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Concetti Chiave

  • Leopardi, nato nel 1798 a Recanati, è influenzato dalla cultura religiosa della sua famiglia, limitando le sue letture a opere conformi alla Chiesa.
  • Tra il 1815 e il 1816, Leopardi evolve dall'erudito al bello, studiando gli illuministi e i classici, grazie all'influenza di Pietro Giordani.
  • Il passaggio dal bello al vero tra il 1816 e il 1817 porta Leopardi a scoprire l'effimero del bello e la necessità di rappresentare la realtà autentica.
  • Nel periodo 1818-1828, Leopardi si dedica alla scrittura delle Operette Morali, evidenziando un cambiamento nel suo pensiero verso il pessimismo storico e cosmico.
  • Leopardi ritiene che il progresso sia dannoso e che il vero piacere derivi dal desiderio e dalle aspettative, piuttosto che dai piaceri momentanei della vita.

Quali sono le influenze religiose nell'infanzia?

Nacque nel 1798 a Recanati e muore nel 1837 a Napoli. Recanati era parte dello stato Pontificio per cui, grazie anche alla presenza della madre, fu influenzato dalla cultura religiosa. Studiò nella sua biblioteca monotematica poiché i genitori non gli permettevano la lettura dei testi non concordi con le linee dettate dalla Chiesa. Nel 1816 scappa di casa ma il padre lo fa tornare.

Passaggio dall'erudito al bello

Tra il 1815 e il 1816 avviene il suo passaggio dall'erudito al bello e inizia così a studiare gli illuministi, e classici e Dante. In questo periodo ha contatti con Pietro Giordani, intellettuale illuminista, amico di Manzoni. Giordani gli fornisce contatti con l'editore Stella e con suoi amici in grado di mantenerlo; tutto ciò lo porterà via da Recanati. Si distacca dalla religione; il suo è un ateismo radicale: non credeva infatti nella vita dopo la morte ma credeva che si potesse continuare a vivere nella mente di chi lo ricordava.

Dal bello al vero

Tra il 1816 e il 1817 c'è il passaggio dal bello al vero: scopre che il bello è effimero. Il vero indica per Leopardi la rappresentazione più reale del mondo, quella che non ha l'obbligo di rispettare fini educativi.

Durante il passaggio dal bello al vero soffre di una cecità momentanea dovuta probabilmente al suo "studio matto e disperato" e in questa fase riesce a cogliere la profondità delle cose.

Produzione letteraria e cambiamenti

Nel 1818-19 inizia la produzione dei Piccoli Idilli, piccoli bozzetti su varie tematiche. Tra il 1822 e il 1828 non scrive poesia ma si dedica alle stesura delle Operette Morali, importanti per noi per cogliere il cambiamento del pensiero di Leopardi, il pessimismo storico e cosmico.

Intorno al 1827 vive tra Milano e Firenze e l'editore Stella decide di tagliare il loro rapporto per una scarsa produzione da parte dell'autore, per cui è costretto a tornare a Recanati dove scrive i Grandi Idilli.

Ultimi anni e pensiero filosofico

Nell'ultima fase della sua vita vive a Firenze col suo amico Ranieri con il quale si trasferisce a Napoli nel 1834. Li muore nel 1837.

Nell'intero arco della sua vita è impegnato nella scrittura dello Zibaldone, un diario in cui affronta temi di vario genere.

Per Leopardi il piacere assoluto non esiste; la vita è infatti un susseguirsi di piaceri effimeri, poiché l'uomo tende sempre a volere qualcosa in più; il vero piacere è l'aspettative, il desiderio.

Leopardi non possiede una vera e propria filosofia ma le sue opere seguono un distinto pensiero. Per lui il progresso è dannoso per l'uomo poiché non permette di cogliere le cose più piccole della vita.

Rifiuta il suicidio, poiché esso non risolve i problemi e non da esempio ai posteri.

La natura (di cui parla specialmente nelle Operette Morali) è vista come una madre (se letta attraverso il pessimismo storico), come distruttrice (se letta attraverso il pessimismo cosmico).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le influenze religiose che hanno segnato l'infanzia di Leopardi?
  2. Leopardi, nato nel 1798 a Recanati, fu influenzato dalla cultura religiosa del suo ambiente, in particolare dalla madre e dalle restrizioni imposte dai genitori riguardo alla lettura di testi non conformi alla Chiesa.

  3. Come avviene il passaggio di Leopardi dall'erudito al bello?
  4. Tra il 1815 e il 1816, Leopardi inizia a studiare gli illuministi e i classici, distaccandosi dalla religione e abbracciando un ateismo radicale, grazie anche ai contatti con l'intellettuale Pietro Giordani.

  5. Qual è il significato del passaggio dal bello al vero per Leopardi?
  6. Tra il 1816 e il 1817, Leopardi scopre che il bello è effimero e che il vero rappresenta la realtà senza fini educativi, un cambiamento che avviene anche in un periodo di intensa introspezione e studio.

  7. Quali opere significative scrive Leopardi durante la sua carriera?
  8. Tra il 1818 e il 1828, Leopardi scrive i Piccoli Idilli e le Operette Morali, quest'ultime fondamentali per comprendere il suo pessimismo storico e cosmico, segnando un cambiamento nel suo pensiero.

  9. Qual è la visione di Leopardi riguardo alla vita e al progresso?
  10. Leopardi ritiene che il vero piacere sia nell'aspettativa e nel desiderio, considerandoli effimeri, e vede il progresso come dannoso, poiché distoglie l'attenzione dalle piccole gioie della vita.

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