Concetti Chiave
- I calcoli si formano quando i soluti nelle urine raggiungono una sovrasaturazione, creando cristalli che si aggregano e formano nuclei di calcolo.
- Esistono diversi tipi di calcoli, con i calcoli di calcio che rappresentano il 70% dei casi, seguiti da quelli di acido urico e struvite.
- La composizione dei calcoli influisce sul loro aspetto: calcoli di ossalato sono scuri, quelli di fosfato sono chiari e quelli di acido urico sono rossicci.
- I sintomi della calcolosi includono colica renale, dolore lombare, ematuria e, nei casi cronici, insufficienza renale.
- La TC senza mezzo di contrasto è il principale metodo diagnostico per identificare i calcoli, con l'ecografia utilizzata per valutare la calcolosi renale e ostruzioni.
Formazione dei calcoli
Come si formano i calcoli? Il processo dal punto di vista chimico fisico è quello della soluzione satura con precipitazione e formazione di cristalli, tuttavia, a livello del nostro organismo vi sono delle variabili particolari che fanno sì che non si ricalchino esattamente le condizioni di un becher da laboratorio: innanzi tutto, quello urinario è un flusso, in secondo luogo c’è interazione anatomica con la parete della via urinaria, che può funzionare da favorente o inibente alla formazione di calcoli.
In linea di massima, quando i soluti nelle urine raggiungono il livello soglia di sovra-saturazione, si formano dei cristalli, i quali, aggregandosi, porteranno alla formazione di un nucleo sul quale successivamente si andranno a depositare saluti determinando la formazione del calcolo.
Inibiscono questo processo alcune sostanze, tra cui il magnesio e il citrato, ma ci sono anche promotori, in particolare i gag (glicosamminoglicani) che, se presenti nelle urine per traumatismo delle vie urinarie o per via dell’infezione delle vie urinarie, determinano aggiunta di matrice organica alla componente minerale dei calcoli.
Tipi di calcoli
• calcoli a base di calcio (ossalato, carbonato, fosfato, mix): 70% delle calcolosi
• acido urico (calcolosi uratica), 10%
• calcolosi secondaria ad infezione ovvero calcoli di struvite (fosfatoammoniomagnesiaco), 1%
• calcolosi ereditaria da cistina, 1%
• altro, 9%.
I calcoli, in base alla loro composizione, hanno presentazione differente: i calcoli di ossalato sono scuri, calcoli di fosfato sono chiari, quelli di acido urico sono rossicci, i calcoli di struvite sono grigiastri (se il paziente espelle il calcolo, già vedendolo ci si può fare un’idea sulla sua composizione).
Sintomi della calcolosi
• colica renale
• dolore lombare gravativo
• ematuria
• infezioni
• luts
• in cronico la calcolosi può portare anche ad insufficienza renale
-
• rx addome diretto: non si fa più; chiaramente permetteva la visione dei calcoli radioopachi. La radiografia diretta dell’addome non si fa più perché richiedeva ulteriori esami aggiuntivi per giudicare l’importanza della calcolosi
• ecografia: permette di vedere calcolosi renale e calcoli nell’ultimo e nel primo tratto di uretere, e, tramite la visione di segni indiretti (dilatazione uretere, idronefrosi) permette di vedere una calcolosi ostruente.
• urografia: esame radiologico con utilizzo di mezzo di contrasto che permette lo studio di reni, ureterei e vescica; non si usa più.
• oggi il mezzo diagnostico è rappresentato dalla tc senza mezzo di contrasto (il mezzo di contrasto può essere utilizzato qualora la tc senza mdc risulti insufficiente); la tc è in grado anche di misurare la densità del calcolo, che permette di fare una stima presuntiva della composizione del calcolo. In linea di massima i calcoli di calcio sono molto densi, quelli di acido urico sono poco densi.
Domande da interrogazione
- Come si formano i calcoli renali?
- Quali sono i principali tipi di calcoli e la loro composizione?
- Quali sintomi possono indicare la presenza di calcolosi?
- Quali sono i metodi diagnostici attuali per identificare i calcoli renali?
I calcoli si formano attraverso un processo di sovra-saturazione dei soluti nelle urine, che porta alla precipitazione e alla formazione di cristalli. Questi cristalli si aggregano, creando un nucleo su cui si depositano ulteriori sali, come descritto nel testo.
I calcoli possono essere di diversi tipi: il 70% è composto da calcoli a base di calcio, il 10% da acido urico, l'1% da calcoli di struvite e l'1% da calcolosi ereditaria da cistina, mentre il restante 9% è costituito da altre tipologie.
I sintomi della calcolosi includono colica renale, dolore lombare, ematuria, infezioni e disturbi urinari. In forma cronica, la calcolosi può portare a insufficienza renale, come evidenziato nel testo.
Oggi, la TC senza mezzo di contrasto è il metodo diagnostico principale per identificare i calcoli renali, in grado di misurare anche la densità del calcolo. L'ecografia è utilizzata per visualizzare la calcolosi renale e segni indiretti di ostruzione, mentre la radiografia diretta dell'addome non è più utilizzata.