Sonia Della Monica
Bioetica II
Prof. M. Mori
I. Etica
1. Che cos’è l’etica?
Un’Istituzione Sociale, un insieme di norme o di valori che pone vincoli ad alcuni desideri per far sì che alcune azioni ritenute particolarmente importanti raggiungano il livello di coordinamento sociale richiesto per garantire ai membri di una data società l’adeguato benessere e/o l’adeguata autorealizzazione consentita dalle circostanze storiche date
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Insieme di atteggiamenti o sentimenti profondi che sono ritenuti essere in qualche modo razionalmente giustificati =
- Aspetto emotivo: atteggiamenti o sentimento di approvazione o disapprovazione, infatti valori enormi hanno a che fare con emozioni e sentimenti (≈ tabù, pregiudizi).
- Aspetto razionale: poiché l’etica crede che quei sentimenti morali sono sentimenti razionalmente giustificati, cioè sostenuti da buone ragioni e per questo valevoli universalmente (≠ pregiudizi, punti di vista, tabù); solo i giudizi razionalmente giustificati possono essere morali.
2. Altre istituzioni normative
a. Diritto
- Fine di garantire la sicurezza personale e la pace sociale senza le quali le persone non riescono a coordinarsi = etica;
- Vale per tutti i cittadini di uno stesso territorio e va seguita perché un’eventuale violazione prevede una pena resa pubblica tramite leggi ≠ etica, una norma morale pretende di valere per tutti e viene seguita per intima convinzione da cui deriva il rimorso in caso di trasgressione (quindi è privata perché la presenza del rimorso etc. dipendono dalla psicologia individuale).
b. Etichetta
- Istituzione le cui norme scandiscono i comportamenti da tenere in particolari occasioni o in speciali cerimonie.
c. Costume
- Consuetudini Convenzionali: insieme di norme non facoltative poiché riguardano comportamenti sociali inevitabili istituite per scelta o convenzione arbitraria, acquisendo poi efficacia in forza dell’abitudine per lo spirito di imitazione; una volta invalsa acquisisce una sorta di necessità perché garantisce il coordinamento sociale.
- Opinioni Ricevute: credenze o atteggiamenti o sentimenti acquisiti nella prima infanzia e profondamente interiorizzati, in modo che un’eventuale difformità suscita come minimo sorpresa o sconcerto, perché ci appaiono scontate da non richiedere nessuna giustificazione e quindi da non mettere proprio in dubbio; ci chiudiamo a riccio in difesa di ciò che è acquisito perché ci sembra scontato, ove però ci fossero prove così evidenti da costringerci a prendere atto che il dubbio è consistente e che forse la realtà è diversa da quello che crediamo, allora ne siamo sconcertati e si è di fronte ad una crisi.
- Pregiudizi (opinione sostenuta da un’emozione ma frutto di credenze prive di fondamento razionale), tabù (divieto che vale solo perché è stato tanto intensamente interiorizzato da suscitare automaticamente rimorso), superstizione (credenza irrazionale che induce a credere che certi eventi siano influenzati da altri senza però nessun nesso causale) ≠ etica perché non hanno giustificazione razionale.
3. Etica di senso comune
Opinioni ricevute presenti nella società in cui siamo cresciuti e in cui viviamo, che abbiamo interiorizzato nell’infanzia e che diamo per scontato siano giustificate: comprende al suo interno mescolati sia genuini giudizi etici, sia criteri per arrivare a questi principi, sia consuetudini puramente convenzionali o le norme dell’etichetta consolidata, sia tabù o i pregiudizi.
Costituisce la stella polare della vita sociale, una guida ma quando si presenta un contrasto o un disaccordo emerge una crisi
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a. Crisi → Conflitto di doveri
La Modernizzazione è un potente fattore della crisi, poiché urbanizzazione, mobilità sociale, informazioni etc. fanno sì che la persona sia in contatto con persone dalle realtà morali radicalmente diverse. Inoltre il contatto con più persone fa sì che aumentino i casi di conflitto di doveri, in cui bisogna scegliere e stabilire una gerarchia dei doveri. Infatti nelle società premoderne i valori sono presentati all’individuo come fatti scontati dalla tradizione ≠ nelle società moderne si è continuamente sottoposti a tensioni derivanti dalla pluralità delle posizioni, che mettono in dubbio la tradizione e ciò che si riteneva scontato.
