Concetti Chiave
- Il razionalismo sostiene che la conoscenza deriva da idee innate e utilizza un metodo deduttivo, mentre l'empirismo afferma che la conoscenza si basa sull'esperienza e adotta un metodo induttivo.
- Locke definisce la conoscenza umana come contenuto della mente, composto da idee razionali e immagini sensibili, escludendo l'esistenza di idee innate e affermando che la mente è una tabula rasa alla nascita.
- Tutte le idee, secondo Locke, provengono dall'esperienza, che si divide in sensazione e riflessione, generando idee semplici e complesse, tra cui idee di modo, relazione e sostanza.
- Locke identifica tre tipi di conoscenza: dell’io, del mondo e di Dio, sottolineando che la conoscenza di Dio si raggiunge attraverso il ragionamento induttivo.
- Locke è considerato il padre del liberalismo moderno, sostenendo che l'autorità politica deve basarsi sul consenso e che Stato e Chiesa devono avere compiti distinti, promuovendo la tolleranza religiosa.
Differenza tra razionalismo ed empirismo:
Razionalismo = la conoscenza è universale e necessaria perché implica idee innate (la conoscenza è basata sulle idee innate). Uso del metodo deduttivo.
Empirismo = la conoscenza si basa sull’esperienza. Le idee innate non esistono. Uso del metodo induttivo (dal particolare all’universale).
Locke e l'atto conoscitivo
Locke scrive il Saggio sull’intelletto umano, su come l’uomo conosce e di come avviene l’atto conoscitivo. Per conoscenza umana intende i contenuti della mente, ovvero le idee, che sono sia le nozioni razionali che le immagini sensibili, cioè tutto ciò che viene conosciuto.
Le idee di Locke non sono, infatti, né come le idee platoniche, che erano una realtà esterna alla mente, né come le idee aristoteliche o della scolastica, che erano solo un semplice tramite per la conoscenza delle cose, sono, bensì come per Cartesio, il “ciò che si conosce”.
A differenza di Cartesio esclude l’esistenza di idee innate, perché se ci fossero ci sarebbe un’idea che possederebbero tutti, essendo le idee innate universali; ma siccome gli uomini non hanno un’idea uguale, le idee innate non esistono. Quando si nasce, infatti, la mente dell’uomo è una tabula rasa.
Esperienza e idee secondo Locke
Tutte le idee provengono dall’esperienza che è la loro garanzia.
L’esperienza può essere di due tipi:
di sensazione (di esperienza esterna, di corpi fisici esterni a noi)
di riflessione (di fatti psichici esistenti dentro di noi).
Tipi di idee e sostanza
Entrambi i tipi di esperienza producono idee semplici, con le quali l’intelletto (passivo) esprime le sensazioni dovute dall’esperienza, dalla qualità degli oggetti.
In seguito, l’intelletto unisce più idee semplici in idee complesse che possono essere di tre tipi:
idee di modo che hanno bisogno di altre idee per essere definite
idee di relazione, cioè relazione tra più idee (causa ed effetto)
idee di sostanza
L’idea di sostanza, non è un’idea semplice, cioè derivante dalle sensazioni: quindi, per Locke, noi non abbiamo mai esperienza di una sostanza, ma solo di singole qualità. Quando l’intelletto unisce più idee semplici, formula l’idea complessa, cioè un qualcosa che le tenga unite, un sostrato comune, ovvero l’idea di sostanza. Siccome tale idea non è percepibile da noi, è un sostrato oscuro, esistente ma inconoscibile, che non fa parte del processo conoscitivo. Pertanto, l’uomo non potrà mai conoscere l’essenza reale delle cose, ma usa delle essenze nominali per definire la sostanza, per sapere di che sorta è.
Le idee di modo hanno bisogno di essere confermate da esperimenti per essere valide, le idee di relazione, le uniche vere, possono essere conosciute con chiarezza trami te l’intuizione.
Conoscenza dell'io, mondo e Dio
Locke sottolinea tre tipi di conoscenza particolari:
conoscenza dell’io = riprende il cogito: se formulo idee nella mia mente, io arrivo intuitivamente che esisto
conoscenza del mondo = conoscenza di tutto ciò che è all’infuori di me, la materia: mi accorgo del mondo quando provo sensazioni scaturite dall’esperienza con il mondo esterno
conoscenza di Dio = si arriva ad essa tramite il ragionamento con il metodo induttivo: poiché le cose di questo mondo hanno una causa, la causa prima è Dio.
