Concetti Chiave
- L'uomo ha da sempre cercato forme di vita intelligente nell'universo, dando origine ai termini "extraterrestre" e "UFO".
- Il dibattito scientifico e filosofico sull'esistenza di extraterrestri si è intensificato dopo il primo avvistamento di un UFO nel 1947.
- Le ricerche sugli UFO condotte dall'aeronautica americana hanno rivelato che molti avvistamenti sono stati spesso il risultato di suggestioni o errori di osservazione.
- Stephen Hawking ha espresso scetticismo sull'esistenza di alieni, suggerendo che se esistessero, sarebbero troppo intelligenti per interessarsi all'umanità.
- Le riflessioni filosofiche sulla coscienza, come quelle di Paul C. W. Davies, pongono interrogativi sull'evoluzione dell'universo e il ruolo fondamentale della mente.
Il desiderio umano di scoprire
Destinazione: rivista scientifica
Da sempre l’uomo ha avuto il desiderio di sapere se esistessero o meno, nell’universo, altre forme di vita intelligente. Ha così cominciato a investire le sue risorse per la ricerca di altri esseri viventi. Sono nate, in questo modo, parole come “extraterrestre” o “UFO”: la prima indica un qualcuno o un qualcosa che si trova al di fuori del pianeta Terra, mentre la seconda è una sigla (dall’inglese Unidentified Flying Object) utilizzata per indicare qualsiasi oggetto o fenomeno luminoso, osservato in cielo, che non abbia una spiegazione plausibile.
Il dibattito filosofico e scientifico
Queste manifestazioni inspiegabili sono antichissime. Nei secoli precedenti, il filosofo Kant era fortemente convinto dell’esistenza di altre vite nell’universo. Scrive, infatti, nella Critica della ragion pura: «Io sarei pronto a scommettere tutti i miei averi che almeno in uno dei pianeti che noi vediamo vi siano degli abitanti». Si cominciò a discutere effettivamente di UFO solo a partire dal 1947, quando negli Stati Uniti fu avvistato un “disco volante”. Steven J. Dick ne La vita nel cosmo. Esistono gli extraterresti? afferma, però, che non tutti credono nella reale esistenza degli alieni. Infatti, molti biologi che li cercano spesso si scontrano con quelli «molto pessimisti sulla morfologia, se non sulla stessa esistenza degli extraterrestri che smorzano, quindi, le aspirazioni di chi cerca di estendere i principi della biologia terrestre all’universo nel suo complesso».
La natura degli avvistamenti
Come sostengono Pippo Battaglia e Walter Ferreri in C’è vita nell’universo? La scienza e la ricerca di altre civiltà, è stata soprattutto l’aeronautica americana a condurre ricerche sugli UFO. La percentuale dei loro avvistamenti, però, è stata molto bassa poiché, nella maggior parte dei casi, si è trattato di suggestioni o visioni dovute a osservazioni errate e a racconti imprecisi. I due studiosi spiegano anche la natura degli UFO. Scrivono, infatti: «Si potrebbe, per esempio, pensare che all’origine di un certo numero di avvistamenti vi siano, in realtà, fenomeni geofisici ancora poco conosciuti, oppure velivoli sperimentali segreti, senza tuttavia escludere del tutto la natura extraterrestre». Dunque, si usa il concetto di “extraterrestre” o “UFO” ogniqualvolta ci si trova di fronte a fenomeni non spiegabili con la ragione o con le conoscenze finora acquisite dall’uomo.
Stephen Hawking e gli alieni
Gli extraterrestri, però, non sono mai giunti sulla Terra. Da questa constatazione si è sviluppato lo scetticismo di Stephen Hawking sull’esistenza degli UFO. Egli, infatti, ne L’universo in un guscio di noce, afferma che gli alieni non sono giunti sul nostro pianeta per due motivi: o sono esseri troppo intelligenti e quindi non si curano di noi che siamo creature troppo primitive per loro; oppure più semplicemente non esistono, o, se così non fosse, non sono abbastanza intelligenti. Conclude, dunque, Hawking: «Lo scenario futuro non somiglierà a quello consolante definito da Star Treck, di un universo popolato da molte specie di umanoidi. […] Credo che invece saremo soli e che incrementeremo molto, e molto in fretta, la complessità biologica ed elettronica».
Riflessioni filosofiche sulla coscienza
La ricerca degli alieni ha dato vita anche a riflessioni filosofiche. Paul C. W. Davies, in Siamo soli? Implicazioni filosofiche della scoperta della vita extraterrestre, pone l’attenzione sulla coscienza, caratteristica dell’uomo e «fenomeno basilare che fa parte del funzionamento e delle leggi dell’universo». In quanto tale, la coscienza può essere trovata anche altrove. Se così fosse, ci sarebbe la dimostrazione che l’universo non solo è in evoluzione, ma è anche uno spazio in cui la mente svolge un ruolo fondamentale. L’esistenza di altre forme di vita, dunque, continua ad essere ancora oggi oggetto di vivace dibattito. Le ricerche di extraterrestri continuano e chissà… magari un giorno scopriremo che non siamo soli.
Domande da interrogazione
- Qual è il desiderio umano che ha spinto alla ricerca di vita extraterrestre?
- Qual è il contributo di Kant al dibattito sull'esistenza di vita extraterrestre?
- Qual è la posizione di Stephen Hawking riguardo agli extraterrestri?
- Quali sono le spiegazioni alternative agli avvistamenti UFO secondo gli studiosi?
- Qual è il legame tra la ricerca di vita extraterrestre e la coscienza secondo Paul C. W. Davies?
L'uomo ha sempre desiderato sapere se esistono altre forme di vita intelligente nell'universo, investendo risorse nella ricerca di esseri viventi al di fuori della Terra.
Kant era convinto dell'esistenza di altre vite nell'universo, affermando che sarebbe pronto a scommettere che almeno in uno dei pianeti visibili ci siano abitanti.
Hawking sostiene che gli extraterrestri non sono mai giunti sulla Terra, ipotizzando che siano troppo intelligenti per interessarsi a noi o che semplicemente non esistano.
Gli avvistamenti UFO possono derivare da suggestioni, visioni errate, fenomeni geofisici poco conosciuti o velivoli sperimentali segreti, senza escludere la possibilità di una natura extraterrestre.
Davies suggerisce che la coscienza, caratteristica fondamentale dell'uomo, potrebbe esistere anche altrove nell'universo, implicando che l'universo è in evoluzione e la mente gioca un ruolo cruciale.