Concetti Chiave

  • La forma della saetta del museo è visibile solo dall'alto e si ispira ai luoghi di residenza degli intellettuali ebrei a Berlino, integrando anche riferimenti alla letteratura della città.
  • Il museo è progettato per disorientare i visitatori, trasformando il vuoto in un elemento espositivo che evoca esperienze non esprimibili a parole.
  • Il primo percorso, “Asse dell’olocausto”, offre un'esperienza di smarrimento attraverso uno spazio buio dove la luce entra solo da una feritoia.
  • Il “giardino dell’esilio e dell’emigrazione” presenta 49 colonne di cemento e piante di ulivo, simboleggiando la pace e la speranza, ma rendendo difficile l'accesso al verde.
  • Il “Asse della continuità” culmina in una scalinata che rappresenta il legame tra passato e presente, con l'installazione “foglie cadute” di Menashe Kadishman che ricorda le vittime innocenti.

La forma della saetta

La forma della saetta è percepibile solo se guardata dall’alto e si ispira ai luoghi di residenza di intellettuali ebrei a Berlino, nella bozza inviata alla commissione del concorso aggiunse anche la lista dei deportati registrati nei libri dei nazisti, oltre che a connessioni con letteratura che riguarda la città. Il fascino è proprio quello di costruire corrispondenze per l’immaginazione poetica che accompagna il progetto, come si nota dai disegni ci sono tre percorsi principali che conducono a tre diversi corridoi che simboleggiano i destini del popolo ebraico, questi cammini sono inoltre senza pausa e costringono i visitatori a procedere senza pausa e senza meta.

Architettura esperienziale

Il museo al suo interno vuole quasi disorientare, una volta arrivati all’ultimo piano si notano poi tutti gli oggetti appartenuti alla comunità ebraica berlinese che sono stati recuperati nel corso del tempo. Questa architettura è quindi pensata come una grande scultura esperienziale in cui vengono investiti tutti i sensi ed il vuoto diventa parte dello spazio espositivo e rappresenta ciò che non può essere espresso nella realtà, ma soltanto evocato e immaginato.

Asse dell'olocausto

Il primo percorso, chiamato “Asse dell’olocausto” conduce alla torre in cemento armato, estraneo al resto del museo, spazio vuoto e buio, in cui la luce penetra solo attraverso una feritoia, al fine di poter sperimentare il senso di smarrimento dei deportati.
Il secondo percorso, chiamato “Asse dell’esilio” porta all’esterno del museo e culmina nel “giardino dell’esilio e dell’emigrazione” un ambiente aperto dove si trovano 49 colonne [48 rappresentano il 1948, anno di fondazione dello Stato d’Israele, mentre la 48esima rappresenta la città di Berlino e contiene la terra proveniente da Israele] in cemento che impediscono la visione e sono disposte su un piano con doppia inclinazione, che rende faticoso muoversi. Alla sommità delle colonne ci sono delle piante di ulivo, che simboleggiano la pace e la speranza, il verde è però irraggiungibile vista l’altezza.

Asse della continuità

Il terzo percorso, chiamato “Asse della continuità” porta alla scalinata della continuità, che rappresenta un passaggio tra il passato e il presente e che porta verso i piani più alti, anche questa al termine si conclude con una parete quasi invalicabile. In un punto, la “Memory Void”, si trova inoltre l’installazione di Menashe Kadishman, chiamata “foglie cadute” con 10.000 facce di ferro che rappresentano le vittime innocenti di guerra e di violenza e che devono essere calpestate dai turisti per poter proseguire, il rumore generato è sconcertante. Ogni segno architettonico è presente in una sorta di tabella-abecedario realizzato dall’architetto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della forma della saetta nel progetto del museo?
  2. La forma della saetta, visibile solo dall'alto, si ispira ai luoghi di residenza di intellettuali ebrei a Berlino e include riferimenti ai deportati nazisti, creando corrispondenze poetiche che accompagnano il progetto (testo).

  3. Come è concepita l'architettura interna del museo?
  4. L'architettura del museo è progettata per disorientare i visitatori, trasformando lo spazio espositivo in una grande scultura esperienziale che coinvolge tutti i sensi e rappresenta ciò che non può essere espresso, ma solo evocato (testo).

  5. Quali sono i percorsi principali del museo e cosa simboleggiano?
  6. I tre percorsi principali, "Asse dell'olocausto", "Asse dell'esilio" e "Asse della continuità", simboleggiano i destini del popolo ebraico, conducendo i visitatori attraverso esperienze di smarrimento, esilio e connessione tra passato e presente (testo).

  7. Cosa rappresenta l'installazione "foglie cadute" di Menashe Kadishman?
  8. L'installazione "foglie cadute" rappresenta le vittime innocenti di guerra e violenza, con 10.000 facce di ferro che i visitatori devono calpestare, generando un rumore sconcertante che sottolinea la gravità della memoria storica (testo).

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