11 secolo 1000/1100: secolo importantissimo
Congar dice che è la più grande svolta dell’ecclesiologia teologica della chiesa. Nascono il papato, come lo vediamo noi oggi; ad esempio, sono nati i cardinali. A metà di questo secolo avviene la grande divisione della chiesa, la seconda è tra oriente e occidente. Infine, è il primo secolo della riforma della chiesa.
Chiamata riforma gregoriana perché c’era papa Gregorio VII, anche se lui è presente per pochi anni (pag. 6), va contro simonia e nicolaismo.
Tra Francia e Germania si crea un gruppo di professori che vanno contro la storia formata da date, battaglie: per loro la storia è la vita quotidiana, bisogna fare la storia in modo sociale o economico, rapporti economici ecc. Questo cambierà qualcosa anche nella chiesa perché la chiesa non è formata solo dal papa ma anche da altri, quindi si apre la prospettiva. Poi si capisce che la chiesa non è formata solo dalla gerarchia ma anche da altre persone, quindi quando si parla di chiesa non bisogna pensare solo al papa, si guarda tutta la comunità.
Dopo la seconda guerra mondiale nasce una rivista: “Studi gregoriani”. Non è il papa che fa la riforma perché la riforma non parte dal vertice ma dalla base, dalla periferia:
- Riforma monastica
- Del clero
- Dei laici
- Anche l’imperatore farà una riforma
Il papa è l’ultimo a fare una riforma, i primi sono quelli sopra (pag. 8 riforma gregoriana).
Perché bisogna riformare la chiesa?
Come detto prima, la riforma parte dal basso.
La chiesa era decaduta, perché? L’impero romano crolla, arrivano i barbari e, ad esempio, il vescovo di Milano diventa, grazie all’imperatore, amministratore della città. Lo stesso avviene nelle campagne con i monasteri, dove le persone trovavano tutto: scuole, biblioteche, farmacia ecc. Il monastero si basa sull’autonomia, cioè all’interno del monastero ci doveva essere il necessario per la vita, e si basava sulla stabilitas, cioè il monaco, quando entra in un monastero, lascia tutto, entra in quel monastero per tutta la vita. Quindi il monaco anziano insegna ai giovani il mestiere ecc., crea una continuità in un mondo discontinuo.
Quando questi popoli si affacciano sull’Europa, la chiesa è quella che li converte al cristianesimo romano, “umanizzano” un po’ questi uomini.
Se però il vescovo è il capo della città non verrà scelto per l’uomo che è ma per la capacità di amministrare la città e deve avere dei rapporti con l’imperatore, quindi c’è una mancanza di autonomia, anche nei monasteri perché sono soggetti a controlli dall’alto.
Alla fine questa decadenza è dentro ai poteri feudatari. C’è una presa di potere da parte della chiesa: i feudi sono gli appezzamenti di terra dati a piccoli contadini, quindi si formano questi feudi affidati ai vassalli e i monasteri e le chiese devono stare sotto questi piccoli sovrani. Può capitare che il vassallo è un vescovo, è un sistema “mafioso” e la chiesa è immischiata dentro, ma non è un problema morale: la decadenza è avvenuta perché la chiesa era immischiata dentro e c’è una frammentazione dei poteri.
Le tre crisi
- Del clero
- Del monachesimo
- Del papato
La prima è la più diffusa, è quella dei preti, dei diaconi che sono dispersi su un territorio. Normalmente vivevano in comunità, si basavano su chiese battesimali, venivano controllate da dei laici e sono diventate chiese private: il feudatario che ha un villaggio crea lui la chiesetta e diventano chiese private.
Si forma la simonia e il nicolaismo, entrambe nascono dal NT. Fino al medioevo c’era un attaccamento all’AT, adesso invece al NT c’è il ritorno al crocefisso.
La simonia è il comprare e il vendere qualcosa che deriva dallo spirito santo, cioè sacramenti, messe o le gerarchie. Cosa gravissima non solo moralmente ma teologicamente, perché io pretendo di comprare o vendere lo spirito santo, quindi vuol dire che lo spirito santo non esiste e c’è una eresia: la pneumologia, cioè la non presenza dello spirito santo. E poi il nicolaismo (Apocalisse pag. 12), cioè non rispettavano la castità, era un problema morale.
La seconda crisi è che i monasteri perdono l’autonomia.
La terza crisi era quella del papato e si diceva: se c’era la crisi della chiesa, perché il papa non ha riformato la chiesa? Perché il papa era schiacciato, c’era una lotta tra famiglie che si contendevano il papato. Esempi: il papato è soggetto ai feudatari e una volta un papa ha dovuto processare il papa predecessore togliendolo dalla tomba (pag. 13). Ci sono papi illegittimi ecc.
La storia della chiesa è immersa nel tempo dell’epoca, è un’epoca di innovazione. Abbiamo il mito dell’anno 1000, fatti concreti di cambiamento: invasioni barbariche finite nel 10° secolo d.C., c’è pace quindi c’è un aumento demografico, molti boschi vengono abbattuti per coltivare, abbiamo nuove tecniche come il mulino ad acqua, si crea una economia nuova perché si coltivano grandi appezzamenti e si arriva alla nascita del commercio. Il luogo del commercio è la città. Nascono gli imprenditori, epoca di grandi edifici romani.
1° movimento: monaci
Il monachesimo ha sofferto molto questo decadimento, dentro al monachesimo c’erano grandi risorse, era un luogo pieno di Dio, è il primo che riprende una riforma religiosa di rinnovamento. Ricerca mai sazia della perfezione, il tema principale è quello della povertà, tema primitivo del cristianesimo, si passerà poi dal monachesimo ai mendicanti.
Secondo elemento: ogni monastero era autonomo, non esistevano benedettini, francescani ecc. I monaci mangiavano ciò che producevano; quando arriva il commercio hanno dovuto iniziare a scambiare le merci e a divenire commercianti anche loro.
Cluny
Cluny, nel sud della Borgogna, è fondamentale per la storia perché si sottrae al potere del vescovo, quindi significa riformarsi, diventa modello della chiesa romana. In che cosa consiste la riforma:
- Nell’esenzione: questo monastero si sottrae al potere del vescovo collegandosi alla sede di Roma, cioè al papa, quindi il vescovo non può opporsi.
- I monasteri saranno tutti uniti tra loro.
Si riforma nel modo strutturale, in modo giuridico (pag. 20): esenzione e accentramento. Bisogna liberarsi dai vescovi e Cluny diventa centro degli altri monasteri che devono legarsi ad esso. Questo sconvolge quello detto prima perché non c’è più l’autonomia dei monasteri, ogni riforma rischia di sconquassare.
Cluny diviene ricca grazie alle persone che lasciano i loro beni in custodia perché si fidano, e vengono dette le messe per i defunti. La chiesa romana farà la stessa cosa.
Citeaux (cistercense)
Citeaux, cistercense, nasce dall’uscire di un gruppo di monaci dal monastero di Molesmes. Il carattere dei cistercensi è il ritorno all’origine, alla povertà, al lavoro manuale. Questi monaci si vestono di bianco: il motivo è che per fare l’abito nero bisogna tingere la lana. Rinunciano a decorare le chiese, troppa ricchezza.
I monaci sono poveri ma il monastero è ricco perché, se lavorano, ci sono i prodotti finiti. La strutturazione dell’ordine è federale: a questo nuovo monastero si aggregano altri monasteri in modo federale, quindi non sotto esso, non veniva richiesto nessun tributo. L’abate non comanda sugli altri abati ma sono pari. Nasce una nuova figura chiamata i “conversi”.