Concetti Chiave

  • Il Libano ottenne l'indipendenza nel 1946, vivendo un periodo di sviluppo economico che portò a tensioni tra diverse comunità religiose.
  • Le principali comunità religiose, maroniti, sunniti, sciiti e drusi, giocarono un ruolo cruciale nella politica, influenzando la ripartizione delle cariche statali.
  • Il conflitto tra cristiani e musulmani riprese nel 1975, portando a una guerra civile che coinvolse anche l'intervento della Siria per stabilizzare la situazione.
  • L'occupazione israeliana del Libano meridionale nel 1982 innescò una guerra e aggravò le tensioni interne, nonostante i successi militari iniziali.
  • La Conferenza di Losanna del 1984 portò a un nuovo patto nazionale e alla formazione di un governo di unità, aumentando l'influenza della Siria sul Libano.

Indipendenza e sviluppo del Libano

Il Libano ottenne l’indipendenza completa nel 1946 e da allora conobbe un rapido sviluppo economico, tanto da essere chiamato “Svizzera del Medio Oriente”. Tuttavia, tale boom economico accentuò gli squilibri fra le varie componenti etico e religioso. Le componenti religiose erano i maroniti, i sunniti, gli sciiti e i drusi che ben presto arrivarono a far scoppiare tutta una serie di guerre civili.

• I maroniti sono i membri della comunità civile cattolica che, dal puto di vista ecclesiastico, dipendono dal patriarcato d'Antiochia. Nei secoli, la chiesa maronita ha conservato sempre un carattere autonomo, anche durante l'epoca musulmana; essa segue una liturgia propria e il clero non è sottoposto al celibato. I suoi rapporti con la Chiesa di Roma non sono mai sono stati rotti.

• I sunniti sono dei musulmani seguaci ortodossi dell'islamismo, di cui costituiscono la maggioranza; essi assunsero tale nome per affermare che essi soltanto erano i seguaci della vera tradizione o “sunna” di Maometto.

• Anche gli Sciiti sono musulmani, ma costituiscono una netta minoranza all’interno dell’Islam. Per gli sciiti, gli Imam sono le guide, i custodi del Libro e la loro legittimità non deriverebbe dalla discendenza genealogica dal Profeta, ma dalla loro eredità spirituale.

• I Drusi costituiscono una branca dell’Islam, con una fede ed una dottrina autonoma. Essi disconoscono i cinque pilastri fondamentali della fede islamica ed incorporano elementi derivati dal Neoplatonismo e dell’Induismo. Ai Drusi è permesso dissimulare la loro fede se si trovano in una situazione di rischio, possono fingersi cristiani o musulmani a seconda del contesto.

Patto nazionale e tensioni politiche

Fino al 1979, la struttura politica del paese si fondò su di un accordo verbale, chiamato anche “patto nazionale” in base al quale la ripartizione delle cariche statali avveniva proporzionalmente alla consistenza numerica delle varie comunità; pertanto, ai Maroniti spettava la presidenza della Repubblica, ai Sunniti la presidenza del Consiglio, agli Sciiti la Presidenza della Camera Dopo la metà degli anni Cinquanta, il rapporto numerico tra le varie comunità cominciò a modificarsi; fu così che nel 1958, i musulmani che erano diventarti più numerosi iniziarono a pretendere poteri maggiori, spinti anche dalla politica di Nasser. Si ebbe una rivolta che portò all’elezione di Chehab che pur aprendo ai partiti della sinistra mantenne inalterata la struttura politica tradizionale del Paese. Nel 1964 fu eletto Hélou che segnò il ritorno al potere delle destre e creò così, le condizioni per far crescere le tensioni.

Influenza palestinese e conflitti interni

Nel frattempo, siamo nel 1967, a seguito della guerra arabo-israeliana, nel Paese affluirono molti Palestinesi, per cui il Libano diventò la sede della guerriglia e della mobilitazione anti-israelitica, gestita soprattutto dall’ OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), con conseguente reazione da parte di Israele. Il nuovo presidente fu incapace di gestire una situazione divenuta così complessa e le comunità musulmane ne approfittarono per chiedere una revisione del patto nazionale, essendo sicure di ottenere così la presidenza del paese. Il governo libanese cercò anche, ma inutilmente, di sbarazzarsi della presenza palestinese bombardando un campo profughi.