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b. Reazioni alla crisi
- Mala Fede: la persona fa finta di non vedere l’ostacolo e agisce secondo i dettami dell’opinione comune evitando la scelta, a volte per convenienza e interesse personale.
- Negazione della Realtà: la persona ha talmente interiorizzato i valori tradizionali da non riuscire a capire, e il confronto con nuovi doveri gli pare ridicolo e insensato; tal volta l’innovatore gli appare come pericoloso o squilibrato.
- Passaggio all’Etica Critica: la persona si mette alla ricerca della ragione che sostiene i diversi doveri in conflitto così da scegliere quello adeguato (anche quello tradizionale, ma conoscendone la ratio), in questo modo conosce la giustificazione razionale dei doveri, che prima solo supponeva. Ciò comporta sempre una crescita e autonomia morale → Giustificazione Razionale.
4. Giustificazione razionale
Essa è caratterizzata da due aspetti:
- Aspetto fattuale/descrittivo: si critica un’opinione ricevuta controllando i fatti che essa presuppone, se sono veri o falsi, per lo più tramite la scienza.
- Aspetto normativo/valutativo: controllare la valutazione o prescrizione che l’opinione ricevuta propone per stabilire se sia davvero valida o fasulla ma possiamo farlo solo quando confrontiamo quel valore con un altro valore ritenuto superiore o più solido per vedere se regge la prova; MA come individuare questo valore superiore?
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1. Etica non-teorica
1 In assenza di informazioni aggiuntive circa la persona, non si può dire a priori se essa sia passata all’etica critica o se invece abbia avuto una reazione di mala fede o negazione della realtà vd. pg. 36 e 46.
Sonia Della Monica
Il valore/prescrizione superiore è fornito da altre prescrizioni concrete e abbastanza precise che sono assunte come valide in sé, cioè pregiudizi (=norme concrete); timore dell’astrazione perché instilla dubbi che minano la certezza, conservatrice, no attenzione alla coerenza (es. divieto di aborto).
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- Etica della Virtù
Si sostiene che nella vita morale i nostri giudizi riguardano i tratti di carattere o le virtù delle persone (pg. 52-53). - Etica Narrativa
Si sostiene che le persone apprendono l’etica non attraverso l’analisi dei principi, bensì leggendo romanzi o guardando film, cioè narrazioni che pongono i problemi etici in un contesto di vita, portando la persona ad immedesimarsi. - Etiche femministe
Richiedono una maggiore valorizzazione del genio femminile, accusano la relegazione delle donne, vogliono una riappropriazione del corpo della donna, libera scelta della donna, maggiore importanza alle relazioni umane concrete.
2. Teoria etica
Il valore/prescrizione trasmesso dall’opinione ricevuta va confrontato con valori più generali e astratti per vedere se davvero sia conforme a essi; ci si eleva dalla norma concreta per cogliere la ratio e formulare un principio generale, una teoria (≈ scienza).
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- Etica Deontologica
È indipendente dalle conseguenze, l’azione è considerata essere giusta/ingiusta in sé per un determinato principio; ma quali e quanti sono i principi da assumere come primi? Quale è il fondamento dei principi e il modo in cui li si conosce? Intuitivamente autoevidenti, corrispondono alla natura umana, o rispecchiano l’ordine delle cose → Divieti Assoluti o Prima Facie. - Etica Teleologica/Consequenzialista
Un’azione si valuta in base alle conseguenze che causa. Ma come si calcolano le conseguenze? Come valutare la bontà delle conseguenze? Chi deve essere il beneficiario?- Egoismo Etico, si deve fare l’azione che ha conseguenze benefiche per l’agente stesso;
- Utilitarismo, si deve fare l’azione che massimizza l’utilità del maggior numero, benessere sociale.
5. Divieti assoluti e divieti prima facie
Tipi di divieti delle varie etiche deontologiche:
- Divieti Assoluti: divieti che non ammettono mai alcuna eccezione per nessuna ragione.
2 Henry Sidgwick (1874): tutti i divieti ammettono riserve – utilitarista?
Poi D.W. Ross (1930): la presenza di un dovere assoluto fa sì che l’etica sia solida e immutabile ma anche rigida, mentre l’avere soli divieti prima facie conferisce all’etica maggiore duttilità e flessibilità – deontologo.
