobbesiana della sovranità?
  4. Il principio di resistibilità legittima, presente nel Secondo trattato sul governo, consente al popolo di opporsi ai detentori del potere politico, differente dall'assolutismo hobbesiano, e stabilisce criteri legittimanti per la rivoluzione necessaria all'instaurazione dello Stato.

  5. Come Locke concepisce la costruzione del potere politico rispetto alla vita e alla morte?
  6. Locke propone un governo strutturalmente "resistibile", non fondato su un'idea di vita o morte, ma su un sistema che consente al popolo di resistere, anche con la forza, in caso di violazione delle leggi da parte di chi detiene il potere.

  7. Qual è la "scintilla" che motiva il pensiero politico di Locke?
  8. La scintilla che muove Locke è la riflessione sull'origine e sulla fine del potere, in un contesto in cui l'alternativa non è la morte o il disordine totale, ma una logica di governo che permette la sopravvivenza e la resistenza senza la pressione dell'assolutismo.

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