Concetti Chiave
- Locke è considerato il fondatore del liberalismo e dell'empirismo, delineando la libertà di pensiero e la tolleranza religiosa nei suoi scritti principali.
- Nello stato di natura, l'uomo è governato dalla legge di reciprocità, una morale naturale che promuove il rispetto reciproco, ma spesso non viene rispettata per l'assenza di leggi scritte.
- Il contratto sociale è essenziale per garantire i diritti naturali e segna il passaggio dallo stato di natura a quello civile, con la possibilità di revocare il governo se non adempiuto ai doveri.
- Il diritto alla proprietà privata si basa su un fondamento religioso e deve rispettare limiti di fruibilità, poiché l'accumulo eccessivo va evitato, mentre il lavoro legittima la proprietà.
- Locke promuove la tolleranza religiosa e la separazione tra Stato e Chiesa, affermando che tutte le fedi devono essere tollerate, eccetto quella cattolica per la sua obbedienza a un'autorità straniera.
Le basi del liberalismo di Locke
Locke è sia il fondatore dell'empirismo, sia il fondatore del liberalismo, poichè: nei Due trattati sul governo delinea il suo modello di stato liberale; nell'Epistola sulla tolleranza, invece, tratta il tema della libertà di pensiero e della tolleranza religiosa.
La legge di reciprocità nello stato di natura
Per Locke, l'uomo è naturalmente socievole ed ha una sua naturale morale, una sorta di 'buon senso' cioè il rispetto reciproco. Quindi, nello stato di natura definito come uno 'stato di convivenza pacifica', l'unica legge che vige è la legge di reciprocità. Questa legge naturale che s'identifica con la ragione, perchè suggerisce all'uomo di non danneggiare il proprio simile, però non sempre viene rispettata, siccome non ci sono leggi scritte, valide per tutti, che eventualmente puniscano chi le trasgredisce.
Qual è il contratto sociale e la divisione dei poteri?
L'unico modo per garantire i tre diritti naturali già esistenti: diritto alla vita, diritto alla libertà e diritto alla proprietà privata, è stipulare un contratto che segna il passaggio dallo stato di natura allo stato civile, che non è antitetico ma è in continuità. Essendo un contratto bilaterale, tra i cittadini che diventano governati e il sovrano, è revocabile; infatti se il sovrano non si attiene ai suoi doveri nasce il diritto di resistenza del popolo, cioè la possibilità rimuovere quel governo e istituirne un altro. Inoltre c'è la divisione dei poteri: legislativo (fare le leggi) del Parlamento e esecutivo (far eseguire le leggi) del Governo.
Il diritto alla proprietà privata
Il diritto alla proprietà privata, per Locke, ha un fondamento religioso: nelle Sacre Scritture è scritto che Dio ha dato a tutti gli uomini la terra come risorsa comune che produce spontaneamente i suoi frutti, ma ha bisogno anche di essere lavorata. Però, ci sono dei limiti dati dalla fruibilità dei prodotti: colui che si appropria di una quantità eccessiva di beni non li utilizzerà tutti, perchè soggetti al deterioramento, quindi occorre evitare lo spreco e che ci sia un accumulo limitato al bisogno. Questi limiti valgono solo per la proprietà terriera e non per l'accumulo di denaro, infatti i borghesi, classe capitalista, puntano al profitto. In questo modo il lavoro, e non i privilegi (rendita o diritto di nascita) propri dell'aristocrazia, legittima la proprietà privata cioè, già nello stato di natura, l'uomo è proprietario dei beni che produce lavorando.
La tolleranza religiosa e la separazione dei poteri
L'Epistola sulla tolleranza è un manifesto della libertà religiosa e di pensiero (libertas philosophandi). Locke affronta questo tema perchè, con la Riforma protestante, aumentano le guerre di religione e il fanatismo. Infatti, teorizza la separazione dei poteri tra Stato e Chiesa, tra politica e religione. Lo Stato si occupa della convivenza civile tramite le leggi e anche i mezzi coercitivi: la forza, la costrizione, l'obbligo; la Chiesa si occupa dello spirito ed essendo la fede una libera scelta non può essere imposta. Per Locke quindi deve vigere la tolleranza religiosa: non esiste alcuna religione superiore alle altre. Tutte le fedi devono essere tollerate tranne quella cattolica: i cattolici obbediscono ad un sovrano straniero, il papa; il fanatismo: porta all'intolleranza e alle guerre di religione; l'ateismo: l'ateo, non credendo di essere giudicato nel aldilà, si comporta nel aldiqua senza morale.
Domande da interrogazione
- Qual è il fondamento del liberalismo secondo Locke?
- Come definisce Locke la legge di reciprocità nello stato di natura?
- Qual è il ruolo del contratto sociale secondo Locke?
- Quali sono i limiti del diritto alla proprietà privata secondo Locke?
- Qual è la posizione di Locke sulla tolleranza religiosa?
Locke è considerato il fondatore del liberalismo poiché nei suoi "Due trattati sul governo" delinea un modello di stato liberale, mentre nell'"Epistola sulla tolleranza" affronta la libertà di pensiero e la tolleranza religiosa.
Locke descrive lo stato di natura come uno "stato di convivenza pacifica" in cui vige la legge di reciprocità, un principio morale che suggerisce di non danneggiare il prossimo, anche se non sempre viene rispettato a causa dell'assenza di leggi scritte.
Il contratto sociale è fondamentale per garantire i diritti naturali di vita, libertà e proprietà privata, segnando il passaggio dallo stato di natura a quello civile, e prevede la possibilità di resistenza del popolo se il sovrano non adempie ai suoi doveri.
Locke afferma che il diritto alla proprietà privata ha un fondamento religioso e deve rispettare limiti di fruibilità, evitando accumuli eccessivi di beni, mentre non si applicano gli stessi limiti all'accumulo di denaro.
Locke sostiene la tolleranza religiosa e la separazione tra Stato e Chiesa, affermando che tutte le fedi devono essere tollerate, tranne quella cattolica, poiché i cattolici obbediscono a un'autorità straniera, il papa, e il fanatismo porta a intolleranza e guerre di religione.