Storia della civiltà letteraria russa
Introduzione — Tradizione russa antica e tradizione slava ortodossa
Nello storico letterario russo “antico” e “medievale” coincidono in quanto prima di questa supposta età di mezzo non sembra ci sia stata alcuna attività letteraria.
Una vera e propria “letteratura” e “lingua letteraria” si ha solo con l’avvento di Pietro il Grande.
Inizialmente la Russia era formata da un gruppo etnico-linguistico, formato da genti che parlavano la stessa lingua e che poi, con lo Scisma del 1054, andarono a dividersi in 2 gruppi:
- La Slavia ortodossa
- La Slavia romana
Nell’863 iniziò la missione di Costantino-Cirillo e di suo fratello Metodio: da quel momento vi è l’identificazione della lingua con quella sacra che prende il loro nome, l’alfabeto cirillico.
Lo slavo ecclesiastico era comunque utilizzato soprattutto per fini non bellici: lo scrittore durante l’età antica non era infatti un “ideatore”, quanto piuttosto “un redattore”; egli non aveva il compito di scrivere le proprie idee ma fare delle redazioni.
Lo scrittore non aveva libero arbitrio, ma sorgono comunque vari problemi nell’analizzare le opere antiche nel momento in cui ogni scrittore apportava piccole modifiche che hanno creato una tradizione “aperta”.
Ai testi dell’antichità viene imputata l’assenza di vere e proprie forme poetiche e l’assenza di fiction. La prova del contrario è data dalla tradizione orale e folclorica: nell’età antica, per lo storico, tutto doveva realmente attingere dal VERO.
Storia della civiltà letteraria russa
Introduzione - Tradizione russa antica e tradizione slava ortodossa
Nello storico letterario russo “antico” e “medievale” coincidono in quanto prima di questa supposta età di mezzo non sembra ci sia stata alcuna attività letteraria.
Una vera e propria “letteratura” e “lingua letteraria” si ha solo con l’avvento di Pietro il Grande.
Inizialmente la Russia era formata da un gruppo etnico-linguistico, formato da genti che parlavano la stessa lingua e che poi, con lo Scisma del 1054, andranno a dividersi in 2 gruppi:
- La Slavia ortodossa
- La Slavia romana
Nell’863 iniziò la missione di Costantino-Cirillo e di suo fratello Metodio: da quel momento vi è l’identificazione della lingua con quella sacra che prende il loro nome, l’alfabeto cirillico.
Lo slavo ecclesiastico era comunque utilizzato soprattutto per fini non bellici: lo scrittore durante l’età antica non era infatti un “ideatore” quanto piuttosto “un redattore”; egli non aveva il compito di scrivere le proprie idee ma fare delle redazioni.
Lo scrittore non aveva libero arbitrio ma sorgono comunque vari problemi nell’analizzare le opere antiche nel momento in cui ogni scrittura appare senza precise modifiche che hanno creato una tradizione “aperta”.
Ai testi dell’antichità viene imputata l’assenza di vere e proprie forme poetiche e l’assenza di finzione. Però la prova del contrario è data dalla tradizione orale e folclorica che invece, per lo scritto, tutto doveva realmente attingere dal VERO.
Capitolo 4 - La codificazione dei tipi letterari nella Rus’ kieviana (XI-XIII)
Con l’ingresso nella cristianità, grazie all’opera di Vladimir e alla cristianizzazione, la Russia usa a creare una propria letteratura caratterizzata all’inizio solo da traduzioni, compilazioni che avevano il compito di porre le basi per una letteratura nazionale.
Si traduceva soprattutto dal greco, testi di origine sacra. Durante questo periodo due sono i generi fondamentali: storiografia e agiografia.
Agiografia
Furono molto diffuse le vite dei santi. Il primo prodotto autonomo fu la narrazione del martirio di Boris e Gleb.
Boris e Gleb
I protagonisti sono i figli di Vladimir trucidati nel 1015.
Boris, avido, reggimento dalle notizie della morte di Vladimir, e contemporaneamente perde coscienza del fatto che il fratello Syatolpale medita di uccidere se suo duezzino gli proprio di marciare contro Kiev e di conquistiamo il trono.
Boris tuttavia rifiuta di alzare la mano contro il fratello maggiore ed è ucciso per questa obbedienza da tutti. Boris è barbaramente trucidato; Gleb si mette in marcia ma durante il cammino è avvelenato ed è egli trucidato. Contro i “cattivi” si leva Jaroslav che lo sconfigge.
La chiave tematica che ci permette di comprendere questo testo è una citazione del Salitore che è all’inizio del testo. Boris e Gleb, figli di un gusto stesso, sono portatori di un’etica di autodif vinno de figli di dei cattivi e valuto da Dio. Di martirio diventa l’atto di fede più grande. Anche i personaggi negativi assumono connotati forti, compassosi i spazio quai.
Vita di Feodosij
Anche questo testo agiografico. Nestors, l’autore, è entrer nel monastero quanto è protaganista ancora escrediano e al narrono la sua storia e paarte dolose lecaiace da suo santità si espira nell’humilitia nel a misteri per le regoli essersi i bori delle cose.
Storiografia
Le prime regi
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