Guerra civile e interventi esterni

Il conflitto fra cristiani e musulmani, assopitosi durante la guerra del Kippur del 1973, riprese di nuovo nel 1975 e nel giro di pochi anni, la componente cristiana fu piegata dall’offensiva sunnita, sciita, dei drusi e palestinese. Nel 1976, il Governo di Beirut chiese l’intervento della Siria, le cui truppe restarono nel paese per sei anni permettendo così un congelamento dell’equilibrio fra forze cristiane e forze musulmane.

Nel 1978, Israele occupò temporaneamente il Libano meridionale; tale occupazione, nel 1982, si trasformò in una vera e propria guerra. Ci fu un tentativo di risolvere il problema con l’operazione “Pace in Galilea” Contrariamente al nome, si trattò di un’operazione militare, condotta dall’esercito israeliano insieme all’esercito del Sud Libano - maroniti e sciiti - mentre i drusi e i siriani si tennero in disparte. Era l’inizio di quella che venne chiamata Guerra del Libano. Dal punto di vista militare, l’attacco israeliano fu un successo su tutti i fronti, ma le tensioni nell’area non si sopirono. I Palestinesi si rifugiarono in Tunisia, ma questo non bastò ad istaurare la pace. Anzi, il Paese ripiombò nella guerra civile, in cui rimase anche coinvolta la forza multinazionale inviata dall’ONU.

Conferenza di Losanna e nuovo patto

Con la Conferenza di Losanna del 1984, si giunse ad un’intesa che portò alla formazione di un governo composto dai capi di tutte le principali fazioni. La forza multinazionale di pace si ritirò come pure le truppe israeliane, eccetto per una fascia di sicurezza larga 5 km, lungo il confine sud. Il ruolo della Siria costantemente aumentò di importanza riducendo, in pratica, il Libano ad una sorta di protettorato. Nel 1989, fu siglato un nuovo “patto nazionale” e proclamata la Seconda Repubblica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il contesto dell'indipendenza del Libano e il suo sviluppo economico?
  2. Il Libano ottenne l'indipendenza nel 1946 e visse un rapido sviluppo economico, guadagnandosi il soprannome di "Svizzera del Medio Oriente". Tuttavia, questo boom economico accentuò le tensioni tra le diverse comunità etniche e religiose, portando a conflitti interni.

  3. Quali sono le principali comunità religiose del Libano e le loro caratteristiche?
  4. Le principali comunità religiose del Libano includono i maroniti, i sunniti, gli sciiti e i drusi. I maroniti sono cattolici con una chiesa autonoma, i sunniti sono la maggioranza musulmana, gli sciiti sono una minoranza con una visione particolare della leadership, e i drusi seguono una dottrina autonoma che incorpora elementi di altre fedi.

  5. Come ha influito il "patto nazionale" sulla politica libanese?
  6. Fino al 1979, il "patto nazionale" stabiliva una ripartizione delle cariche statali in base alla consistenza numerica delle comunità, con i maroniti alla presidenza della Repubblica e i sunniti alla presidenza del Consiglio. Tuttavia, il cambiamento demografico portò a tensioni e richieste di maggiore rappresentanza da parte dei musulmani.

  7. Qual è stato il ruolo dei palestinesi nel conflitto libanese?
  8. Dopo la guerra arabo-israeliana del 1967, molti palestinesi si stabilirono in Libano, trasformando il paese in un centro di guerriglia anti-israelitica. Questo portò a una crescente complessità della situazione politica e a richieste di revisione del "patto nazionale" da parte delle comunità musulmane.

  9. Quali eventi hanno segnato l'inizio e l'evoluzione della guerra civile libanese?
  10. La guerra civile libanese iniziò nel 1975, dopo un periodo di tensioni tra cristiani e musulmani. L'intervento della Siria e l'occupazione israeliana nel 1978 complicarono ulteriormente la situazione, portando a un conflitto prolungato e a un coinvolgimento di forze multinazionali.

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