Concetti Chiave

  • Nel secondo dopoguerra si sviluppò un sentimento di rassegnazione, causato dai traumi subiti dalla società, in contrasto con la volontà di ricostruzione del primo dopoguerra.
  • La letteratura di evasione emerse come risposta al dolore, con autori che crearono mondi utopici privi di guerre e discriminazioni, in netta opposizione alla dura realtà del tempo.
  • Il romanzo "Le città del mondo" di Elio Vittorini delinea una Sicilia utopica, dove i protagonisti cercano la “città bella” per sfuggire dalla tristezza della città reale.
  • In "Le città invisibili" di Italo Calvino, le cinquantacinque città utopiche raccontate da Marco Polo offrono un forte contrasto con le città invivibili, simbolo della realtà contemporanea.
  • Calvino utilizza il dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan per esplorare il potere dell'immaginazione e la possibilità di un futuro migliore attraverso le città invisibili.

Stato d'animo del dopoguerra

Per descrivere la letteratura del secondo dopoguerra, è utile sottolineare il generale stato d’animo che si era andato a formare in un secolo così dilaniato, se infatti dopo il primo conflitto si instaurò un generale sentimento di volontà di ricostruzione sia della città che della persona, nel secondo dopoguerra si notò invece una generale rassegnazione, dovuta probabilmente ai molteplici traumi e dolori che la società fu costretta a subire.

Letteratura di evasione

Dal punto di vista letterario, sorse dunque da una parte il desiderio di raccontare queste esperienze per far sì che non venissero dimenticate e denotare la malvagità dell’uomo a quanto sia capace di spingersi, dall’altro invece diversi autori svilupparono una letteratura di evasione dalla realtà, nella costruzione fittizia di utopie. Il mondo che si immaginavano rappresentava il completo opposto di quello attuale e veritiero, era un mondo senza guerre e senza discriminazioni, fatto di convivenze pacifiche e fratellanza.

Utopie di Elio Vittorini

Fondamentale fu il romanzo di Elio Vittorini “Le città del mondo”, pubblicato nel 1969, vede una Sicilia utopica abitata da coppie di padri e figli, amici, amanti che vagano in questi confini immaginari in cerca di quella che viene definita la “città bella” con la “brava gente”, e di conseguenza scappare invece dalla città in cui domina il dolore, la povertà, la tristezza, quindi la città vera e realistica in cui l’autore e gli uomini del suo tempo abitavano.

Le città invisibili di Calvino

Uno degli esempi migliori di questo genere letterario in ambito italiano, rimane però certamente “Le città invisibili” di Italo Calvino, pubblicato nel 1972, qui l’autore presenta ben cinquantacinque città utopiche, ognuna con un nome diverso ma comunque di natura femminile.

All’interno del romanzo, queste realtà vengono raccontate dal viaggiatore veneziano Marco Polo all’imperatore dei tartari Kublai Khan, che stava perdendo la vista e dava spazio sempre di più all’immaginazione della sua testa tramite i racconti dell’italiano. Queste città però vengono compensate dalla presenza di città invivibili in cui l’uomo vive nella realtà, e in cui al posto dell’aria pulita respira lo smog, al posto della libera circolazione vede il caos più totale e al posto della tranquillità sente suoni assordanti che non fanno altro che confonderlo. Il romanzo di Calvino si manifestò dunque anche come una speranza che nel futuro l’uomo prendesse come riferimento le città invisibili e non perpetuasse a vivere invece nelle città invivibili.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale stato d'animo che caratterizza la letteratura del secondo dopoguerra?
  2. La letteratura del secondo dopoguerra è segnata da una generale rassegnazione, frutto dei traumi e dolori subiti dalla società, in contrasto con il desiderio di ricostruzione che seguì il primo conflitto mondiale.

  3. Qual è il ruolo della letteratura di evasione nel contesto del dopoguerra?
  4. La letteratura di evasione si sviluppò come un modo per raccontare esperienze dolorose e per immaginare utopie, creando mondi senza guerre e discriminazioni, in opposizione alla realtà attuale e veritiera.

  5. Come si manifestano le utopie nei romanzi di Elio Vittorini e Italo Calvino?
  6. In "Le città del mondo" di Vittorini, si esplora una Sicilia utopica in cerca della "città bella", mentre in "Le città invisibili" di Calvino, si presentano cinquantacinque città utopiche raccontate da Marco Polo, che offrono una speranza di fuga dalla realtà invivibile.

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