Etica e felicità secondo Locke
La concezione dell’etica di Locke oscilla tra una concezione che percepisce l’etica come scienza dimostrativa (in accordo con il Saggio sull’intelletto umano) e una di tipo empiristico.
Con la prima afferma che l’uomo può dedurre le norme di comportamento dalla lege divina, stabilita e rivelata da Dio, quindi assolutamente certa. Con la seconda afferma che l’uomo agisce per la ricerca del piacere, della felicità.
Concilia entrambe le concezioni attraverso la legge naturale, che da un lato in quanto creata da Dio è espressione della sua volontà, dall’altro, in quanto presente nella natura umana, spinge l’uomo alla ricerca del piacere, della vera felicità. Tale felicità bisogna raggiungerla con il ragionamento.
Liberalismo e contratto sociale
Locke è ritenuto il padre del liberalismo moderno. Secondo lui, infatti, tutti gli uomini sono uguali (dotati di ragione) e l’autorità politica deve basarsi sul consenso di tutti, non sul diritto divino. Nello stato di natura gli uomini non sono in balia dell’egoismo e della sopraffazione, ma sono animati da tendenze sociali, cioè tendono ad aiutarsi reciprocamente aspirando ciascuno alla massima libertà e a procurarsi una certa proprietà.
Poiché gli uomini si allontanano dal vero stato di natura minacciando la libertà e la proprietà altrui, dallo stato di natura passano allo stato civile, in cui il potere è delegato nelle mani di una persona, il cui compito è quello di garantire i diritti naturali di tutti. Tale potere deve essere delegato secondo un contratto sociale che deve essere garantito da una costituzione basata sulla divisione dei poteri: legislativo al parlamento, esecutivo al re, e il potere federativo (di far rispettare i patti) al re o ai magistrati.
Poiché secondo Locke la proprietà può essere accresciuta in misura illimitata con l’acquisto del lavoro altrui senza fare danno agli altri, lo stato non deve porre limiti alle iniziative economiche del popolo.
Stato, Chiesa e razionalità
Locke affronta anche il problema del rapporto tra Stato e Chiesa: afferma che i loro compiti debbano essere divisi e che la religione debba basarsi sulla tolleranza e che debba essere in accordo con la razionalità; razionalità e religione devono avere cioè un nucleo razionale comune. Nella Ragionevolezza del cristianesimo, afferma che il cristianesimo sia la religione più ragionevole tra quelle esistenti difendendosi dall’accusa di deismo.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra razionalismo ed empirismo secondo Locke?
- Come Locke definisce l'atto conoscitivo?
- Quali sono i due tipi di esperienza che Locke identifica?
- Qual è la concezione di Locke riguardo alla conoscenza di Dio?
- Come Locke concilia l'etica come scienza dimostrativa e l'etica empiristica?
La principale differenza è che il razionalismo sostiene che la conoscenza è universale e necessaria, basata su idee innate e utilizza il metodo deduttivo, mentre l'empirismo afferma che la conoscenza deriva dall'esperienza, escludendo le idee innate e adottando il metodo induttivo (dal particolare all'universale).
Locke definisce l'atto conoscitivo come il processo attraverso il quale l'uomo conosce le idee, che comprendono sia nozioni razionali che immagini sensibili, sottolineando che la mente è una tabula rasa al momento della nascita, priva di idee innate.
Locke identifica due tipi di esperienza: la sensazione, che proviene da corpi fisici esterni, e la riflessione, che riguarda fatti psichici interni, entrambi fondamentali per la formazione delle idee.
Locke sostiene che la conoscenza di Dio si raggiunge attraverso il ragionamento induttivo, partendo dall'osservazione che ogni cosa nel mondo ha una causa, identificando così Dio come la causa prima.
Locke concilia queste due concezioni affermando che l'etica può derivare dalla legge divina, rivelata da Dio, e allo stesso tempo riconosce che l'uomo agisce per la ricerca della felicità, spingendo alla ricerca del piacere attraverso il ragionamento.