Sonia Della Monica
- Divieti Prima Facie: divieti che ammettono eccezioni.
MA
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- Gerarchia dei Doveri: come si può stabilire quale dovere viene prima di un altro? Considerando che comunque un qualche divieto deve essere violato allora sembra ragionevole che la precedenza sia data al dovere che diminuisce i danni ma così l’etica deontologica con soli divieti prima facie è molto simile all’etica consequenzialista!!
- Un’etica deontologica con solo doveri prima facie dichiara di non avere divieti assoluti ma la negazione dell’assoluto comporta l’affermazione di un assoluto diverso? No, perché negare l’assoluto è negare che la moralità rimandi a un mondo eterno e sovrannaturale in cui tutto è immutabile, e invece affermare che la moralità è un’istituzione sociale e contingente!!
6. Etica della sacralità della vita o qualità della vita
Il problema cruciale dell’etica e della bioetica contemporanea è sapere se ci siano divieti assoluti o se invece i divieti morali siano tutti prima facie, ossia scegliere tra etica della sacralità e etica della qualità della vita!
a. Sacralità della Vita
Prospettiva morale per la quale la vita umana è intangibile e non può essere mai violata o manipolata; impone divieti assoluti che non ammettono mai alcuna eccezione in nessuna circostanza
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Paradigma Ippocratico: modo di vedere e sentire determinato dal Giuramento di Ippocrate.
Partendo dall’idea di sacralità della vita, si intende la vita come un processo finalizzato che tende a conseguire i propri scopi, quindi la sacralità della vita porta a dire che compito precipuo del medico è assecondare e favorire gli scopi naturali e che mai deve ostacolare o modificare il conseguimento dei fini; medico come assistente della natura (finalizzata)!
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Sacralità: Principio che ingiunge il divieto assoluto di non interferire o di non manipolare il finalismo vitale.
MA
Il finalismo vitale è in crisi, e dunque lo è l’Ippocratismo e la sacralità. Il finalismo vitale e la sacralità erano concezioni ovvie e scontate ma ora non più, e vi è la necessità di spiegarle!
Cause? Esplosioni delle conoscenze scientifiche e conseguente secolarizzazione.
b. Qualità della Vita
Il valore centrale è il benessere e/o rispetto dell’autonomia delle persone; nega che esistano divieti assoluti e afferma che tutti i divieti sono prima facie.
3 Paradigma: struttura profonda o schema mentale che sta alla base di una data etica, comprendendo anche gli atteggiamenti emotivi e passionali. → Salto Gestaltico: il cambiamento di paradigma comporta una riorganizzazione della realtà e un diverso modo di vedere e sentire il mondo; cambia il modo di classificare le cose secondo categorie diverse + ciascun paradigma ha problemi diversi.
Sonia Della Monica
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Accusa di Relativismo Etico?
I fautori dell’etica della sacralità accusano l’etica della qualità di relativismo etico intendendo: il giudizio è relativo a un qualche criterio circa la realtà considerata e non coglie immediatamente la realtà in sé; non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie.
MA
- Riconoscendo che il relativismo non riconosce nulla di definitivo si ammette che il giudizio comporta l’operazione mentale che porta a confrontare l’oggetto con un criterio di paragone assunto come punto fisso per stabilire la rispondenza dell’oggetto ad esso; la formulazione data mostra che il relativismo è inevitabile perché intrinseco all’operazione di giudicare. Quindi sarebbe meglio dire che la controversia è tra relativisti assolutisti e circostanziali, perché riguarda non tanto il giudicare di per sé ma il tipo di criterio da assumere per dare giudizi: assolutisti assumono come criterio un principio assoluto, i circostanziali invece un principio prima facie.
- L’altra obiezione sottolinea che il relativismo sarebbe radicato nel soggettivismo ma non può esistere una morale soggettiva che ha come criterio solo il soggetto perché la moralità fornisce valori e norme che consentono il coordinamento sociale per garantire un adeguato livello di qualità della vita; l’etica non può prescindere dall’universalità e dalla razionalità.
- L’obiezione sembra dettata da una reazione psicologica che porta a reificare uno specifico modello identificandolo con il modello (assoluto); così il crollo di quel modello è visto come crollo della socialità.
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II. Pluralismo etico e rivoluzione biomedica
1. Pluralismo Etico
- I diversi codici etici sono tutti tra loro moralmente equivalenti?
Tolleranza, a che condizioni si può permettere che un codice valoriale sia diffuso in società (politico/pratico)
≠
Legittimità, a che condizioni si possa considerare morale un codice valoriale (teorico)
- Come mai negli ultimi decenni si è sviluppato con così tanta rapidità il Pluralismo Etico?
- Rivoluzione informatica, crescita della capacità di elaborazione, trasmissione di dati.
- Rivoluzione informativa, aumento dell’informazione.
- Mezzi di trasporto più rapidi, favorendo la migrazione.
- Progressi in ambito biomedico e sanitario, messa in discussione di limiti che apparivano scontati → Rivoluzione Biomedica.
2. Rivoluzione Biomedica e Secolarizzazione
La Rivoluzione Biomedica costituisce la continuazione della Rivoluzione Industriale: infatti come quest’ultima ha consentito il controllo del mondo inorganico e ampliato le libertà civili sul piano della vita sociale, così la rivoluzione biomedica, fondandosi sul nuovo status acquisito dalla biologia come scienza, sta consentendo il controllo del mondo organico e, con esso, sta favorendo l’ampliamento delle libertà civili anche sul piano della vita biologica.
a. Secolarizzazione (prima) e cambiamento di paradigma circa la vita sociale
4 Il Pluralismo etico mantiene come valore condiviso e comune il rispetto della libertà personale!!
Sonia Della Monica
La secolarizzazione indotta dalla Rivoluzione Scientifica (Galileo) ha generato un salto gestaltico che ha portato a vedere il mondo in modo diverso producendo una serie di cambiamenti dei parametri di esistenza:
- Affermazione del diritto di svolgere il lavoro scelto liberamente, aprendo così la strada al mercato del lavoro;
- Espulsione del finalismo dall’astronomia, i movimenti degli astri e dei corpi fisici vanno spiegati in base a leggi generali che individuano le cause efficienti, senza più presupporre né scopi o finalismi cosmici, né luoghi naturali o ordini gerarchici della realtà (≠ punto di vista tradizionale in cui l’ordine cosmico faceva da modello per le gerarchie sociali);
- Espulsione del finalismo fisico, la realtà viene identificata in res cogitans e res extensa, limitando il rimando ad un mondo sovrannaturale (≠ il mondo fisico era considerato incompleto e sembrava rimandare al mondo metafisico) – ma rimane il finalismo in ambito biologico (mistero della vita!).
b. Secolarizzazione (seconda) e cambiamento di paradigma circa la vita biologica
La Rivoluzione biomedica sta portando alla secolarizzazione dell’etica:
- Tecnologie che assistono la nascita, la cura e la morte non solo consentono di intervenire sui processi vitali ma hanno anche secolarizzato la sessualità e la vita nascente, i quali hanno perso la dimensione sacrale;
- Questione del costo economico dell’assistenza sanitaria;
- Il controllo della riproduzione non solo sta secolarizzando la nascita ma accelera il processo di disgregazione della famiglia come unità riproduttiva;
- Con la fecondazione assistita non vi è più un unico modello di famiglia eterosessuale;
- (Controllo della vita delle generazioni future?)
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- No apertura al trascendentale;
- No dimensione sacrale del finalismo vitale (base dell’etica della sacralità);
- Importanza alla dimensione delle scelte dell’uomo: la vita non è sempre buona in sé, ma è buona o cattiva a seconda della prevalenza di sensazioni positive o negative, in assenza delle quali è semplicemente indifferente.
- Vita biologica ≠ vita biografica;
- Visto che buona o cattiva è solo la vita biografica, e che anche gli animali hanno una vita biografica, bisogna prendere atto che il principio di uguaglianza si estende a tutte le biografie.
III. Altre prospettive di analisi bioetica
Sonia Della Monica
1. Tecnoscientismo e Ambivalenza degli Effetti
In bioetica il problema della tecnica è centrale visto che oggi la tecnica consente la manipolazione della vita umana.
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Il Tecnoscientismo: la tesi secondo cui, non essendo mossa da
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